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Alemanno senza vergogna alcuna, addita la sparatoria di Roma al clima di odio verso il palazzo

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Roma 28 Aprile 2013. di Loris Modena

La sparatoria è un atto che dovrebbe prevedere un coro unanime di disapprovazione, e di sostegno verso le forze dell'ordine ferite nel compimento del loro lavoro e della passante, tra l'altro incinta, che si trovava per caso nelle vicinanze. Eppure non sono mancati i tentativi di strumentalizzazione. Non si perde occasione per tentare di demonizzare la piazza e attaccare chi ha manifestato dissenso alla rielezione di Giorgio Napolitano. Non sia mai che in Italia si creda che si possa definire la piazza come un ATTO DI RICATTO e non come espressione di DEMOCRAZIA.

Il sindaco Alemanno senza vergogna alcuna addita l'accaduto al clima di odio verso il palazzo e verso le istituzioni alimentato da Grillo. Proprio lui che per storia proviene da movimenti che hanno incitato alla xenofobia e all'odio razziale, proprio lui che nel 1989 è stato arrestato insieme a altri dodici missini con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, lesioni nei confronti di due poliziotti e tentato blocco di corteo ufficiale (poi prosciolto dalle accuse). Proprio lui alleato con chi gridava: "tiriamo fuori i fucili” e che ha assistito inerme in tutti questi anni agli attacchi ripetuti contro la magistratura e altre importanti istituzioni. Proprio il sindaco che fa parte di quelle forze politiche che durante il tentativo di elezione di Prodi affettavano mortadella, proprio in quella piazza che poco dopo sarà occupata non solo da elettori del movimento 5 stelle, ma da moltissimi elettori del PD e di Sinistra e Libertà che gridavano un "NO" congiunto contro quello che sarà poi il Governo Letta. Proprio quel sindaco che fa parte di una coalizione in cui non sono mancate recentemente dichiarazioni razziste nei confronti del primo ministro di colore italiano.

Manifestazioni democratiche e civili culminate con una simbolica passeggiata senza nessun atto vandalico o di violenza. Un atto di CIVILTA' in un momento di forte malessere, una valvola di sfogo che ha permesso di dimostrare in modo pacifico il dissenso a una grande porcata di palazzo.

Non ha perso occasione nessuno per tacere, non possiamo permettere che la PIAZZA sia associata a gesti isolati o violenza gratuita. Le manifestazioni a favore di Rodotà non erano un ricatto e non erano violente, sono state atti di democratico dissenso che in un paese civile non sarebbero mai stati demonizzati e sarebbero stati rispettati in primo luogo dalle stesse istituzioni.

Il clima di odio che il PD ha seminato verso Berlusconi e il clima di odio che il PDL ha seminato verso comunisti e magistrati non sono alla base del gesto folle e immotivato di un singolo, come non possono essere ritenute responsabili le parole di Grillo e le manifestazioni pacifiche e democratiche di piazza. Non possiamo nemmeno additare alla sordità delle istituzioni e dei politici che sono ormai incapaci di comprendere le difficoltà di un paese che hanno messo in ginocchio. Simili atti non hanno giustificazioni, additare a qualcuno la responsabilità è il riconoscere un movente condivisibile da qualcuno.

Loris Modena


Alemanno senza vergogna alcuna, addita la sparatoria di Roma al clima di odio verso il palazzo
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