Fu conseguenza di un atto proditorio la morte di Italo Balbo?

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Monselice, 2 giugno 2017. - di Adalberto de' Bartolomeis

Benito Mussolini disse: "era un autentico rivoluzionario, il solo che sarebbe stato capace di uccidermi". Questa fu una considerazione, forse amara, forse, dettata da un un contesto che, realisticamente, presagiva la fine: era il mese di gennaio 1945 e di lì a qualche mese tutto sarebbe finito, tutto, compreso lui, colui che la guerra l'aveva dichiarata e che doveva durare solo quindici giorni, dal 10 giugno 1940 fino al 25 dello stesso mese, per sedere e "contrattare" al tavolo di una pace, illusoria, fantascientifica.

Invece, questa frase consegnò alla storia un profondo dilemma sul dubbio, sull''ipotesi che fu proprio il Capo del Governo del XXVIII anno dell'era fascista - E.F. ad ordinare l'eliminazione di un gerarca scomodo. Un fascista che aveva l'intuito di una politica nazionalista che avrebbe procurato solo danni e tanti, quindi, non convinto, pertanto, di una guerra che avrebbe portato alla distruzione dell' "Impero" e quindi di un' Italia con i suoi possedimenti coloniali, ma anche della pericolosità di avere un alleato tedesco che avrebbe solo dato del filo da torcere.

Lui, Italo Balbo fu anche un governatore della Libia, perché designato a tale rango da Benito Mussolini e quindi, diplomaticamente, "tolto di mezzo", dai "giochi politici", ma mantenne la carica di Comandante della Regia Aeronautica, superiore di grado al Capo di S.M. della forza armata. Tuttavia, non mancava mai di dire apertamente e direttamente a Mussolini ciò che pensava, di ogni errore che quest'ultimo commetteva, politicamente, ancora prima dalla promulgazione delle leggi razziali, in poi.

Non si può, quindi, negare, a posteriori che il servizio informazioni fascista, il SIM, su ordine del "Grande "Capo" e quindi, a sua firma, fece arrivare, direttamente, all' incrociatore San Giorgio e, forse, due sommergibili ormeggiati nella rada di Tobruch , la volontà di togliere di mezzo il Maresciallo dell' Aria, "in un momento favorevole". E il momento favorevole arrivò con l'avvistamento di un paio di trimotori S.M. 79, uno pilotato da lui stesso e l'altro dal Gen. B.A. Felice Porro, che volando a circa 700 piedi d'altezza, quindi molto bassi, dovevano recarsi ad ispezionare un sito, per requisire dei mezzi militari inglesi abbandonati.

Coincidenza fu che poco prima ci fu un improvvisa incursione aerea su Tobruch da parte di noti bombardieri inglesi, i Bristol Blenheim che, volando a 2.000 metri, sganciarono bombe, in conseguenza di un'entrata in guerra contro di loro da parte dell' Italia, appena dopo diciotto giorni.

A mio avviso e questo non è solo il mio parere, valsero poco le testimonianze dei sopra vissuti alla guerra, di quel fatto, dove costoro, militari, che occuparono un preciso ruolo e rango ed alcuni, in Marina fecero pure carriera, che, nonostante il regime da monarchico-fascista divenne repubblicano, diedero stentoreamente ricordi offuscati da una memoria limitata, chiusa, ma per che cosa? Vergogna o altro?

Difficile scambiare dei Savoia Marchetti trimotori, unici al mondo, persino di notte, con aerei nemici, per giunta con un volo livellato, rettilineo, uniforme, basso, con la scusa che il sole confondeva il riconoscimento delle sagome! Reticenza ed omertà, a volte, diventano "l'arte" di chi sa di non avere la coscienza pulita, sempre. Colui che sottende questi atteggiamenti nasce o diventa così e ciò è deleterio per qualsiasi società.

Fu conseguenza di un atto proditorio la morte di Italo Balbo?