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Richiedenti asilo e droga: fenomeno fuori controllo

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La Provincia ha sottovalutato l'emergenza. Da anni piena latitanza politica con l'assessore che negava il problema. Si lascino lavorare le Forze dell?ordine in piena autonomia operativa!

Trento, 13 giugno 2018. - di Claudio Civettini*

La notizia dell'arresto odierno a Trento, da parte della Polizia, di 13 centrafricani richiedenti asilo e un italiano coinvolti in una rete attiva nel traffico di stupefacenti, se da un lato costituisce senza dubbio un passaggio positivo nel contrasto al mondo del crimine, dall'altro rappresenta la conferma di un'escalation con chiare responsabilità anche politiche.

Infatti già nel febbraio 2016 la Polizia di Trento - che si ringrazia pubblicamente - aveva eseguito 11 arresti nei confronti di altrettanti cittadini del Gambia ritenuti responsabili di traffico di stupefacenti e riciclaggio, mentre nel febbraio 2017 i richiedenti asilo ritenuti responsabili a vario titolo di traffico di sostanze stupefacenti e arrestati erano stati 7. L'operazione di Polizia di oggi, insomma, è la prova di un'emergenza che continua.

Un'emergenza – lo si accennava poc'anzi – con chiare responsabilità politiche.

Era infatti il 2016 quando con un apposito atto ispettivo – l'Interrogazione n. 3123/XV – Civica Trentina chiedeva conto alla Giunta provinciale del legame tra richiedenti asilo e criminalità. Ebbene, in risposta a quella richiesta, l'Assessore Zeni pur ammettendo che si trattava «di un tema da tenere sotto osservazione», sosteneva di non essere a conoscenza «di fenomeni fuori misura rispetto a comportamenti devianti dalle persone richiedenti protezione internazionale», e che la situazione – a suo dire – non pareva tale da «richiedere» approfondimento alcuno (Prot. n. A036/16/ 427956 /2.5-2016-482).

Ora, non le supposizioni ma i fatti dimostrano invece – con l'arresto di oggi – che un legame fra la presenza di richiedenti asilo e il mondo del crimine, in Trentino, c'è: eccome. Ragion per cui si auspica che la Provincia, smentendo l'operato dell'Assessore, corregga l'azione di prevenzione, mettendo le Forze dell'ordine nella condizioni di operare senza vincoli, e faccia insieme ammenda, ammettendo di aver finora sottovalutato il fenomeno.

Confrontandosi anche col governo romano, che sul tema dell'immigrazione pare aver una posizione ben diversa da quelli precedenti, è poi bene che la Giunta provinciale si impegni e acceleri il più possibile i rimpatri, rimettendo in discussione il sistema dell'accoglienza e il numero degli invii romani, dove, ad oggi, pur nella correttezza e convenienza di una gestione provinciale del fenomeno, sembra che i ritorni economici siano stati ad appannaggio di situazioni oggi messe in totale discussione.

* consigliere provinciale-regionale

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