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Pubblicazioni della R. S. I. (15)

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Verona, 15 luglio 2017. - di Sergio Stancanelli

Stampato in Bologna dai poligrafici il Resto del Carlino per conto delle edizioni erre, Venezia, salizzada Malipiero 3202, 1944-XXII, pagine 88, lire 25, questo grosso fascicolo dedicato a "La socializzazione delle imprese"- un vero e proprio libro per dimensioni, - è opera di Ernesto Daquanno, già capo-redattore del quotidiano torinese "La stampa" sino al 25 luglio 1943, poi con la Repubblica sociale direttore di "Il lavoro" di Genova, quindi condirettore generale dell'agenzia "Stefani", divenuta una delle più importanti nel mondo con Manlio Morgagni, suicida il 25 luglio col nome di Benito Mussolini sulle labbra. Uomo di immensa cultura e di grande valore sul piano creativo, sarà uno degli assassinati dalla cieca criminalità partigiana sul lungolago di Dongo il pomeriggio del 28 aprile 1945. Il volume, che celebra il 12 febbraio 1944 come data storica per il lavoro, dopo una Premessa sulla socializzazione delle aziende si sviluppa in otto capitoli, cui ne seguono altri nove di Conclusioni, seguìti da sei documenti in appendice.

Della stessa serie "Oggi e domani – Documenti del tempo" fa parte il volume successivo, "Io sono bolscevico", firmato da Pier di Sant'Andrea e finito di stampare il 7 ottobre 1944, pagine 78, lire 25. E', come premette l'editore, il conflitto di due mondi, quello fascista e quello sovietico, visti da un nostro ufficiale classe 1913 che alla nostra entrata in guerra abbandona la professione di ingegnere e va a combattere in Russia. Al momento in cui scrive è capitano in una divisione addestrata in Germania. Dal suo taccuino egli ha estratto gli appunti relativi ad una quindicina di incontri con un compagno, che gli hanno fruttato cognizioni sulla famiglia sovietica e sulla vita dei contadini nell'URSS.

"Italia, in piedi!" è il titolo di un altro volume della collana, 124 pagine, 18 ottobre '44, lire 25. Ne è autore Fausto Pivari, già collaboratore del quotidiano "Il regime fascista", il quale ha qui raccolto i suoi scritti in difesa della Patria dopo l'infamante giornata dell'8 settembre, per la gran parte già comparsi, oltre che sul giornale dell'on. Farinacci, su "Il popolo repubblicano" e sul "Corriere padano". La prefazione, datata da Cremona, è firmata da Roberto Farinacci, ampiamente menzionato nel testo. Un foglio aggiunto elenca più d'una trentina di refusi. Mi sia qui consentito ricordare l'amico mio coetaneo Gian Carlo Mèrega, come me allora abitante a Genova in via Montegalletto n.1, che del fascicolo mi fece dono, per la cronaca il 3 febbraio 1945, e del quale da una sessantina d'anni non ho più notizie.

Ultimo volume in mio possesso della stessa serie è "La consorteria degli speculatori" di Salvatore Caltabiano, 66 pagine, pur esso 18 ottobre, e medesimo prezzo. Durante la sagra dei quarantacinque giorni badogliani saltò fuori che quello del regime fascista sarebbe stato un periodo di ladrocinio. L'imputazione risultò impudentemente falsa non solo quando dalle indagini e dai procedimenti contro gli illeciti profitti di regime risultò che gli speculatori erano stati in tutto tre (ricordo che uno dei tre era Bottai), ma anche nel confronto con il periodo precedente e, soprattutto, con quello seguente: quest'ultimo ovviamente non esaminato nel libro del 1944. Dopo una Prefazione ed una Introduzione relative ad ovvie considerazioni generali, l'autore rievoca il caso della Banca Romana (anni '90 del secolo XIX), ovvero le avventure regali e giudiziarie di un banchiere truffatore e falsario, e senatore del Regno, cui segue il commento Probità della politica, autonomia giudiziaria e libertà di stampa in regime democratico. Una seconda parte del volume è dedicata alla Genesi e allo sviluppo del conflitto fra speculatori e fascisti fra il 1914 e il 1944.

Un'altra collezione, di ancor più grande formato, della quale posseggo i primi due e non so se unici numeri usciti, è dovuta alla casa editrice delle Edizioni popolari di Venezia, con "La medaglia d'oro Vincenzo Ambrosio nella fierissima vita civile e nella luminosa morte guerriera", 40 pagine, 12 agosto 1944, lire 5, autore un Marco Pomilio del quale non ho notizie. L'eroe celebrato cadde 27enne sul fronte greco il 10 marzo 1941, e di lui son riportati una fotografia, numerose lettere, la località dove perdette la vita, il cimitero ov'è sepolto, e la tomba.
L'altro fascicolo, "Guardiamo in faccia la realtà – La guerra e le sue cause permanenti", 56 pagine, 19 agosto, lire 5, è firmato Camillo Cardu. Prende spunto dal colpo di Stato del 25 luglio 1943, dalla conseguente resa dell'8 settembre, e dal totale sfacelo di tutta l'organizzazione statale italiana, per dimostrare che la conflagrazione allora in corso non fu voluta, nonostante ogni contraria apparenza, dalla Germania, né dall'Italia o dal Giappone, bensì dagli Stati uniti d'America per volere di Roosevelt.

Le argomentazioni sono articolate in sedici capitoli.

Un'altra pubblicazione dovuta alle Edizioni popolari di Venezia è "La repubblica romana" (48 pagine, 10 luglio, lire 6), di autore anonimo, con illustrazioni firmate Tolhar, che ne ripercorre la storia dalla fuga di Pio IX alla proclamazione della Repubblica, attraverso l'appello di Goffredo Mameli, l'arrivo di Giuseppe Mazzini ed il suo primo proclama al popolo, l'intervento e lo sbarco francese a Civitavecchia, il 30 aprile e la prima sconfitta francese, le vittorie di Palestrina e di Velletri, la fuga di re Ferdinando, il duplice tradimento francese, i combattimenti di villa Corsini, e così via gli avvenimenti sino ai combattimenti del 30 giugno.

Pubblicazioni della R. S. I. (15)
 

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