Marcinelle (Belgio): la tragedia di «Bois du Casiez», 63 anni dopo

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262 minatori, di cui 136 italiani, e tra questi il perginese Primo Leonardelli, perirono nella miniera di carbone di «Bois du Casiez» a Marcinelle

Trento, 8 agosto 2019. – di Claudio Taverna

8 agosto 1956. E' una di quelle date che non si dimenticano, che non si possono dimenticare. Erano gli anni in cui molti italiani per necessità andavano a lavorare all'estero. In Svizzera, in Germania, in Belgio, oltre Oceano, nelle Americhe e nella lontanissima Australia.

Molti si fermarono, altri ritornarono in Patria, che si stava avviando, dopo le ferite della guerra, grazie anche alle rimesse dei nostri lavoratori all'estero, al miracolo economico degli anni 60.

L'Italia povera di materie prime esportava braccia; in cambio importava carbone: questo stabiliva il protocollo italo-belga del 1946. Nel 1956 fra i 142.000 minatori impiegati in Belgio, 63.000 erano stranieri e fra questi 44.000 erano italiani.

La tragedia della miniera di «Bois du Casiez» è il simbolo del sacrificio del lavoro italiano nel mondo!

Tra coloro che non poterono tornare i 136 minatori italiani, dei 262 che perirono in quella dannata giornata di 63 anni fa alla miniera di «Bois du Casiez» a Marcinelle, in prossimità di Charleroi. In quella sciagura morì anche il perginese Primo Leonardelli.

Nel quarantesimo anniversario della sciagura, vale a dire l'8 agosto del 1996, ebbi l'onore di rendere omaggio, in rappresentanza del Consiglio Provinciale e Regionale, con i Gonfaloni della Provincia e della Regione, assieme all'on. Mirko Tremaglia, segretario generale del Comitato Tricolore Italiani nel Mondo, a tutti i Caduti della sciagura della miniera di «Bois du Casiez».

Nella foto, la delegazione del MSI-DN, con l'on. Mirko Tremaglia, capo del CITM (ndr Comitato Tricolore Italiani nel Mondo), nel quarantesimo anniversario della tragedia. Tra gli altri, il sottoscritto (l'ultimo a destra).

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