Trento, 12 maggio 2012. - di Claudio Taverna
Ci siamo occupati più volte, da queste pagine, del "caso Automobile Due" di Rovereto. Una vicenda sconcertante che ha procurato e sta procurando non poche apprensioni a due nostri concittadini, titolari di una azienda che commercia automobili nuove e usate. La storia inizia circa sei anni fa, quando la Guardia della Finanza della Città della Quercia, dopo una verifica, eleva un processo verbale di constatazione. Da allora, parte la "via crucis" di Stefano Nucida e Rolando Gerola, che si vedono precipitare addosso il mondo. L'Agenzia delle entrate e la procura della repubblica di Rovereto, "forti" delle indagini delle Fiamme Gialle, ipotizzano la "frode carosello" nel regime IVA intracomunitario. Conseguenze: il Fisco pretende da loro il pagamento di 8 milioni di euro, mentre il magistrato inquirente li rinvia a giudizio per il reato di "dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti", ottenendone la condanna in primo grado,confermata in appello, a due anni di reclusione.
Tutto ciò per un teorema ipotizzato, ma, a nostro giudizio, mai dimostrato. Basti pensare che altre aziende che commerciano automobili, operanti sul territorio provinciale, hanno subito da parte della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle entrate le medesime contestazioni di "frode carosello". Tuttavia, il p.m dottor Profiti, per queste aziende, chiese ed ottenne dal gip dottor La Ganga l'archiviazione del procedimento penale avviato.
Nessuno, fino ad ora, è in grado di dimostrare come sia possibile che operazioni "insistenti" di n. 127 automobili consentano alla motorizzazione provinciale l'immatricolazione delle medesime. 127 automobili (ancora in circolazione), quando sia alla motorizzazione provinciale sia all'agenzia delle entrate, compete per legge, il controllo dell'assolvimento degli obblighi Iva sull'acquisto intracomunitario.
Inoltre ci sembra ancora molto strano che a distanza di mesi, l'Associazione "Lo Scudo" a difesa dei Cittadini, intervenuta presso il garante del contribuente, la motorizzazione provinciale e l'avvocatura provinciale, non abbia ricevuto ancora un benché minimo riscontro.
Ora, il "caso Automobile Due" è approdato in consiglio provinciale, grazie all'interrogazione presentata nei giorni scorsi dal consigliere Giorgio Leonardi. L'esponente politico ha chiesto al presidente Dellai spiegazioni sul comportamento della motorizzazione provinciale e sulle circostanze che hanno indotto quel servizio all' immatricolazione, senza preventivo controllo tributario, di n. 127 automobili "fantasma".
Al consigliere Leonardi il ringraziamento di Trentino Libero impegnato in una battaglia di verità, certi che molti altri si affiancheranno per la sua affemazione!
Claudio Taverna







