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Cronaca

Più fatti e meno parole

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 Gianni Alemanno e Franco GabrielliTrento, 7 febbraio 2012. - "In onda " e "In mezz'ora ": chiunque in questi giorni ricorda gli interventi di Alemanno e Gabrielli. E non era un sogno giornalistico, la lite c'è stata davvero. Si è parlato di cosa non era stato fatto, troppo poco di ciò che era necessario andare a fare.

Marano Lagunare nella morsa di ghiaccio

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Il canale che porta al porto di Marano LagunareMarano Lagunare, 6 febbraio 2012. - Il grande freddo è arrivato anche nella Bassa friulana. Temperatura artica, con raffiche di freddissima Bora. La laguna è in una morsa, i canali di accesso al porto sono ghiacciati.

Asso3: "AiutaTi ad aiutarTi"

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Logo dell'Associazione ASSO3

Trento, 6 febbraio 2012. - Oggi,  l'cccasione di presentare ai lettori di Trentino Lbero la neonata Associazione Asso3.  Quattro chiacchiere con il presidente Michele Sebastiani, che è venuito a trovarci in Redazione. Che cos'è Asso3?

E' un'Associazione trentina di promozione sociale  di servizi al cittadino. Nasce per riunire tutti i delusi di questa società e per finalizzare al mutuo soccorso l'impegno dei soci. Qual'è la sua  "missione"? E'  quella di  offrire idee, approfondimento dei vari problemi e la possibilità concreta di risolverli: poche parole tanti fatti.

Per i giornalisti a Roma eravamo tutti al polo nord, privi d'acqua e luce

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430743 2860990042665 1197092081 32402201 994565551 nRoma, 6 febbraio 2012. - In realtà chi ha esagerato sono stati i soliti giornalisti, qui a Roma non ci sono stati casi così gravi da comunicare con enfasi tanto accesa. Ad Alemanno è bastato rispondere male, in piena emergenza, ad un giornalista (troppo invasivo) per avere tutto l'ordine professionale contro. I giornalisti hanno montato un caso mediatico sul nulla, oggi si lamentano ovviamente coloro che sono veramente in difficoltà e di cui i giornalisti non si non interessati minimamente. Tutti presi a parlare dei disservizi della Capitale e di come sia stata presa impreparata.

Roma non certamente abituata a un evento "neve", anche come Trentino ho dovuto rassegnarmi e rimanere a casa, anche volendo non ho le catene da neve, non ho una pala da neve in casa e non ho nemmeno un paio di scarpe adatte. Nessuno a Roma tiene simili attrezzature, a che ci servono? Già oggi il sole ha liberato la strada di casa, e la temperatura qui al Trullo (Portuense) non è andata sotto lo zero . Per i giornalisti invece eravamo tutti al polo nord, e tutti privi d'acqua e luce.

Che si doveva fare a Roma? I pini marittimi non sono abeti delle alpi e sotto il peso della neve si spezzano, i mezzi a disposizione sono pochi e inadeguati, normalmente si può contare sul supporto di altre regioni ben attrezzate. Questa volta invece non è stato possibile perché l'emergenza ha colpito tutto il nord e il centro Italia. E chi veniva in soccorso della capitale, non ha potuto dovendo fronteggiare un'emergenza in casa propria.

L'unica cosa saggia è stata quella di chiudere scuole e uffici e invitare la popolazione a rimanersene a casa se non ci sono emergenze. Quando Alemanno ha chiuso le scuole, è stato subito attaccato in quanto sembrava una misura eccessiva, eppure si è rivelata adeguata, se sul GRA c'erano ancora tante macchine alle 17:00 era perché molti non hanno raccolto l'invito del sindaco, e nemmeno si sono dotati di catene.

La situazione "neve" qui a Roma è diversa da quella che ho più volte vissuto in trentino dove già a novembre si montano pneumatici da neve, dove ogni famiglia ha una pala o due per spalare al neve e molti di noi tengono pure un sacco di sale per le scale esterne di casa. Per fare un paragone è come se in tutto trentino ci fossero due spazzaneve e quattro badili, anche chi con la neve ci convive non potrebbe fare molto.

Eppure non fatevi ingannare, sono stati solo i giornalisti ad esagerare. I romani non sono preparati certo, e un po' viziati come cittadini, ma molti si sono pure divertiti.

Loris Modena

Nella foro cosa facevamo qui a Roma durante l'apocalisse che i gionalisti narravano.

Festival dell'economia 2012 verso il ridimensionamento?

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Logo del Festival dell'EconomiaTrento, 6 febbraio 2012. - Il tempo corre veloce, e già all'orizzonte si scorge l'approssimarsi della 7° edizione del Festival dell'Economia che come è noto si svolgerà a cavaliere tra  maggio e  di giugno, più precisamente dal 31 maggio al 3 giugno p.v. La prossima edizione, intitolata “Cicli di vita e rapporti tra generazioni” soffrirà della crisi?

E la chiamavano Roma caput mundi

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Gianni AlemannoTrento, 6 febbraio 2012. - Chissà perchè la nostra bella Italia è divisa dal resto del mondo anche quando viene attraversata dalla stessa ondata di gelo siberiano. Mi chiedo perchè dovunque si ritenga primario lottare uniti contro il nemico, mentre nella città, che la neve ha reso davvero "eterna", intramontabile sembra l'esigenza di attribuire una colpa, di avere un nome.

Ritorno alla misoginia?

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Ritorno alla misoginia?

Trento, 4  febbraio 2012.- Il sabato dei giovani è divertimento, è follia, è evasione dall'ordinario.  E perchè no: per rendere la serata davvero unica, uno stupro in gruppo. Tanto non viene più prevista neanche l'automaticità del carcere. Tanto non è mica così grave.  Si parla solo di belve che succhiano fino all'osso il corpo e l'anima di un' innocente che ha commesso il solo sbaglio di uscire per una serata di svago.

Trento: “Vittime delle Foibe, targa imbrattata”

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Targa Trento, 2 febbraio 2012. - Ignoti hanno imbrattato la Targa “Vittime delle Foibe”, che l'amministrazione comunale di Trento pose, l'11 giugno 2010,  nell'attuale e  sicuramente più dignitosa  sede dei giardini di Largo Pigarelli (di fronte al Palazzo di Giustizia). Prima,  si trovava  nella omonima via "Vittime delle Foibe", una laterale di Via Maccani. Più volte bersaglio  di ignoti mascalzoni,  alla fine venne distrutta.

Anno giudiziario. I toni poco concilianti di Antonio Pescarzoli

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Antonio Pescarzoli

Trento, 29 gennaio 2012 - ''Calata la tensione, non vediamo piu' Palamara star delle trasmissioni televisive. Peccato pero' che le emergenze di allora siano le stesse di oggi: carenze negli  organici, ridotte dotazioni finanziarie, conflitto di interessi, anche se constato che queste emergenze pur sussistendo vengono recepite non più come impellenti. Il Procuratore Generale Pescarzoli avrebbe potuto usare, nella sua relazione, toni più concilianti quali si addicono ad un uomo di giustizia più che ad un giustiziere; ricordare il passato con livore, come egli ha fatto,  non aiuta ad affrontare responsabilmente le questioni che oggi si pongono e a cui tutti, politici, avvocati e magistrati dovrebbero contribuire''.

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