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Steven Spielberg: “Ready Player One”

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Trento, 6 aprile 2018. - Redazione

Il mondo è ridotto alla sfascio, mentre la maggior parte della popolazione del globo si riunisce nella community virtuale di OASIS. Un mondo digitale dentro il quale ognuno può essere chi o cosa vuole. Il protagonista è Wade Watts, un giovane come tanti nella claustrofobica cittadina di Columbus in Ohio che ha trovato in OASIS il mondo ideale. E non potrebbe essere altrimenti visto come vanno le cose nel mondo reale.

OASIS è il frutto della fantasia del geniale inventore James Halliday, un Tony Stark della realtà virtuale che ha donato a miliardi di persone il luogo perfetto in cui vivere. Le cose si complicano quando il suddetto inventore scompare lasciando dietro di sé un testamento sufficiente a scatenare le battaglie e le incredibili avventure che seguiranno. Chi risolverà gli enigmi otterrà l'Easter Egg, il tesoro della storia, e gli verrà consegnato chiavi in mano un mondo digitale del valore di svariati miliardi di dollari.

È l'inizio di una corsa contro tutto e contro tutti alla quale non si sottrarranno il moderno Parsival – questo anche il nome dell'avatar di Wade – un redivivo mago della tecnologia di nome Aech (amico e alleato del protagonista) e la bella e seducente eroina Art3mis. Il cattivo di turno è il tecnocrate Nolan Sorrento che vuole per sé il mondo di OASIS per ridurlo, sembra chiaro, nello stato in cui versa la nostra povera Terra dell'anno 2045.

"Ready Player One", realizzato in gran parte in CGI, è un vero e proprio tributo di Steven Spielberg alla cultura pop degli anni Ottanta, così come nelle intenzioni dell'autore del romanzo, Ernest Cline, che insieme a Zack Penn ha lavorato alla sceneggiatura. Gundam, Godzilla e mecha come non si vedevano da tempo entrano nel mondo di OASIS facendoci sobbalzare sulla sedia, sgranare gli occhi, mentre i ricordi vanno all'epoca d'oro dei videogame e dei mitici film sulla realtà virtuale. In OASIS entriamo anche noi facendoci guidare dalla regia di Spielberg che anziché distrarci in facili e triti polemiche sull'etica dei mondi virtuali preferisce raccontarci una storia, una bella storia, dai ritmi serrati di un videogame.

Un mondo virtuale in cui anche noi entriamo non appena Wade, insieme a miliardi di altri individui, indossa il suo casco VR. Il film di Spielberg arriva giusto in questa fase storica in cui i progressi della tecnologia nel campo del virtuale stanno rendendo il mondo di OASIS ben più reale di quanto mai avremmo potuto immaginare. Nel settore del gioco e dell'intrattenimento le case di produzione di stanno sfidando creando simulazioni sempre più realistiche oppure così incredibilmente fantasiose da rendere il nostro mondo scialbo e banale.

Prendiamo il caso di Ubisoft, la nota casa di videogame creatrice di Assassin's Creed e di uno dei suoi titoli più recenti: Transference. Un ibrido tra film e videogame nato dalla collaborazione tra Ubisoft e SpectreVision, compagnia cinematografica fondata dall'attore Elijah Wood (Frodo de Il Signore degli Anelli). La partnership ha dato vita ad un thriller psicologico in prima persona che va risolto con indosso un casco VR.

Oppure i casinò virtuali di piattaforme come PokerStars Casino dove il giocatore può vivere seduto comodamente a casa propria tutta l'emozione di trovarsi in una vera sala da gioco grazie ad una diretta live immersiva e coinvolgente. Mentre in giochi come il celebre Pokemon Go il confine tra reale e immaginario diventava ancora più labile grazie all'integrazione degli strumenti di realtà aumentata messi in campo dalla Nintendo.

Quello che accade assistendo a "Ready Player One" è uno straniamento reso ancora più forte da due fattori. Il primo è l'immersione in un mondo che sebbene futuristico, anche se non così distante da noi, presenta tanti tratti dell'immaginario degli anni Ottanta. L'altro aspetto su cui vale la pena riflettere è che lo straniamento è reso ancora più forte di quanto non lo sarebbe stato una decina di anni fa. Sì, perché il mondo di OASIS sembra mai come oggi essere alla nostra portata.

Ready Player One; regia: Steven Spielberg; soggetto: Ernest Cline; sceneggiatura: Zak Penn, Ernest Cline, Eric Eason; produttore: Amblin Entertainment, De Line Pictures, DreamWorks; fotografia: Janusz Kaminski; montaggio: Michael Kahn; musica: Alan Silvestri; scenografia: Adam Stockhausen; attori: Tye Sheridan: (Wade Watts), Olivia Cooke (Samantha Cook) 2018; 140 min USA

Steven Spielberg: “Ready Player One”