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Samuel Benchetrit: “Il condominio dei cuori infranti”

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Trento, 22 settembre 2016. - di Elettra Taverna

Il regista Samuel Benchetrit ha origine ebreo-marocchine. Nasce nel 1973, il padre fa il fabbro, la madre la parrucchiera e vive una vita modesta. Ha studiato fino ai 15 anni e poi inizia a lavorare come assistente fotografo e come usciere di sale cinematografiche.

«Il condominio dei cuori infranti» è un adattamento cinematografico del primo volume della sua autobiografia scritta nel 2005 e intitolata "Cronache dell'asfalto".

Come spesso accade nei film francesi, si indaga la psicologia dei personaggi e gli argomenti trattano spesso della vita di persone normali e di storie di vita che potrebbero appartenere a tutti. In questo film c'è posto per le risate ma anche per la consapevolezza che la vita può essere molto triste e in questo caso la protagonista è la periferia francese, oggi argomento di molte riflessioni e oggetto di studi anche alla luce dell'ondata di terrorismo che colpisce l'Europa intera e nello specifico la Francia, visto il gran numero di immigrati sopratutto provenienti dal nord Africa.

Nel film, i personaggi cercano disperatamente di sconfiggere la solitudine che li pervade.

Sicuramente la storia della deliziosa donna araba che ccoglie in casa sua un astronauta che dallo spazio è letteralmente precipitato sul tetto del condominio. Anche se non riescono a comunicare per via della lingua durante il soggiorno del giovane a casa della donna, tra loro si instaura un surreale rapporto come tra madre e figlio.

Anche Isabelle Hupert che interpreta l'attrice ormai al tramonto della carriera è magistrale nel suo ruolo.

In tutto il condominio il filo conduttore delle storie è la solitudine, spaccato di vita reale azzeccato ma il ritmo del film è davvero lento e i dialoghi che spesso nel cinema francese sono ammirabili e capaci di sorreggere le storie più banali, in questo caso rendono la pellicola a tratti noiosa, a salvarci la speranza che attraverso l'amore, l'affetto e l'amicizia anche se proviene da sconosciuti possiamo ritrovare il senso della vita.

(Asphalte ); regia, soggetto e sceneggitura: Samuel Benchetrit, attori: Isabelle Huppert (Jeanne Meyer), Valeria Bruni Tedeschi (l'infermiera); fotografia: Pierre Aim; musica: Raphael; scenografia: Jean Moulin; Francia, Gran Bretagna 2015, 110 min

Samuel Benchetrit:  “Il condominio dei cuori infranti”