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Profiti “incompatibile” nell’inchiesta “Deloitte-Trento Rise”?

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Lo sostengono, nell' interrogazione del 21 luglio scorso, i deputati Artini, Baldassare, Bechis, Segoni e Turco (1)

Trento, 24 luglio 2017. – di Claudio Taverna

Trentino Libero si è occupato più volte del caso "Deloitte-Trento Rise", che, come i nostri lettori ricorderanno, ha suscitato non poco clamore per i fatti accaduti, compreso un drammatico suicidio, le persone coinvolte, tra cui ex funzionari di altissimo livello della Provincia, dirigenti della Deloitte e altri manager di società, legate direttamente o indirettamente, in un articolato e molto complesso sistema di "scatole" cinesi, con l'apparato pubblico provinciale, da cui hanno ricevuto commesse e consulenze milionarie.

Le inchieste giudiziarie, sviluppate in numerosi filoni, hano portato a condanne, archiviazioni e rinvii a giudizio, tra cui l'ex Dirigente generale della Provincia Ivano Dalmonego, hanno visto coinvolto persino un cognato del presidente della Provincia.

Sul caso, sono state presentate interrogazioni in consiglio provinciale e alla camera dei deputati.

Queste ultime passate, inspiegabilmente sotto silenzio, dalla maggior parte degli organi di informazione, hanno trovato, invece, cittadinanza presso la nostra Testata che ha provveduto a pubblicare integralmenti i contenuti.

Recentissima, la n.4-17429 del 21 luglio scorso che richiamando le precedenti interrogazioni sul caso "Deloitte-Trento Rise", a firma dell'on. Artini ed altri (vedi il testo a piè pagina) solleva di fronte al ministro della giustizia il caso di una presunta incompatibilità del dottor Pasquale Profiti ( fratello di Giuseppe che aveva avuto, quale vicepresidente della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, rapporti con la multinazionale Deloitte spa) nei confronti dell'inchiesta "Deloitte-Trento Rise" sollecitando l'eventualità, qualora ricorrano i presupposti, di un'ispezione presso la procura della repubblica di Trento e l'adozione di tutti i provvedimenti di competenza.

GIUSTIZIA (1)
Interrogazione a risposta scritta:
ARTINI, BALDASSARRE, BECHIS, SEGONI e TURCO. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
con gli atti di sindacato ispettivo n. 4-15536 del 13 febbraio 2017 e n. 4-16618 del 17 maggio 2017 si segnalava che la procura della Repubblica di Trento, a seguito di numerose interrogazioni formulate da consiglieri provinciali e regionali, aveva aperto un'attività di indagine denominata «Trento Rise» – che vede coinvolta la multinazionale Deloitte spa – indagine di cui è titolare il magistrato dottor Pasquale Profiti;
l'associazione Trento Rise risultava partecipata dall'università degli studi di Trento e dalla fondazione Bruno Kessler, così come risulta ben evidenziato nell'articolo dei giornalisti Sebastiano Canetta e Ernesto Milanesi «Trento, consulenze d'oro e scenari inquietanti» 11 dicembre 2015 (da http://www.bioslab.org);
nell'anno 2011 il dottor Giuseppe Profiti, nato a Catanzaro il 22 agosto 1961, aveva ricoperto l'incarico di vicepresidente della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, instaurando in questa veste rapporti con la società multinazionale Deloitte spa, così come richiamato dal quotidiano il Sole 24 ore del 30 luglio 2011 «San Raffaele al vaglio di Deloitte» e ampiamente specificato alle pagine 3-4 del cap. 4 della relazione di concordato preventivo n. 58/2011, relativo alla Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor;
risulta, inoltre, che nel periodo in cui si svolgeva l'attività di indagine della procura della Repubblica di Trento sulla Deloitte spa (inchiesta «Trento Rise»), il predetto dottor Giuseppe Profiti risultava indagato dalla procura della Repubblica di Milano proprio in riferimento alle attività di fornitura servizi della Fondazione San Raffaele di Milano e nel maggio 2017 lo stesso è stato oggetto della decisione del giudice per l'udienza preliminare;
assumono evidenza sia la circostanza che Giuseppe Profiti avesse rapporti con la società Deloitte spa, sia che lo stesso manager della sanità vaticana fosse indagato per attività dell'ospedale San Raffaele di cui Deloitte spa è fornitrice di servizi;
è da tempo conosciuta la posizione della giurisprudenza relativa all'obbligo di astensione gravante sul pubblico ministero ed esplicitata nelle sentenze della Cassazione Civile n. 19704 del 13 novembre 2012 e Cassazione Civile Sezioni Unite n. 21853 del 5 dicembre 2012 nella parte in cui si dice: «[...] sussiste l'obbligo del Pubblico Ministero di astenersi allorquando la sua attività, doverosamente imparziale, possa essere infirmata da un interesse personale o familiare [...]» –:
se siano a conoscenza dei fatti e se non si ritenga di valutare se sussistano i presupposti per avviare iniziative ispettive presso la procura della Repubblica di Trento ai fini dell'eventuale esercizio di tutti i poteri di competenza. (4-17429)

(1) atti della camera dei deputati

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