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Il tempo scorre inesorabilmente, ma non dimentichiamo quel “30 luglio 1970”

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Trento, 30 luglio 2018. – d Claudio Taverna

Sono passati 48 anni, ma il nostro ricordo va a quel tragico "30 luglio 1970". Giornata nerissima per la civile Trento. Venne impedito con la forza l'esercizio di un diritto sindacale, garantito solennemente dallo "Statuto dei Lavoratori", in quegli anni "celebrato" come una delle espressioni più alte della legislazione sociale in materia di lavoro.

Un simbolo della civiltà giuridica nazionale, ridotto a carta straccia in Trentino, per gli eventi che caratterizzarono quella tristissima giornata.

Venne impedita, dunque, un'assemblea sindacale indetta dai metalmeccanici della Cisnal presso il nuovissimo stabilimento Ignis di Spini di Gardolo, inaugurato qualche mese prima dal "patron" degli industriali italiani Giovanni Borghi, insieme all'altro "patron" della politica trentina e nazionale, l'on. Flaminio Piccoli.

Ebbene in quel giorno si consumò un vero e proprio attentato alla libertà, nell'indifferenza, se non nella supina connivenza di molti, autorità comprese (il giorno seguente vennero rimossi questore, comandnte dei Carabinieri e commissario del Governo).

Ancor più odioso fu però il racconto giornalistico che, tranne pochissime, coraggiose eccezioni, venne fatto, a seguito di quell'evento, del sequestro di Andrea Mitolo, consigliere regionale del MSI, e di Gastone Del Piccolo, segretario dei metalmeccanici della Cisnal, "prigionieri del popolo", costretti a "marciare" per oltre 7 ore (da Spini di Gardolo e nelle vie di Trento) alla testa di un corteo di facinorosi (scortato dai vigili urbani), celebrati protagonisti del "68", che nostalgici delle "radiose giornate" della liberazione del maggio 1945, vollero tragicamente rinnovare.

Anche quest'anno, dunque, va ad Andrea Mitolo e a Gastone Del Piccolo il nostro affettuoso ricorso.

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