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Viabiltà di Rovereto: la grande barzelletta

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Rovereto, 12 luglio 2017. - di Guerrino Soini

Lasciando per un momento perdere i disagi di questi giorni, per la chiusura di Via Dante, vorrei intervenire per dire qualcosa circa la nuova viabilità roveretana, fino ad oggi me ne sono stato in silenzio a guardare cosa succedeva ma ora, come cittadino, sento l'obbligo di intervenire.

Nel corso degli ultimi quindici anni tutte le Amministrazioni che si sono succedute hanno pensato di risolvere con interventi tampone (anche se sono stati fatti passare per autentiche innovazioni) il problema del traffico cittadino, l'aumento del numero delle autovetture ha impegnato i vari Amministratori nella ricerca di soluzioni (e ne abbiamo viste di tutti i colori) e la giunta Valduga jr non poteva essere da meno.

Ecco allora spuntare idee bizzarre a raffica, segnaletica orizzontale e verticale del tutto anti-istintiva (che prima o poi, specialmente per chi non è avvezzo alla pittoresca circolazione cittadina, non mancherà di provocare qualche guaio serio), inversione di sensi di marcia, zone a traffico limitato e chi più ne ha più ne metta, ciò in aggiunta alle rotonde allegramente conformate, predisposte dalla precedente Amministrazione, le quali, facendo sacramentare a getto continuo i conducenti dei mezzi più pesanti, finiscono per ingolfare il già non scorrevole traffico cittadino.

Pare balzana l'idea di spingere tutti sulla rotonda di Piazzale Orsi, così come paiono balzane le interruzioni del Corso Rosmini, con dei "dare la precedenza" quantomeno bizzarri. Allo scrivente sembra anche che la riduzione dei parcheggi in Corso Rosmini e Via Tommaseo sia, quantomeno, singolare.

Per intanto le cose sono tenute sotto controllo da una miriade di Vigili Urbani, con l'incarico, senza possibilità di digressione, di multare gli incauti che non si rendono conto, a tempo di record, delle variazioni ( giusto nei giorni scorsi ho preso una contravvenzione perché ho parcheggiato in prossimità di strisce pedonali mal disegnate accompagnate da un cartello di divieto permanete di sosta, collocato il giorno prima e sistemato in mezzo agli alberi, così giusto per facilitarne la vista). E dire che il loro compito è facilitato anche dalla fisiologica diminuzione estiva del traffico, per l'autunno, presumibilmente, dovremo prepararci al caos.

E' evidente che l'idea di base, non detta, è quella di far andare tutti a piedi ed escludere il centro dal transito veicolare, l'Assessore Plotegher si è sperticato nell'assicurare tutti che è un piano provvisorio e che è sempre passibile di revisione qualora le cose non funzionassero: intanto Via Dante è oggetto di un'opera di cementificazione che ben difficilmente sarà rimossa e tutto rimarrà come adesso provocando il giusto malumore di chi con l'automobile ci lavora ed è costretto ad averla sempre a portata di mano, possibilmente non ad una distanza allucinante da dove opera.

Non sono uno specialista in materia tuttavia, possedendo una pur minima formazione tecnica, mi appare evidente (ma appare evidente non solo a me) cha la soluzione radicale del problema sta nella realizzazione di quelle tangenziali esterne alla città delle quali si parla da vent'anni e delle quali nessuno ha mai voluto occuparsi seriamente perché indubbiamente poco popolari in quel di Trento, dove la voce roveretana è sempre ascoltata con sufficienza. E' chiaro che Sindaco e Giunta, che pure ho votato e contribuito a far votare, non sono in grado di leggere i bisogni della città e si lasciano andare a deliri di onnipotenza, con annessi voli pindarici, che poco hanno a che fare con una buona amministrazione.

Non è che quanti hanno amministrato prima abbiano fatto meglio ma, accidenti, una volta tanto piacerebbe vedere le cose che funzionano, non solamente pastrocchi mal combinati.

Viabiltà di Rovereto: la grande barzelletta
 

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