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L'IMIS provinciale e l' "anarchia" comunale

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Rovereto, 7 settembre 2017. - di Alessandro Festi*

L'intervento di replica del comune di Rovereto merita alcune di considerazioni.

Primo. Sappiamo che quando si parla di imposta ICI, IMU o IMIS sulle aree edificabili, la base imponibile è costituita dal valore venale di comune commercio dell'area, quindi dal prezzo che l'area ha sul mercato. Ora dal 2011 la crisi del settore edile ha comportato un costante e continuo abbassamento dei prezzi di mercato dei terreni. Il comune si vanta di aver SEMPRE dimostrato grande sensibilità, ma afferma poi di aver ridotto i valori di riferimento FIN dall'anno 2016 di un 10-20%. POCHINO rispetto alla situazione reale che ognuno di noi ha potuto percepire in questi anni.

Secondo. Condivisibile e lodevole che il comune di Rovereto persegua principi di equità: ma questo lo può fare solo ed esclusivamente nel limite delle norme, in quanto il potere legislativo è nelle mani della PAT, non del Comune di Rovereto.
L'affermazione del Comune pare particolarmente infelice: «L'attuale comportamento del Comune di Rovereto persegue però(???) principi di equità non ritenendo giusto che la tassazione delle aree – a fini Imis – dipenda esclusivamente dalla conformazione catastale delle stesse, perché ciò ingenera una disparità di trattamento». Con questa affermazione il comune pare ammettere un intervento correttivo sulla normativa che assolutamente non gli compete. Chi ha delegato al comune di Rovereto il potere di giudicare una norma emanata da un ente sovraordinato? Sulla base di quali poteri il Comune di Rovereto interviene in sede di applicazione della norma applicando dei correttivi a propria discrezione e non seguendo, qualora fosse convinto di tale ingiustizia, nelle apposite sedi istituzionali, seguendo le procedure canoniche per la modifica normativa?
La stessa PAT, nella risposta all'interrogazione presentata dal M5S afferma di essere già a conoscenza del "modus operandi" del Comune in merito alla tassazione di volumetria residua, probabilmente perché ha ricevuto più di una segnalazione in merito.
Inoltre anche nelle comunicazioni elaborate ed inviate dal Comune ai censiti si può riscontrare tale modus operandi. Nel caso specifico citato nell'interrogazione abbiamo una costruzione che assorbe l'intera particella graffando la pertinenza, con estinzione della particella fondiaria e nascita di una particella edificabile in catasto: per la normativa provinciale l'imponibile IMIS sul terreno è zero applicandosi l'imposta al valore catastale del fabbricato. Il calcolo del comune vede, per il terreno, un valore imponibile di € 82.782,00 che sviluppa un'imposta di circa 700,00€ all'anno. A richiesta specifica formulata dall'incaricato dello sportello per il contribuente organizzato dal M5S (dott. Alessandro Festi), gli uffici comunali, nella persona del geom. Michele Plotegher e della dott.ssa Paola Pinotti, hanno spiegato che, non avendo il contribuente sfruttato almeno l'80% della volumetria disponibile, il residuo è soggetto a tassazione.

Terzo. Nella propria risposta il comune afferma che il punto realmente in discussione è la corretta individuazione dell'area di pertinenza di un edificio. In questo caso non si posso che evidenziare i seguenti elementi:
1. L'intera area risulta graffata alla costruzione con estinzione della p.f. nella p.ed. come visto sopra;
2. Sul tema vi sono diverse e svariate pronunce, preme qui evidenziare la nota PAT S110/17/170328/7.3/14-15 che, relativamente ad un caso del comune di Ala - sollevato anche qui dal nostro sportello - chiarisce «Si deve quindi rilevare che, allo stato attuale della normativa e dell'elaborazione giurisprudenziale, quanto illustrato dalla Guida Operativa IMIS deve ritenersi confermato, con esclusione della sussistenza del presupposto d'imposta relativamente ai terreni che, pur se urbanisticamente edificabili, non presentano un'autonoma esistenza e rilevanza catastale e sono invece "graffati" ad un fabbricato.»
3. La questione della "graffatura" è stata posta anche all'attenzione del Garante del Contribuente per la provincia di Trento ed anche questa istituzione ha confermato l'orientamento che rispecchia giurisprudenza ormai allineata e cioè che non è tassabile come area fabbricabile autonoma un terreno che sia "graffato", cioè pertinente, ad un fabbricato (Garante del Contribuente per la Provincia Autonoma di Trento prot. 95/2017).
4. Da ultimo pare utile citare appunto la giurisprudenza della Commissione Tributaria di primo grado di Trento che con Sentenza 168/2016 ha annullato avviso di accertamento relativo ad un terreno edificabile "graffato" ad un fabbricato, condannando, nel caso specifico, il Comune di Cimone al pagamento delle spese di causa.
Ci si permette quindi affermare che il tema non si pone, almeno qualora si faccia riferimento a norma e giurisprudenza ormai consolidata e non alla sensibilità del comune di Rovereto nel cercare la fantomatica equità di trattamento tra i cittadini.

Quarto. L'auspicio espresso dal Comune circa l'attivazione di un tavolo di confronto con i comuni è condivisibile in linea generale. Non lo è nella parte in cui si afferma che «... i principi civilistici sulle pertinenze possano essere considerati per condurre verso prassi uniformi di maggiore equità verso i cittadini». Infatti non dobbiamo dimenticare la genesi dell'IMIS che deriva da ISI, ICI e IMU e vede ormai tali elementi già consolidati anche attraverso un percorso partito nel lontano 1992, percorso che ha originato un acceso confronto ed un dibattito sia dottrinale che giurisprudenziale con degli orientamenti ormai consolidati e pacifici.

Quinto. Rimane un'ultima considerazione: il Comune per giustificare la propria azione richiama più volte nella propria nota questa ricerca di equità tra cittadini. Equità tanto cara ai padri costituenti del nostro ordinamento statale da inserirla, quale cardine, nella Costituzione. Qualora la norma del tributo locale in questione, che appunto ha origine nel 1992 con l'ISI, poi divenuta ICI, IMU, e da noi IMIS, non rispecchiasse tale principio costituzionale, a parere di chi scrive non dovrebbe essere il comune di Rovereto o il "tavolo" provinciale ad intervenire, ma l'organo deputato, nella nostra legislazione a risolvere tali problemi: la Corte Costituzionale.

* dottore commercialista

L'IMIS provinciale e l'
 

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