Civettini: 'Avanti con la riqualificazione di Borgo Sacco'

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Rovereto, 29 marzo 2013. - di Claudio Civettini

Quando si affrontano le proposte della qualificazione di Borgo Sacco, bisogna fare attenzione a non ripetere gli errori degli ultimi 30 anni, dove, attraverso scelte scellerate, hanno visto una progressiva decadenza che ancora oggi è in essere, nonostante un quartiere ricchissimo di volontariato e di risorse.

Più di 28 le "botteghe" presenti fino a qualche anno fa tra via Damiano Chiesa e Via Libertà, oggi semideserte e con la Piazza Filzi, che pur avendo perso alcune attività commerciali importanti (alimentari Sottoriva,Carmelo, il bazar Tonelli e la verdura del Paolino!), mantiene immutato il fascino della piazza, forse, più bella di Rovereto. Piazza, deturpata irrimediabilmente con "l'attentato politico" dello sbancamento letterale del "Montesel", per collegare la piazza a viale Vittoria, per dar sfogo ai pochi appetiti di allora, colpevolmente miopi alla successiva scelta, che ha visto la realizzazione a nord, del ponte nuovo che fa asse con la Via Pasubio.

In poche centinaia di metri, un sacco di famiglie che vivevano sulle loro attività e un servizio unico e sostenibile,  per una Sacco ben più piccola, che viveva la quotidianità e la presenza di un tessuto sociale, completato da Parrocchia e oratorio.

Ora, la proposta dell'arredo urbano,attraverso un progetto che sembra non dare spazio a un vero progetto, con l'inserimento della presenza del mercato,per ovviare al deserto creato nelle mancate scelte di decenni.

Prima di tutto, Sacco, ha bisogno di veder risolto definitivamente il problema della puzza proveniente da Navesel per poi passare a un'analisi, che parta dall'impossibilità di attuare una politica delle presenze,basata sul cannibalismo che farà male a tutti.

Infatti, oggi, quattro, sono i bar e servizi della ristorazione che si sono accavallati in Piazza Filzi e via Libertà,che nel nome della liberalizzazione,porrà un problema di sopravvivenza,ma soprattutto, in assenza di un progetto vero e,se ora si pensa di chiudere al traffico quel tratto di percorso,significa chiusura certa per molti, perche il bacino d'utenza,non giustifica certo tanta presenza.

Qualcuno richiama l''aiuto che potrebbe arrivare dal progetto Manifattura Domani, ma che a ora, non sostiene neppure il bar che è sulla porta d'entrata della stessa e perciò, prima di fare scelte politiche che si uniscano alla scelleratezza di quelle già fatte, si aspetti la piena messa in atto di tale proposta, per poi tarare la gestione territoriale, agli effetti prodotti.

Insieme, si pensi a forme collaborative, pubblico/privato, per far tesoro di Casa Zandonai, che ha visto la nascita del grande compositore e a Palazzo Fedrigotti con annesso splendido parco, nella speranza che non cadano nelle "sgrinfie" speculative come Casa Baroni de Cavalcabò, ma diventino patrimonio della città, magari trovando il posto per un percorso storico che possa dar lustro al ruolo che gli Zattieri, nel tempo, hanno avuto per la ricchezza di questo sobborgo, un tempo protagonista di fiorenti commerci e transiti sull'Adige.

Ma da ultimo, ma non per ultimo, si metta al centro dell'attenzione, una strategia che possa attivare la riapertura dei vari negozi,oggi sostenibili,attraverso l'adozione coraggiosa di sgravi fiscali, ad esempio sulle imposte comunali anche per i proprietari dei locali che sono dati in affitto, affinché si radichi il ritorno alle attività che potranno essere sostenibili, magari la detassazione anche degli affitti per i proprietari. Poi, creato il bacino d'utenza, si passi alla progressione di una pedonalizzazione, che da sola, porterebbe al disastro!

Civettini: 'Avanti con la riqualificazione di Borgo Sacco'