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E straparlar m’è dolce in questo mare

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Smarrita grammatica italiana

Verona, 18 aprile 2017. - di Sergio Stancanelli

Sceneggiato televisivo "Il giornalino di Gian Burrasca", dal romanzo di Vamba (Luigi Bertelli), sceneggiatura e adattamento televisivo di Luigi Bertelli e Lina Wertmüller, regia di L. Wertmüller. Replica. II puntata.

-Lei ci parla tutte le mattine – (la zia, con una pianta).
- Che non sai nemmeno te - .
- Emilio Sàlgari – (anche Enzo Biagi, in "Il fatto" 23.12.1997).
- Ma te come lo sai? - .
- Ci parla insieme per ore (con la pianticella).
V puntata.
- Quando il treno si ferma alle stazioni, te vai al finestrino - .
- Sei te che hai tirato il campanello d'allarme? - .
- Il mio gilé non so dov'è - . – Ci siedi sopra te - .

Da film visti in tivù. "I Lloyds di Londra" di Henry King (1936).
- ... che disprezzano il lavoro ma non i guadagni che da esso ne provengono - .

"L'argine" di Corrado D'Errico (1938).
- Zvanì lavora nel ristorante di John, ma io ancora non ci parlo - .
- Ancora non ci parla? - .

"Ombre sul mare" ("Destroyer") di William A. Setter (1943).
- Te che cosa fai, preghi? - .

"Ero uno sposo di guerra" di Howard Hawks (1949).
- Sono spiacente di non poterti accontentare - («spiacente» significa che non piace).
- Oh, sono spiacente di averti frainteso - .
- Ora rilàsciati. Via, rilàsciati. Insomma, rilàsciati – (in luogo di rilàssati ).

"Bianco natale" di Michael Curtiz (1954).
- C'è sempre un po' di rilasciamento quando cambia il comandante - .

"Mogli pericolose" di Luigi Comencini (1958).
- Dagli la tua che a te ti fa male - .

"La ragazza sotto il lenzuolo" di Marino Girolami (1961).
- Lo vedi che pure te adesso hai le visioni - .

"Landru" di Claude Chabrol (1962).
- Voi non fate che parlare della mia testa: sono spiacente di averne una sola da offrirvi - .

"Gli esclusi" di John Cassavetes (1963).
- Perché lei non ha voluto che ci parlassi? – (con il dottor Clark).

"Il maestro di Vigevano" di Elio Petri (1963).
- Ti preoccupi tanto dell'opinione degli altri, te – .
- Un figlio che non ha ancora fatto la cresima perché non possiamo comprarci il vestito – (è la moglie che parla: può anche essere ignorante. Ma ecco intervenire il maestro): - Ci parlo io con Amiconi - .
- Non ti piacerebbe al direttore farci marameo? – (ancora la moglie).

"8 ½" di Federico Fellini (1963).
- E te che cura fai? - .
- Allora te stai meglio? - .

"Il laureato" di Mike Nicholls (1967).
- E perché ci devi parlare? – (con lui).

"La Terra vista dalla Luna", episodio di Pier P. Pasolini nel film "Le streghe" (1967).
- Però vai avanti te - .
- Ma l'uomo però non è mai contento... - .

"Tempi brutti per Scotland Yard" ("Trial by combat") di Kevin Connor (1976).
- Fammici parlare, ti dico – (con lui).

"Il posto caldo" di Tennis Hopper (1990).
- Forse ci posso parlare io col signor Sutton - .

"Malcolm X" di Spike Lee (1992).
- Sei un dannato bugiardo. E anche te .
- Il problema in cui si trova di fronte la nostra gente... - .
- Come ti chiami? - . – Mohamed. E te? .

"Profumo di donna" di Martin Brest (1992).
- Facci parlare mio padre con il tuo - .
- Dai, fammici parlare – (con lei) .
- Vuoi fare il cameriere per tutta la vita? - . – Sono spiacente, signore - .
- E' scatenato, è scatenato. Qualcuno ci deve parlare - .

"Il giardino segreto" di Agnieszka Holland (1993).
- Non ci parlo più con te - .

"Il ritorno di Jafar" di Toby Shelton (animazione Walt Disney 1995).
- Sono terribilmente spiacente, credevo fosse il tuo desiderio - .

"Il mito" di Tony Scott (1996).
- Ci parlo io – (con lui).
- Ci parlo io, lo conosco, ci ho parlato per telefono - .
- Dovresti parlarci tu - (con Primo).

"I viaggi di Gulliver" di Charles Sturridge, in due parti (1996), dal romanzo di Jonathan Swift, sceneggiatura Simon Moore, dialoghi italiani Ruggero Busetti. I parte.
- Lasciate stare, Mary, ci parlo io – (col bambino).

"Il rosso e il nero" di Jean-Daniel Verhaeghe (1997), dialoghi italiani di Ruggero Busetti.
- E' meglio che ci parli io – (con lui) .

"Maddalena" di Peter Mullan (2002).
- Parlagli tu – (con loro).
- Di certe questioni è il curato che se ne occupa - .
- Perché non ci parli tu? – (con loro).

Dalla farsa "Cupido scherza... e spazza" di Peppino De Filippo.
- E ci ho dato la busta – (all'architetto).
- Va a cercare il caporale e dille che io l'ho da parlare - .

Dal dramma "Il ventaglio di lady Windermere" di Oscar Wilde, regia di Tony Smith, traduzione di Rita Savagnone. - E ora voglio dirti quanto sono spiacente per te - .

Dalla tragedia "Cleopatràs" di Giovanni Testori, regia di Federico Tiezzi.
- Luna, guardami anche te, calma... - .

Da commedie, sempre viste in televisione. "L'allodola" di Jean Anouilh, traduzione di Silvio Giovaninetti, adattamento televisivo e regia Vittorio Cottafavi.
– Sei tu che ce l'hai in custodia - (l'uomo).

"Ti ho sposato per allegria" di Natalia Ginzburg, regia di C. Battistoni.
- Alla zia Filippa per poco non le è venuto un colpo - .
- E a te chi te l'ha detto? - .
- Ero una che ti andava benissimo a te - .
- A me mi pare che sudi come un cavallo - .

"Giacomo il prepotente" di Giuseppe Manfridi, regia di Piero Maccarinelli.
- Che supplizio sia per me quella che per te è una bagatella – (in luogo di bagattella).

"Commedia senza titolo" di Anton Cechov. Dalla presentazione di Gabriele Lavia:
- Ogni estate lui ci ha delle nuove amanti - .
- Si mette in pasticci da cui non riesce a uscirne - .

"Il cielo sopra il letto" di Luca Barbareschi, regia di David Hare.
- Ma con te ci parla? - .
- Te magari non te ne sei accorta - .
- Te parli così perché non ci vivi insieme con lui - .
- Ecco, è come dici te – (parla uno che l'anno prossimo si laurea!!!).
- ... una donna che ha avuto occasione di parlarci – (con lui).
- No, no, te stai dicendo che sono uno stupido... - .
- Cioè, te mi stai dicendo che io non ho il diritto di chiedere - .
- Guarda che mia madre è morta, e te no - .
- Te hai fatto un'altra cosa, hai fatto una cosa diversa - .
- Te ci hai mollato così, senza dire una parola - .
- Per te non era necessario e te l'hai fatto apposta - .
- Mio padre e mia madre erano molto più uniti quando ci stavi pure te - .
- Ho pensato che era ora che io e te ci incontrassimo di nuovo - (è un altro personaggio che parla).
- Tu non ci parli – (con lui). – Sì, io ci parlo col Franco - .
- Me te ne sei reso conto pure te che alla compassione avrà diritto qualcun altro - .
- E la cosa più triste è che te una volta lo sapevi - .
(visione interrotta a questo punto con l'annotazione "lercia puzzolentissima schifezza").

E straparlar m’è dolce in questo mare
 

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