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Lavoratori ex Whirlpool: Degasperi risponde alla CGIL

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«Ci saremmo aspettati risposte puntuali su come sono stati impiegati i soldi destinati ai corsi di formazione per gli ex dipendenti»

Trento, 14 dicembre 2016. - Redazione*

«Whirlpool la Cgil del Trentino dica che va tutto bene, avendo essa partecipato e condiviso fin da subito tutti i passaggi successivi alla chiusura della filiale trentina della multinazionale. Una partecipazione, quella della Cgil, che pare essere molto stretta, anche per quanto riguarda l'organizzazione dei corsi di formazione oggetto delle nostre critiche. Nel raggruppamento di imprese che si sono occupate delle patenti di mestiere figura anche Ce.Se. srl, che guarda caso condivide l'indirizzo della propria sede (via Giusti, 49) con il Centro Servizi Cgil del Trentino. Già che c'erano, però, Ianeselli e Terragniolo avrebbero potuto replicare ai nostri argomenti nel merito e non utilizzando il solito vago formulario politichese». Lo dichiara il consigliere provinciale M5S Filippo Degasperi, in una nota di replica al comunicato diramato in data odierna dalla Cgil del Trentino.

«Ci saremmo aspettati risposte puntuali su come sono stati impiegati i soldi destinati ai corsi di formazione per gli ex dipendenti - prosegue Degasperi - le nostre perplessità rimangono: com'è possibile che un'azienda con due soli addetti (da visura camerale) si aggiudichi l'appalto da 500 mila euro per gestire corsi di lingua e informatica? Chi si è occupato di controllare l'utilità e l'efficacia dei corsi di formazione? Durante il confronto di ieri ci è stato detto che i riallocati sono quelli coi titoli di studio più alti. A rimanere fuori, senza lavoro, sono quindi proprio gli ex dipendenti meno strutturati che hanno partecipato ai corsi, la prova lampante che una formazione fatta in questo modo non serve a nulla, se non alle società di formazione. Ci chiediamo anche che senso abbia avuto destinare 395 mila euro al counseling destinato a cinquantenni che magari hanno lavorato una vita alla catena di montaggio. Quei soldi potevano essere utilizzati per prolungare la mobilità, o per altri corsi più utili e concreti. Le nostre critiche puntuali sono state eluse dai soliti giri di parole, per difendere l'operato delle società di formazione. Il M5S, invece, è dalla parte dei lavoratori, che oltre ad aver perso il posto hanno anche perso il loro tempo in corsi, a loro stesso dire, inutili»

* comunicato

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