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Barriere architettoniche: fumata nera in consiglio provinciale

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Complesso realizzare ascensori esterni sugli immobili sotto tutela

Bolzano, 18 marzo 2017. - Redazione*

Tenere conto dell'effettiva possibilità di realizzare le soluzioni alternative prospettate nei criteri seguiti dalla Ripartizione Beni Culturali della Provincia autonoma di Bolzano per la concessione o il diniego dell'esecuzione di lavori per l'abbattimento di barriere architettoniche negli edifici. Questo chiedeva una mozione dell'Alto Adige nel cuore respinta la settimana scorsa dal Consiglio provinciale. L'intervento del consigliere provinciale Alessandro Urzì si poneva l'obiettivo di incidere sulla normativa vigente per superare le difficoltà di accesso e consentire la completa fruibilità del bene posseduto da parte di persone anziane disabili. Documento che non ha trovato accoglimento in aula, dopo che durante un ampio dibattito anche dai banchi della maggioranza, oltre che da quelli dell'opposizione, sono stati condivisi, pur con quale distinguo, gli intenti della proposta di Urzì.

Rammaricato il consigliere Urzì: "Questa era l'occasione giusta – ha dichiarato - per fare chiarezza: attualmente tutto è lasciato alla discrezionalità dei Beni Culturali che decida volta per volta con la conseguenza che casi analoghi vengono trattati in maniera differente. E l'uniformità di giudizio tra edifici pubblici e privati complica ulteriormente le cose, perché se per il pubblico non è un problema sventrare una scuola per ricavarci un ascensore, nel privato capita che i singoli proprietari si oppongano alle soluzioni alternative prospettate dell'Ente di tutela quando queste implichino l'utilizzo di porzioni di alloggi."

"La realizzazione di queste strutture all'esterno degli edifici - ha proseguito Urzì - troverebbe più facilmente l'adesione di tutti i condomini ed in questo senso andrebbe incontro alle esigenze di molti anziani e dei disabili permettendo loro di non lasciare l'alloggio."

"Negare l'autorizzazione all'installazione di ascensori esterni - ha concluso il consigliere dell'Alto Adige nel cuore - sugli edifici privati sotto tutela significa condannare anziani e disabili all'isolamento essendo spesso complesso e costoso l'iter per ottenere il beneplacito di tutto il condominio ad un intervento che sottrarrà metratura disponibile all'abitazione o allo spazio comune fruibile. Questo quando le linee guida del Ministero dei Beni culturali citano invece esempi di interventi esterni che si integrano con la conservazione del bene culturale, raggiungendo l'obiettivo primario che è quello di abbattere le barriere architettoniche, consentendo la completa fruibilità del bene posseduto."

* comunicato

Barriere architettoniche: fumata nera in consiglio provinciale
 

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