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Cultura e Spettacolo

Sabato torna l'appuntamento....i ricordi di nonno Giovanni

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Museo Storico della Guerra RoveretoRiservato alle famiglie tra le collezioni del Museo della Guerra

Rovereto (Vallagarina-Trentino), 14 novembre 2019. - Redazione*

Torna sabato (ore 15.00) l'appuntamento al Museo della Guerra di Rovereto con la proposta I ricordi di nonno Giovanni, riservata alle famiglie con bambini di 6-10 anni e incentrata sulla storia e sui ricordi.

Nuove storie, nuovi programmi: dal 18 novembre solo su History Lab

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c.s  museo  storicoTrento, 13 novembre 2019. - Redazione*

Il primo anno di pace dopo la Grande Guerra, i libri di storia come non li avete mai sentiti raccontare, l'ordinario e lo straordinario di un passato ripreso dalle cineprese amatoriali. E ancora, la storia della salute, grandi anniversari e vicende comuni.

Collezione Cavallini Sgarbi a Castel Caldes fino al 6 gennaio 2020

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collezione Cavallini SgarbiCaldes (Val di Sole - Trentino), 7 novembre 2019. - Redazione*

"La Collezione Cavallini Sgarbi. Da Niccolò dell'Arca a Francesco Hayez", allestita nell'intrigante Castel Caldes, la cui chiusura era prevista per il 3 novembre 2019, è stata ufficialmente prorogata fino al 6 gennaio 2020.

Perché bisogna ricordare sempre il 4 novembre 1918 e non solo quella data

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Italia nata in trinceaMonselice, 1 novembre 2019. - di Adalberto de' Bartolomeis

Non c'è memoria ad Onore per chi siamo e da dove proveniamo se non volessimo più dare importanza al nostro passato. Il presente della vita di tutti i giorni è futuro e scorre via, scivola, passa, diventa passato, ma si alterna al domani.

Hanno pesato le responsabilità di Vittorio Emanuele III

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Vittorio Emanuele III Re dItaliaMonselice, 30 ottobre 2019. - di Adalberto de' Bartolomeis

Molto è stato scritto sul sovrano d'Italia, ancora con particolare deferenza, forse, per un richiamo nostalgico, vissuto, credo, da parte di chi era, nell'epoca in cui amministrava il suo Regno, più un bambino che un adulto. Altri lo inquadrano come la Storia lo edificò e lo consegnò ai posteri, traendo un giudizio più negativo che positivo.

Oxi day (Il giorno del NO)

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Oxy day

Monselice, 29 ottobre 2019. - di Adalberto de' Bartolomeis

I greci ricordano "il giorno del NO"( oxi day) con manifestazioni che vogliono preservare una memoria storica: il 28 ottobre 1940, anniversario della "Marcia su Roma", alle prime ore del mattino il Regio Esercito Italiano, non credo molto raggiante, ma obbligato dalla politica del suo regime, invase la Grecia, dopo un concitato "ultimatum" da parte dell'Italia con l'allora primo ministro Ioannis Metaxas, il quale rispose a Mussolini con un vigoroso "no": " voi qui non entrate".

Prigionieri della memoria

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Prigionieri Guerra ItalianiMonselice, 28 ottobre 2019. - di Adalberto de' Bartolomeis

I militari italiani che combatterono sui fronti a loro destinati dalla politica del governo di Mussolini cominciarono ad essere catturati sin dall'inizio del secondo conflitto mondiale, dichiarato il 10 giugno 1940.

Reticenze, omertà e buonismo

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Ettore Muti aviatoreMonselice, 27 ottobre 2019. - di Adalberto de' Bartolomeis

Se si vuole approfondire con una ricerca documentata, anche avvalendosi degli Uffici Storici degli Stati Maggiori di Forza Armata, presso il Ministero della Difesa, ci sarebbe molto da dire e scrivere su diversi comportamenti avuti da parte di dirigenti militari dai quali emergerebbe un riscontro da non restarne fieri, per il modo come hanno condotto operazioni di elevate responsabilità, nella prima fase del secondo conflitto mondiale, ovvero, dal 10 giugno 1940 all'8 settembre 1943.

Rimozione di realtà storiche

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Contro guerriglia nei BalcaniMonselice, 26 ottobre 2019. - di Adalberto de' Bartolomeis

Sono numerosi i fatti avvenuti durante il secondo conflitto mondiale, per i quali lo Stato italiano, per ragioni politiche, militari ed istituzionali, ha preferito evitare che determinate situazioni venissero portate a conoscenza della collettività. Una sorta di rimozione archiviata è sopraggiunta cessate tutte le ostilità, dal 1945 in poi, forse perché l'aura di chi ha perso una guerra avrebbe potuto dare fastidio nell'urgenza di ricostruire, interamente, una Nazione, in un clima democratico e di libertà.

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