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A se stesso, lettore di Erwin Einzinger

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Trento, 17 febbraio 2016. – di Massimo Sannelli

Chi ha deciso di leggere Erwin Einzinger? Tu. E chi ti obbliga? Nessuno. Perché lo vuoi leggere? Prima di tutto perché si legge bene solo una cosa scritta bene. Questa lo è, e la traduzione di Chiara De Luca funziona in tutti i sensi. E ora spiegati: perché leggi?
Leggere, per me, cioè tu e io, significa leggere PUBBLICAMENTE. Per fare poesia bisogna essere uno e molti: un autore e molti lettori, se possibile; un lettore e un pubblico, il più appassionato possibile. Hai ragione. Sì, ho ragione. E come appassionerai il tuo pubblico? Naturalmente con la voce, declinata in molte voci. Voglio far capire che Einzinger è un incrocio ritmico di invenzioni, sempre a più voci. Quindi? Quindi è giusto delirare con la voce, con il ritmo e con i suoni. Bisogna accelerare il ritmo e reprimerlo, e dove fa ridere, si deve ridere; dove è francamente folle, il lettore deve essere folle; e deve essere anche una folla vocale. Per leggere Einzinger in piazza – in pubblico – bisognerà essere una piazza. E tutto questo ritmo chiede anche musica: una musica allegra e composita, per esempio il vecchio Gorni Kramer, con la sua fisarmonica. Come nel primo video, una prova.

O altre musiche così.

Ho capito. A chi ti ispirerai, allora? Prima di tutto all'istinto, no? Se non rido io, come faccio a far ridere gli altri? Se non piace a me, non ha senso. Sì, ma ora dimmi i nomi, perché a me piace la precisione. Te li dico. Prima di tutto Franco Parenti, quando non recita, ma È – assolutamente È, da solo – l'Edipus di Testori (e Parenti ha l'aria di uno che sta inventando il testo, proprio lui). Lo conosco: sembra che Testori abbia scritto il testo dopo la voce di Parenti, non prima. Proprio così: quindi Parenti è un modello di variazione e di incorporazione. Niente senza corpo, mai.

Ma non eri uno spirituale, tu? Io, spirituale? Balle. Mi piace il Dio di Israele, quello dei corpi, il Dio geloso, quello che aiuta David a strappare duecento prepuzi di Filistei, "e Saul si accorse che il Signore era con David". Quello che violenta Geremia e lo rende ridicolo? Proprio lui, El Kanna, il Dio geloso. Bene, continua. Di una voce che cita e basta non ce ne facciamo niente, e lo sai; di una voce che recita bene ce ne facciamo già qualcosa, ma noi vogliamo che il nuovo sia TUTTO nuovo. Forte e vivo e chiaro: il lettore non cita e non recita, ma – se può – confonde le acque, ed eccita un po', perché si eccita, lui per primo.

Secondo me hai anche un altro modello. Già, l'altro: Paolo Poli, no? Non ci si deve accontentare di poco. Perché stare al di sotto della perfezione, dico io? Anch'io lo dico, e ora puoi leggere qualcosa? Ecco: "I pretesti della ex kamikaze paiono solo abborracciati. / Al suono di numerosi bonghi, un suo familiare comunica / Ancora: "Sì, la vita può essere sorprendentemente crudele." / Un guizzare d'ampie ombre sulla parete, davanti alla quale / Sono raggruppati i tavoli tondi. Qualcuno gioca con una / Zuccheriera finché quest'ultima non rischia di rovesciarsi. / Una delle signore al tavolo porta poi il discorso su freschi / Krapfen contadini & fa subito pensare a come già più volte / Un buon intento sia clamorosamente dovuto naufragare / Sul finale, tipo il dialogo Nord-Sud, oppure il pianificato / Romanzo al paragrafo sostitutivo. Si stupiva inoltre di come / Le persone, tra allenamento pomeridiano in palestra & prova serale del coro, trovassero sempre abbastanza / Tempo per due chiacchiere nella locale libreria, dove / Il Signor Kralik li aspettava sempre con consigli di lettura / Davvero validi – per esempio il nuovissimo volume di lettere / Minatorie commentate in modo estremamente ironico. / Il suo tipico incisivo commento: Lui stesso alla lettura / Se l'era quasi fatta sotto... Ma anche un libro dalla trama / Avvincente sulla storia delle antiche corse dei carri / Oppure le esperienze di una cacciatrice di rettili olandese nel Sud-Est / Asiatico offrivano spunti di conversazione ad alto livello & non era / Affatto solo quell'istante d'ozio in cui il pensiero, / Per così dire, cercava d'inebriarsi di se stesso".

IO non ho sentito la voce. Per forza, IO ho solo scritto, fin qui, con l'antico espediente del dialogo interiore, caro pezzo di pane. No, compagno di pena. Sì, caro pezzo di me, non spirituale. E IO dove ti sentirò leggere Einzinger? Dovrai cercare il canale Youtube di Chiara De Luca. Intanto spargi la voce: Erwin Einzinger, Scalzi al cinema, Edizioni Kolibris, Ferrara 2016, 15 euro.

A se stesso, lettore di Erwin Einzinger

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