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Gallina&Forlenza gettano la spugna…… le offese su internet restano impunite!

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Sconcertante archiviazione per le offese su Facebook. Cosa dirà la Boldrini?

Trento, 29 settembre 2017. – di Claudio Taverna

Di questa vicenda, mio malgrado, sono protagonista e da "vittima" racconterò la storia, pubblicando, a pié pagina, il decreto di archiviazione del GIP di Trento (1), dottor Francesco Forlenza.
Descrizione sommaria dei fatti.

Il 30 novembre 2016, durante il comizio di chiusura della campagna referendaria sulla riforma costituzionale del Comitato "No alla Riforma Renzi" di cui ero presidente, fui colpito da malore e ricoverato d'urgenza all'ospedale S. Chiara di Trento.

La notizia venne diffusa dai media. In particolare, il quotidiano "Trentino" la pubblicò anche sulla sua pagina Facebook. Sotto il post, due utenti iscritti al noto social network, con rispettivo nome e cognome, commentarono: "crepa bastardo, crepa politico di merda!!!! un magna magna in meno!!!!!" e "un politico di merda in meno".

Nei confronti di costoro presentai, nei termini, denuncia-querela per diffamazione e minacce.

La Procura della Repubblica di Trento chiese, in data 28 marzo 2017, tramite il p.m. dottor Marco Gallina, al GIP, dottor Francesco Forlenza, l' archiviazione del procedimento penale a carico di IGNOTI, per l'impossibilità di identificare i soggetti che mi offesero, mentre, opponendomi all'archiviazione, sostenevo che utilizzando il personale e la strumentazione della Polizia Postale, si poteva facilmente, attraverso l'ID del profilo Facebook di costoro, identificare i responsabili della campagna diffamatoria.

Qualche giorno fa, esattamente il 20 settembre, il GIP di Trento, dottor Francesco Forlenza, ha archiviato la querela perché – a suo dire – è impossibile risalire ai responsabili del "contenuto che si ritiene (sic!!!) diffamatorio" per "la mancata collaborazione degli U.S.A. alla rogatoria internazionale" avendo Facebook domicilio a Palo Alto in California (U.S.A.).

Inoltre, il dottor Forlenza spiega che gli U.S.A. negano ogni collaborazione in virtù del Primo Emendamento della loro Costituzione perché "la libertà di parola è un diritto privilegiato e nessuno può essere perseguito per l'esercizio di tale diritto, a prescindere da quanto possa essere sgradevole, offensivo e molesto il contenuto veicolato".

Quindi secondo il combinato-disposto Gallina&Forlenza nulla si può fare e il caso è chiuso!

Tuttavia, limitandomi esclusivamente all'esperienza trentina, mi sovvengono due casi di grande notorietà, valutati dalla magistratura in modo opposto.

Il primo riguarda Paolo Serafini, condannato dal Tribunale di Trento per diffamazione aggravata dall'dio razziale per il suo scritto su Facebook sull'allora ministro Kyenge. L'azione penale venne avviata dalla Procura della Repubblica dopo l'esposto presentato dal consigliere provinciale Mattia Civico.

Anche allora, Facebook era domiciliato a Palo Alto in California (U.S.A.).

Il secondo, riguarda l'animalista Enrico Rizzi , condannato dal Tribunale di Trento perché offese, su Facebook , Diego Moltrer.

Anche allora, Facebook era domiciliato a Palo Alto In California (U.S.A.).

Se poi, faccio mente locale alla cronaca nazionale, mi risulta che la Polizia Postale abbia denunciato d'ufficio 10 persone che su Facebook hanno offeso la presidente della Camera, in occasione della sua recente visita a Latina e della sua intenzione di denunciare tutti coloro (e sono tanti) che lo fanno quotidianamente.

Anche ora, Facebook ha domicilio a Palo Alto in California (U.S.A.).

Ai lettori, le conclusioni! Per quanto mi riguarda, sono già pervenuto!

(1) Decreto archiviazione del GIP di Trento dottor Francesco Forlenza

Gallina&Forlenza gettano la spugna……  le offese  su internet restano impunite!