Mer07262017

Last update07:09:31

Mario Visintini

  • PDF
Valutazione attuale: / 4
ScarsoOttimo 

"Eroi e avventure della nostra guerra"

Fratello dell'ufficiale sommergibilista Lucio, "Il pilota solitario" aveva conseguito sedici vittorie in combattimenti aerei quando impattò contro una montagna - Il fascicolo, 12° della collezione, contiene anche i racconti "Il condor etiopico", "I naufraghi dell'Alcione" e "Centosessantotto ore in mare" (I naufraghi del cacciatorpediniere "Espero")

Verona, 16 luglio 2017. - recensione di Sergio Stancanelli

Questa pubblicazione, n° 12 della collana a cura del Ministero della cultura popolare (copertina a colori e otto tavole in nero del pittore Latini – Giuseppe, credo, 1903-1972 – , con una fotografia del capitano pilota di cui al titolo del fascicolo, tipografia Novissima, Roma 1942-XXI, distribuzione Rizzoli Milano, pagine 80, lire 1.50), - di cui già fui derubato con l'intera serie nel furto della mia biblioteca nel 1962 in Trieste, ma del quale reperii un altro esemplare sul mercato dell'usato - , si presenta con la narrazione, scritta da Silvio Platen - invero ricca di retorica, - della breve vita di Mario Visintini, nativo di Parenzo in Istria (oggi passata a far parte della Croazia), asso dell'aviazione italiana nel corso dei primi otto mesi di guerra, e fratello di Lucio, ufficiale sommergibilista.

Ha la sua scuola in Spagna durante la guerra civile; poi dislocato in Africa orientale diviene celebre quando prende terra in territorio nemico per ricuperare il suo comandante costretto a un atterraggio di fortuna. Studia una propria tecnica di combattimento che gli consente di affrontare da solo cinque, sei aerei avversari contemporaneamente e di uscirne vittorioso. Diviene comandante di squadriglia e l'11 febbraio 1941, in età di 28 anni, dopo otto mesi di guerra, con all'attivo sedici vittorie aeree, viene vinto da una montagna contro cui cozza mentre vola in una fitta nebbia. Qualche refuso discutibile («obbiettivo» con due -b, «By god» con l'iniziale minuscola) e qualche errore d'ortografia e di grammatica indiscutibile («Cucharacha» in luogo di Cucaracha, «perchè» con l'accento grave, «sole» minuscolo, «del suo migliore combattimento non se ne sa quasi niente».

Alla biografia del pilota Visintini segue "Il condor etiopico" di Federico Frezzan, vicende d'un S. M. 79 che portava rifornimenti dalla Cirenaica all'Africa orientale, e che venne attaccato e distrutto con la mitraglia da un Curtiss inglese mentre si trovava su territorio neutrale. Ivi s'incontra il mitico generale Nasi, e si fa conoscenza con la guzla, ch'è una viola slava con una sola corda. Ci s'imbatte anche nei soliti «sole» e «luna» con le iniziali minuscole, «perchè» con l'accento grave – ricorrenti anche nei racconti seguenti - , e nel refuso «fiduciosi che ci avrebbe riportato a casa». "I naufraghi dell'Alcione" di Antonio Laderchi, narra la penosa vicenda di cinque superstiti d'un aereo, feriti, salvati casualmente da un U-boot tedesco dopo ottantadue ore di permanenza su un battellino di gomma sforacchiato, senza acqua né cibo, attorniati dai pescicani.

Il cronista si chiede se esistesse in Italia un servizio di ricerca e assistenza ai naufraghi dopo la caduta di un aereo o l'affondamento di una nave. La stessa domanda vale per l'ultimo racconto, "168 ore in mare" di Gino De Sanctis, vicenda anche più penosa che vede i superstiti del cacciatorpediniere "Espero", circa 75 uomini, su tre zattere, più volte avvistati da aerei italiani ma mai soccorsi, salvati da un sommergibile italiano casualmente emerso nei pressi dopo che, assetati e affamati, avevano trascorso tredici giorni (ci si rende conto? quasi due settimane) in mare e quando ne sono ancora vivi soltanto sei. Il comandante dell'unità, non menzionato nel racconto, era il capitano Enrico Baroni, che s'inabissò con la sua nave ed ebbe la medaglia d'oro.

Mario Visintini
 

IN LIBRERIA

Guida alla gestione di portali Joomla!

A pochi interessa come realizzare un elaboratore di testi come Word, a molti interessa come realizzare un documento in modo professionale e corretto attraverso un determinato applicativo. 

ISBN: 978-1-4710-3450-3