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Rischi per la salute nei prodotti caseari con latte crudo

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Trento, 11 giugno 2019. - Redazione

Il caso del formaggio, finito sotto sequestro per la presenza dell'escherichia coli, un batterio contenuto nel latte crudo, approda per la seconda volta in Tribunale.

Venerdì 14 giugno, riprende il processo penale, promosso dalla Procura di Trento, nei confronti del presidente del caseificio di Coredo, Lorenzo Biasi, 36 anni di Sfruz, e del responsabile della sicurezza e dei controlli, Gianluca Fornasari, 47 anni residente a Coredo. I reati penali contestati ai due (nella foto) sono:

1 - produzione e immesso nel circuito commerciale prodotti caseari con cariche microbiotiche superiori ai limiti di legge (Stec e escherichia coli);

2 - condotta omissiva in quanto si ometteva di richiedere adeguati controlli e ometteva di richiedere a Trentingrana Concast di effettuare delle ispezioni sul campo al fine di verificare le condizioni igieniche delle stalle dei conferitori (inoltre successivamente all'evento non provvedeva al ritiro cautelativo del prodotto);

3 - omessa ottemperanza alla disposizione impartita dall'U.O. Igiene e Sanità Pubblica Veterinaria di Cles, con la quale, imponeva, di effettuare un richiamo agli allevatori per una più corretta applicazione di una procedura di pulizia e disinfezione in fase di mungitura e operazioni correlate obbligo da adempiere immediatamente secondo quanto previsto dal provvedimento stesso.

Più volte abbiamo scritto della dolorosissima vicenda del bimbo di Coredo che nel 2017 (aveva solo quattro anni) si sentì male, dopo aver mangiato il formaggio "Due Laghi", prodotto e commercializzato proprio dal caseificio sociale della Val di Non.

Il piccolo, a distanza di due anni, si trova ancora in condizioni molto gravi, causate dall'escherichia coli, un batterio contenuto nel latte crudo che causa vari tipi di tossine.

La Procura vuole fare chiarezza e capire che cosa sia successo: oltre al procedimento qui descritto c'è un'indagine in corso, coordinata dal pubblico ministero Maria Colpani, per lesioni colpose gravissime e per somministrazione di sostanze nocive.

I carabinieri del Nas hanno acquisito e stanno acquisendo una grande mole di documenti, sono state fatte numerosi analisi e numerose ispezioni presso il caseificio, tra cui quella avvenuta nella notte tra giovedì 28 marzo 2019 e venerdì 29 marzo 2019, che si è protratta per parecchie, durante la quale è stato convocato in azienda anche il presidente del caseificio.

Il papà del bambino, individuato come parte offesa dalla p.m. Colpani, difeso dall'avvocato Paolo Chiariello, si è costituito parte civile.

Durante la prima udienza alla quale erano assenti gli imputati, il loro avvocato Gaetano Forte del foro di Ferrara, ha sollevato un'eccezione tecnico/procedurale e non di merito, alla quale si sono opposti, tanto il p.m. d'udienza, quanto l'avvocato di parte civile Paolo Chiariello, mentre la pronuncia del Giudice è attesa nell'udienza del 14 giugno.

In questo ultimo mese vi è stato il "goffo" tentativo, tramite la stampa, di divulgare dei messaggi pericolosi, dove vengono elencate le virtù dei formaggi a latte crudo, senza mai citare i numerosi pericoli, mentre silenti sono l'Azienda provinciale per i servizi sanitari e l'Unità Operativa di Igiene e sanità pubblica, che dovrebbero intervenire per evidenziare i pericoli del consumo di prodotti a latte crudo (compreso il formaggio), soprattutto per i bambini al di sotto degli 8 anni, ma anche per gli anziani, che possono causare malattie anche mortali.

Gli articoli qui contestati, apparsi negli ultimi giorni, fanno riferimento ad una ricerca della Fondazione Mach, condotta dalla ricercatrice Elena Franciosi, secondo la quale i i prodotti caseari a latte crudo sono portatori di benefici ed addirittura validi dal punto di vista farmacologico.

A tale campagna stampa pro formaggi a latte crudo, è intervenuto sul quotidiano l'Adige l'avvocato Paolo Chiariello che citando il famoso libro "La conoscenza e i suoi nemici", di Tom Nichols, pubblicata in edizione originale dalla Oxford University Press nel 2017 scrive: "....La tesi di fondo del libro è che la perdita di competenze da parte dei cittadini in uno con la sopravvalutazione di quelle residue veicolate dalla rete rischia di portare al dirottamento della democrazia da parte di ignoranti demagoghi o una più lenta graduale decadenza delle istituzioni democratiche, fino a scivolare in una tecnocrazia autoritaria. Questa perdita di competenze è, per Nichols, in gran parte da ascriversi all'indifferenza, anzi, addirittura all'ostilità assoluta nei confronti dei saperi consolidati".

Per poi continuare: " .... Ma vi è un secondo caso che, per Nichols, può essere considerato come paradigmatico di questa pericolosa deriva che porta a far sì che taluni sfoggino il loro rifiuto dei pareri degli esperti come un segno distintivo di sofisticazione culturale: si tratta del c.d. "movimento del latte crudo" che porta i suoi sostenitori a ritenere non solo che i prodotti caseari ricavati da latte non pastorizzato siano più saporiti e gradevoli – grazie al sapore un po' fastidioso noto agli intenditori come "culo di mucca" ma, addirittura, che gli stessi siano più sani e migliori per gli esseri umani. Ciò, prosegue Nichols, a dispetto dei dati forniti, nel 2012, dai Centri per il Controllo delle Malattie americani che, in un rapporto redatto per cercare di frenare questa moda, hanno evidenziato come il consumo di prodotti a latte crudo comporti una probabilità di causare malattie alimentari 150 volte – centocinquanta volte ! – maggiore rispetto ai prodotti pastorizzati. E, prosegue, a dispetto di una espressiva metafora fornita, sull'argomento, da un esperto della Food and Drug Administration USA che ha paragonato l'uso alimentare del latte crudo nientemeno che alla roulette russa. Nulla - conclude Nichols - di tutto questo ha avuto effetto sulla popolazione che non solo continua ad ingerire prodotti non trattati ma insiste nel somministrarli a consumatori che non hanno né la scelta né la capacità di comprendere il dibattito: i propri figli. A questo pensavo quando, questa mattina, ho letto su tutti i giornali locali delle straordinarie virtù che una recente ed autorevole ricerca della Fondazione Mach attribuisce ai derivati del latte crudo. .....E, però, da difensore di un padre che ha un figlio gravemente malato di Sindrome Emolitico Uremica che si sospetta essere stata cagionata dal consumo di un formaggio confezionato a latte crudo (e non idoneamente segnalato come tale) - vicenda per la quale è in corso una complessa indagine giudiziaria - mi chiedo se vi sia un nesso, oltre a quello cronologico, tra quella stessa vicenda ed i tempi ed i modi con i quali i risultati di quella ricerca sono stati divulgati all'opinione pubblica. Mi chiedo, ancora, se vi sia pure un nesso con le notizie pubblicate con grande risalto su "Le Monde" appena una settimana fa circa l'epidemia di Escherichia coli (il batterio che causa la S.E.U.) Verificatasi in Francia attribuita al consumo, da parte di bambini in tenera età, di formaggio a base di latte crudo così come della raccomandazione di non somministrare ai bambini sotto i cinque anni tali formaggi emanata dal Ministero della Sanità transalpino.
Mi chiedo, infine, se non sarebbe possibile conoscere, fugando così ogni possibile dubbio residuo, se tra i finanziatori della ricerca in parola vi siano stati, direttamente o indirettamente, soggetti individuali o collettivi, pubblici o privati, di carattere lucrativo o cooperativo, che siano o possano essere interessati a sostenere il consumo di alimenti confezionati a latte crudo. Solo così, per quello che mi riguarda, potrò non dubitare che due coincidenze siano solo due coincidenze."

All'intervento dell'avvocato Chiariello ha fatto seguito sempre sul giornale l'Adige una interessante lettera scritta dai genitori di un bambino guarito dalla Seu, i quali scrivono:

"Complici anche i risultati lusinghieri ottenuti da alcuni studi condotti dalla Fondazione Edmund Mach, i cui ricercatori hanno recentemente scoperto gli effetti benefici di due ceppi di batteri identificati nei formaggi a latte crudo prodotti in Trentino, nell'ultimo periodo si sta diffondendo il messaggio che il latte crudo sia –di per sé- un alimento salutare. Così agriturismi, bancarelle, gelaterie ecc. sfoggiano sempre più spesso cartelli che pubblicizzano la vendita di prodotti a base di latte crudo. Sentiamo quindi la necessità, ancora una volta, di ricordare che, dietro questa visiona idilliaca del mondo naturale, si nascondono delle insidie di cui è opportuno rendere consapevoli i consumatori. .... Ora nostro figlio fortunatamente sta bene, ma per alcuni bambini che sono colpiti da questa patologia (SEU) e che abbiamo avuto occasione di incontrare all'ospedale pediatrico di Padova, dove nostro figlio è stato curato, l'evoluzione della malattia è più grave e può portare alla dialisi permanente, al trapianto di rene e, in alcuni casi, seppur rari, anche alla morte. ..... Non possiamo però tacere il fatto che l'informazione al consumatore sia invece gravemente carente. L'Istituto Superiore di Sanità, a tale proposito è molto chiaro: per evitare di ammalarsi di SEU indica di sottoporre ad adeguata cottura gli alimenti destinati ai bambini piccoli, evitare il consumo di carne poco cotta, specialmente se macinata e di latte non pastorizzato o suoi derivati (come formaggi freschi da latte non pastorizzato). Anche il CRA di Lodi (Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura) in uno studio del 2010, che ha analizzato i problemi igienici dei formaggi freschi prodotti da latte crudo, conclude che, seppur tali produzioni rappresentino un'opportunità per i piccoli produttori, la sicurezza alimentare di questi prodotti non può essere garantita. Nel 2015 anche gli esperti del gruppo scientifico sui pericoli biologici dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), nel loro parere scientifico, hanno sostenuto che occorre migliorare la comunicazione ai consumatori sui pericoli e le misure di controllo associate al consumo di latte crudo, che può essere una fonte di batteri nocivi, principalmente Campylobacter, Salmonella ed Escherichia coli, produttore della tossina Shiga (STEC), responsabile della SEU. I soggetti più a rischio sono neonati, bambini, donne incinte, anziani e soggetti immunodepressi. Infine la documentazione riportata sul sito del registro italiano della SEU (dell'ISS) evidenzia un chiaro aumento negli anni dei casi di SEU in Italia: dal 1988 al 2017 i casi sono triplicati. E' quindi molto importante informare tutti i consumatori che i prodotti come il latte crudo, o i formaggi freschi prodotti da latte crudo non pastorizzato, non vanno proposti ai bambini nei primi anni di vita, per evitare rischi di gravi patologie. E' invece opinione diffusa che, al più, il rischio sia legato a forme lievi di gastroenterite del tutto reversibili. Purtroppo per i bambini, così come per le persone con sistema immunitario deficitario, i rischi possono essere invece estremamente più gravi. ..... Questo per scongiurare di diffondere il falso mito che il latte crudo sia comunque sicuro e salutare. Riteniamo quindi di condividere e rafforzare il messaggio dell'avvocato Chiariello, con l'obiettivo di prevenire rischi di gravi patologie del tutto evitabili e, a nostro avviso, perseguire il bene sia dei consumatori, che hanno diritto ad un'informazione completa e corretta, che dei produttori, che rischiano altrimenti di essere responsabili – dovendone quindi rispondere anche giuridicamente – di gravi effetti dannosi per la salute. Auspichiamo che i responsabili delle comunicazioni tecnico-scientifiche e dell'informazione in generale dedichino maggiore attenzione ad aspetti così delicati, per non contribuire a diffondere il rischioso "mito del latte crudo" e con esso, seppur indirettamente, a far aumentare l'incidenza di quelle gravi patologie che la scienza ha già correlato in modo certo al consumo di latte crudo e dei suoi derivati freschi."

Dopo i "suggerimenti" rilevati in questi due interventi abbiamo scoperto che:

- La notizia degli esiti della ricerca coordinata dalla signora Elena Franciosi e dalla Fondazione Mach, è una notizia vecchia, infatti i risultati dello studio erano stati resi pubblici attraverso comunicati stampa della Provincia, della Fondazione Mach e ripresi dai quotidiani locali nell'estate 2018, ed erano stati addirittura oggetto del 6° Congresso lattiero-caseario AITEL tenutosi a Trento, il 20 Settembre 2018. L'evento era stato realizzato in collaborazione con Fondazione Edmund Mach, Concast - Consorzio dei Caseifici Trentini - e grazie al contributo di: Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Orsell, Cooperazione Trentina, Mozzarella di Bufala Campana, Fil-Idf, Provolone Valpadana, Federazione Provinciale Allevatori Trento, Parmalat, Foss, Fondazione Caritro, ancora in estate 2018

https://eventi.fmach.it/AITeL/Programma

https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/content/download/143193/2655403/file/Terra_Trentina_n%C2%B04_lr_(2).pdf

https://www.cooperazionetrentina.it/Ufficio-Stampa/Notizie/Latte-e-derivati-ricerca-innovazione-e-valorizzazione

- La ricerca sarebbe stata finanziata per un importo di euro 400.000,00 euro dalla Fondazione Caritro e dalla FEM, e risultano essere membri del gruppo interessato allo studio i vari Caseifici trentini tra i quali quello oggetto di procedimento penale (Caseificio Sociale di Coredo) e il Trentingrana – Consorzio dei Caseifici Sociali Trentini in qualità di coordinatore.

L'attività di analisi aveva tra i vari obiettivi quello della messa a punto di un protocollo di produzione di un formaggio fresco addizionato di ceppi di batteri lattici autoctoni con provate attività salutistiche ed erbe prodotte sugli altopiani trentini (KM 0) e le fasi dell'attività consistevano in:

- campionamenti e monitoraggi in 6 caseifici per l'isolamento e caratterizzazione di fagi e batteri e allestimento di produzioni di siero per testare metodi di previsione dello sviluppo fagico (PI Elena Franciosi).

- Prove di produzione di formaggi freschi in laboratorio tramite mini caldaie sperimentali con ceppi batterici producenti acido ɣ-amminobutirrico (GABA) e coniugati dell'acido linoleico (PI Elena Franciosi).

La responsabile di queste fasi risulta essere Elena Franciosi.

A riprova che la ricerca è datata, è quanto riportato sulla rivista scientifica Frontiers in Microbiology da dove si evince che lo studio è stata ricevuto dagli stessi responsabili in data 8 ottobre 2018, accettato il 16 gennaio 2019 e pubblicato il 13 febbraio 2019. https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fmicb.2019.00093/full

Il rapporto contiene una dichiarazione relativa al conflitto di interessi nel quale gli autori, tra cui la ricercatrice della Fondazione Mach, Elena Franciosi, dichiarano l'assenza di relazioni commerciali o finanziarie che potrebbero essere interpretate come un potenziale conflitto di interessi.

https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fmicb.2019.00093/full

La ricerca quindi si è conclusa, è stata pubblicizzata ed è stata relazionata nell'estate 2018, è stata pubblicata sulla rivista scientifica nel febbraio 2019, ma curiosamente è stata nuovamente divulgata e pubblicizzata con maggior enfasi come novità nel maggio 2019, proprio a seguito del richiamo da parte del Ministero della Salute del governo italiano del prodotto "Bisù formaggio morbido al latte crudo" per sospetta contaminazione da Escherichia Coli del tipo O26, prodotto francese e commercializzato in Italia, di cui la stampa nazionale ha dato ampia risonanza. (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_PubblicazioneRichiami_521_azione_itemAzione0_files_itemFiles0_fileAzione.pdf).

Altra coincidenza cronologica è quella con l'inizio del processo penale (12 Aprile 2019) nei confronti del Caseificio di Coredo, aderente al Trentingrana - Concast -, per aver prodotto e commercializzato il formaggio (Due Laghi) contaminato da Escherichia Coli.

A gettare ulteriori dubbi (ma non per noi), è il fatto che la fondazione Mach promotrice della stessa ricerca presta servizi (Consulenza Prod. Zootecniche e richiesta servizi aggiuntivi) ai caseifici Trentini e l'azienda imputata ed il suo vice presidente Mirko Endrizzi risultano essere rifornitori di latte crudo e di servizi alla stessa Fondazione.

Se poi aggiungiamo il beneficio ottenuto dai membri del gruppo (Trentingrana – Concast ed i vari caseifici compreso quello noneso) che hanno collaborato con la ricercatrice Elena Franciosi in seguito alla relazione divulgata i dubbi o meglio le certezze aumentano. Siamo certi della mancanza di conflitto d'Interessi?

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