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Appunti per un corso impossibile

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GIACOMO LEOPARDITrento, 15 marzo 2016. – di Massimo Sannelli

La professoressa ha la voce stridula e vuole che ripetiate "il pensiero di Leopardi". Il professore ha la saliva sulle labbra. È curioso del pensiero, anche lui [finge, per stanchezza, come tutti là dentro]. Rispondete: Leopardi non era bello ma aveva cuore. Dite: Uno che studia tanto non studia per essere un fesso. Dite cosí agli insegnanti: Leopardi non ha scritto poesie per darci i contenuti, altrimenti avrebbe scritto un manifesto con 30 righe di prosa, come nei manuali.

Perché scrivere tanto, e con la contrazione della metrica, se il pensiero è tutto e il pensiero sta in 30 righe? Il cuore delle cose non è il pensiero, ma l'espressione e la posizione. Dite cosí agli insegnanti [ma non a me]. Chi crede al "pensiero di un autore" non vede che lo stile è una fottuta complicazione, un'elegante soluzione da tiranni, per fottere voi. Leopardi uccellatore vi tiene impegnati, Leopardi con la rete vi tiene sospesi. Leopardi tiranno vi tiene e stop. Diploma in Allegria, brutte bestie, e poi vi manderanno via.

Ad un'imposizione precisa si reagisce da allievi o da maestri. Facciamo che il maestro sono io. Il maestro dice di far vedere la lingua, bella rossa, ecco fatto. La lingua netta che fa la linguaccia non è intelligente – però è giustamente cattiva. Anche il maestro la fa. Nasce un lavoro pieno di grazie strane, tutte nuove.

L'uomo nuovo è primitivo ma geniale. Le abitudini umane sono lame, come il rumore e la compagnia, mangiare in gruppo e ascoltare le voci diverse. L'uomo può stare in gruppo solo come maestro o come performer, poi no. In lui non-uccidere è come ama-te-stesso, quindi fa e non fa le cose per la stessa ragione: per volontà e per elezione. [e bisogna essere cosí: masters dei masters, ma non solo nella Rete – ovunque, sempre]

Qui non si farà teatro. questo è il grande esercizio privato per apparire in pubblico; ma apparire è solo un effetto dello studio [e il pubblico è cosí: l'apice dello studio]; l'esercizio privato è questo separarsi [uscire dal mondo, vivi, come i frati e le suore di una volta], e distaccarsi senza lacrime: uscire dal mondo, ma uscire nel mondo; non è un atto religioso e non è la morte, ma è un atto preciso. Qualcosa appare, per strappare un effetto speciale.

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