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Doppio passaporto: stop da Roma. Urzì: "Questione chiusa"

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Bolzano, 11 luglio 2019. - Redazione

"Ci eravamo mossi personalmente a Vienna come a Roma. Ora possiamo finalmente dormire sonni tranquilli, abbiamo ottenuto il risultato", comunica il consigliere provinciale DI Alto Adige nel Cuore – Fratelli d'Italia Alessandro Urzì dopo il chiaro stop ad ogni pretesa del Governo austriaco di estendere la propria cittadinanza ai residenti in Alto Adige, ma solo se di lingua tedesca o ladina. Vienna ora è avvisata che da parte italiana non c'è alcuna disponibilità ad aprire una trattativa riguardo al doppio passaporto.

La risposta all'interrogazione presentata in Parlamento dai senatori di Fratelli d'Italia Ciriani, Rauti, Urso e Fazzolari non lascia spazio ad interpretazioni: "Il Governo italiano ha manifestato a più riprese alle autorità austriache la ferma contrarietà dell'Italia all'iniziativa della "doppia cittadinanza" per le minoranze linguistiche dell'Alto Adige."

Gli esponenti di Fratelli d'Italia avevano trasferito all'attenzione del Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi la grande preoccupazione del consigliere regionale e provinciale Alessandro Urzì riguardo all'iniziativa unilaterale che Vienna, accendendo un pericoloso conflitto diplomatico, si accingeva ad intraprendere.

Da parte nostra – ha commentato Urzì - l'auspicio è che ora non si debba più sentire parlare di doppio passaporto, una tematica fuori dalla storia, un atto di revanscismo pericoloso per la tranquillità di questa terra. Il messaggio è anche rivolto a chi anche in Alto Adige culla sogni sempre ostili verso l'Italia e gli italiani, come si è visto con il recente voto per l'abolizione del Commissariato del governo. Al Governo appunto chiediamo che intervenga con la medesima fermezza che ha dimostrato sulla cittadinanza austriaca anche sul diritto alla Toponomastica italiana e la tutela delle istituzioni rappresentative dell'Unita nazionale in Alto Adige, come la Prefettura.

La Farnesina - così la risposta all'interrogazione - ha investito della questione anche la Commissione europea, considerando la misura perseguita dal Governo di Vienna difficilmente comprensibile specie se si considera che austriaci e italiani già condividono la comune cittadinanza dell'Unione europea. Il Governo italiano ha sempre sottolineato come l'introduzione forzosa di una misura unilaterale così divisiva rischierebbe di minare l'autonomia altoatesino riconosciuta - a livello universale e in più occasioni formalmente anche da Vienna - come modello di convivenza tra gruppi linguistici diversi In parallelo l'ambasciatore italiano a Vienna ha puntualmente ribadito con le autorità austriache la posizione di fermezza a più riprese e in tutte le sedi opportune ed in ogni occasione in cui il progetto è stato evocato, sensibilizzando a vari livelli gli interlocutori a Vienna circa il rischio concreto di compromettere le relazioni bilaterali con l'Italia.

Anche in ragione di tale chiara e risoluta opposizione il progetto perseguito non è stato formalizzato in un disegno di legge.

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