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Sindaco Valduga, è passato un mese...... , ancora nessun colpo!

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Rovereto, 29 novembre 2016. - di Danilo Angelini*

Già un mese fa scrivevamo le nostre più che legittime preoccupazioni sulla sicurezza cittadina; obiettivamente possiamo dire che nulla si è mosso se non qualche sparuta presenza di forze dell'ordine nei giorni immediatamente successivi alla nostra presa di posizione.

Siamo stufi di dover sopportare la presenza, molesta, di personaggi che hanno scambiato la nostra città (ma non solo) per un luogo cui loro tutto è permesso.

- Se facciamo una puntatina alla nostra stazione dei treni, che dovrebbe essere il biglietto da visita di Rovereto, ci troviamo di fronte a sporcizia, spaccio di stupefacenti, servizi igienici che lasciano molto a desiderare, gente sconosciuta di chiara origine extraeuropea che si muove senza controllo in attività che è facile presumere illecite.

- Il parco antistante la stazione, come gli altri parchi della città, è diventato di uso esclusivo di questa gente che non si sa chi sia, non si sa a che attività sia dedita e non si capisce perché debba essere qui ospitata "gratis et amore Dei " senza avere un minimo di requisito per aver diritto all'accoglienza quale rifugiato. Sono tutti giovanottoni ben piantati, in ottima salute che arrivano dalle nostre parti per il solo motivo che qui sono mantenuti senza nulla produrre, a differenza di qualche altro Paese.

- Le nostre donne hanno più difficoltà a circolare liberamente in città, specialmente la sera, rischiando continuamente di essere molestate o fatte oggetto di pesanti attenzioni, la paura di tutti sta sempre più prendendo corpo in un tessuto urbano che fino a non molto tempo fa godeva di una tranquillità invidiabile.

Ora ci ritroviamo con questi sgraditissimi ospiti che arrivano con delle pretese, senza il minimo riguardo per le persone e per il luogo che li ospita, quasi imponendo di trasferire qui il loro modo di vivere, che certo non può definirsi invidiabile se li ha condotti alla fuga dal loro Paese. Ci viene da pensare allora che qui arrivi solo chi ha il potere economico per potersi muovere, chi ha come obiettivo finale lo sfruttamento di un Paese occidentale per proclamare il proprio credo e per una facilità di intrufolarsi in un sistema che garantisce loro casa, vestiti, cibo, ausili tecnologici.

E' ora che il popolo roveretano si svegli e capisca che non siamo in presenza di povera gente che fugge da una guerra, se non in una percentuale limitatissima, siamo circondati da gente che è qui senza diritto, gestita da Associazioni locali e nazionali che in questa vicenda hanno trovato il loro businnes e si guardano bene dal mollare la presa da un affare che muove un giro di soldi impressionante.

Il nostro «illuminato» assessore provinciale Zeni si sta adoperando per convincere i trentini a dare le loro abitazioni ai clandestini ( perché tali sono e rimangono ) e finirà che a qualcuno verrà la brillante idea di assegnare un tot di immigrati a famiglia da mantenere e gestire.

Non ne avessimo abbastanza di tutto ciò, in questi ultimi tempi, siamo rallegrati anche dall'azione anarchica, o almeno cosi si vocifera, che si è data ad incendiare le autovetture di Poste Italiane, prima a Trento e ieri l'altro a Rovereto; il tutto non fa che aggiungere preoccupazione a preoccupazione e la nostra gente è davvero stufa di questo stato di cose.

E' ora di dire basta. Tutte le persone che quotidianamente incontriamo si stanno lamentando di questa che a ragione viene definita invasione, invasione di persone ed invasione di sottocultura che tende a farci fare un salto indietro nel tempo. Non accettiamo questo stato di cose ed è evidente che le corde troppo tese ad un certo punto si spezzano ed allora saranno guai seri.

Quando, un giorno o l'altro, avremo la gioia di poter tornare a votare vorremmo che il popolo roveretano pensasse a queste cose e valutasse se non sia ora di dare un taglio netto a questo malvezzo della sinistra di fare del buonismo a buon mercato, di difendere sempre e comunque chi fa danno alla società, di sostenere un multiculturalismo che qui ed in questo modo non ha ragione di esistere. Certo, finché il danno viene procurato alla povera gente va tutto bene e se un giorno cominciassero a toccare anche gli interessi degli alti papaveri?

Per quanto concerne la questione locale ci chiediamo, ancora una volta, se il nostro signor sindaco Valduga ha contezza del numero di extracomunitari presenti, se si rende conto che consentire l'afflusso e lo stazionamento indiscriminato di immigrati (torniamo a ribadire per lo più clandestini, senza titolo per essere definiti profughi) porta grave pregiudizio per la sicurezza e la vivibilità della nostra città.

Vuole farci fare la fine di Trento? E' questo cui aspira?

Noi sinceramente no!

* Commissario del Circolo di Rovereto di Fratelli d'Italia - A.N.

Sindaco Valduga, è passato un  mese...... , ancora nessun colpo!