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A processo il caseificio di Coredo: imputati Biasi e Fornasari

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Presidente e responsabile della sicurezza dell'Azienza casearia rinviati a giudizio per i reati di produzione e commercializzazione di prodotti contaminati e di inosservanza di provvedimenti dell'autorità

Trento, 2 dicembre 2019. Redazione

Il caso del formaggio, finito sotto sequestro per la presenza dell'escherichia coli, un batterio contenuto nel latte crudo, approda nuovamente in Tribunale. La prossima settimana, avrà inizio il nuovo processo penale, promosso dalla Procura di Trento nei confronti del presidente del caseificio di Coredo, Lorenzo Biasi, di Sfruz, e del responsabile della sicurezza e dei controlli, nonché casaro, Gianluca Fornasari, residente a Coredo, per aver «immesso nel circuito commerciale prodotti caseari con cariche microbiotiche superiori ai limiti di legge» (Stec e escherichia coli).

Dopo i controlli effettuati a ridosso dell'episodio sono state sequestrate presso l'azienda nonesa svariate forme di formaggio "Due Laghi".

Più volte abbiamo scritto della dolorosissima vicenda del bimbo di quattro anni di Coredo che si è sentito male dopo aver mangiato il formaggio prodotto e commercializzato proprio dal caseificio della Val di Non.

Il piccolo, a distanza di quasi due anni e mezzo, si trova ancora in condizioni gravissime, causate dall'escherichia coli che produce vari tipi di tossine.

La Procura vuole fare chiarezza e capire che cosa sia successo. L'indagine, coordinata dal pubblico ministero Maria Colpani è stata condotta con grande professionalità e accuratezza dai Carabiniere del Nas: in ballo l'accertamento delle responsabilità per le lesioni colpose gravissime e per la somministrazione di sostanze nocive.

Sarà il Tribunale di Trento che dovrà confermare, nel corso del processo,  le accuse nei confronti degli imputati Lorenzo Biasi e Gianluca Fornasari del caseificio di Coredo per i reati di produzione e commercializzazione di prodotti contaminati e di inosservanza di provvedimenti dell'autorità.

Il papà del bambino, difeso dall'avvocato Paolo Chiariello del Foro di Trento, è parte offesa ma non si sa se si costituirà parte civile.

A processo il caseificio di Coredo: imputati  Biasi e Fornasari

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