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”L’epopea dei Savoia”

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Proseguiamo con il 3° fascicolo. Gli opuscoli Liebig degli anni Trenta

Verona, 14 maggio 2017. - recensione di Sergio Stancanelli

Dopo "I conti guerrieri" ("Trentino libero" 28 aprile 2017), il terzo fascicolo della serie "L'epopea dei Savoia" (ma soltanto il secondo di cui sono in possesso: mi manca il primo) è "I condottieri" (da non confondersi con il fascicolo della "Collana storica" dallo stesso titolo, "Trentino libero" 26 aprile). Nelle sei pagine di testo (dopo la copertina, altre quattro sono occupate dalle illustrazioni interne ed una dalla pubblicità), i grandi capitani di cui l'anonimo autore narra le biografie sono il duca Emanuele Filiberto detto testa di ferro, figlio di Carlo II il buono, suo figlio Carlo Emanuele I il grande, il figlio di questi Vittorio Amedeo I, ed il principe Eugenio, del ramo collaterale dei Soissons, definito il più grande dei Savoia dal punto di vista puramente militare.

Emanuele Filiberto, nato in Chambery, destinato dapprima, com'era consuetudine per i figli cadetti, alla carriera ecclesiastica, divenne principe ereditario in seguito alla morte dei due fratelli maggiori. Quando il padre fu spossessato di pressoché tutti i suoi domìnï, decise di servire Carlo V. In dodici anni di carriera militare, rifulsero le sue doti che gli valsero il comando dell'esercito spagnolo nelle Fiandre. La vittoria nella battaglia di San Quintino (1557) decise praticamente la lunga guerra tra Francia e Spagna, conducendo due anni dopo alla famosa pace di Chateau Cambresis, che ridarà alla dinastia quasi tutti i suoi territori. Il duca portò la capitale a Torino, rafforzò lo Stato, ne curò l'esercito, l'organizzazione, lo statuto, le finanze e le industrie.

Carlo Emanuele, figlio di Margherita di Valois, si trovò continuamente coinvolto nella guerra in corso tra Francia e Spagna, e approfittando delle lotte intestine fra cattolici e ugonotti si impadronì di Saluzzo e invase addirittura la Provenza con l'intenzione di creare un regno dal Ticino ai Pirenei. Fu infine costretto ad una pace, che tuttavia venne detta «da mercante» da parte del re di Francia e «da re» da parte del duca di Savoia.

Vittorio Amedeo I regnò recuperando il suo Stato dopo la pace di Ratisbona. Guerreggiò contro Venezia e cedette Pinerolo alla Francia, cui per altro poi si alleò, sposando Cristina, figlia del re Luigi XIII. Eugenio di Savoia, figlio di Eugenio Maurizio conte di Soisson e della bella Olimpia Mancini nipote del cardinale Mazzarino, era nipote di Carlo Emanuele. Memorabile fu la sua vittoria sui turchi a Zenta nel 1697 con cui eliminò definitivamente, all'epoca, il pericolo dell'avanzata ottomana in Europa.

”L’epopea dei Savoia”
 

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