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“I racconti della guerra tradita” a cura di Pietro Caporilli

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Il volume, pubblicato dalle benemerite edizioni Ardita, contiene ventiquattro elaborati usciti nel 1949 dal concorso per un racconto di guerra bandito dal settimanale "Asso di bastoni" – Fra gli autori, i nomi di Mariano Dal Dosso ("Quelli di Coltano", Trentino libero 6 settembre 2016) e di Renzo Lodoli, destinati a vasta notorietà

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Verona, 6 febbraio 2018. - di Sergio Stancanelli

Il volume, pubblicato dalle benemerite edizioni Ardita, contiene ventiquattro elaborati usciti nel 1949 dal concorso per un racconto di guerra bandito dal settimanale "Asso di bastoni" – Fra gli autori, i nomi di Mariano Dal Dosso ("Quelli di Coltano", Trentino libero 6 settembre 2016) e di Renzo Lodoli, destinati a vasta notorietà

Il 15 ottobre 1949 il giornalista e scrittore Pietro Caporilli licenziava per la stampa, affidata alla tipografia Pallotti di Roma, un volume che, per i tipi delle edizioni Ardita, raccoglieva i sei racconti premiati ed altri diciotto selezionati fra quelli che avevano partecipato al Concorso per un racconto di guerra bandito dal settimanale "Asso di bastoni" da lui diretto «per scuotere l'apatia degli italiani cloroformizzati o rassegnati, e per stimolare l'amor proprio di quanti avevano lealmente combattuto dal 10 giugno 1940 al 25 aprile 1945 la guerra del sangue contro l'oro». I sei racconti premiati avevano già visto la luce sul periodico.

L'idea del Concorso, cui, vistone il successo superiore ad ogni aspettativa sia per il numero dei partecipanti sia per l'alto livello letterario dei lavori, conseguì quella della pubblicazione dell'antologia, nacque in un giorno del giugno 1949 nel carcere, cella n.423 del IV braccio «politici» di Regina coeli, dove il libertario governo democratico aveva fatto rinchiudere , il 20 febbraio, il direttore e l'intera redazione del giornale (di cui, sia detto per inciso, il cronista scrivente conserva l'intera collezione) imputati di apologia del Fascismo per avere esaltato gli eroi della X.ma flottiglia mas e le loro gesta. Il bando varcò le sbarre della prigione per l'abnegazione d'un postiglione clandestino. Tre mesi dopo il settimanale pubblicava i racconti vincitori, e nel gennaio 1950 compariva la prima edizione del libro, ispirato alla memoria di Colui che pagò con la vita il sogno di fare grande l'Italia.

Gli autori dei racconti pubblicati, fra cui due donne, sono Riccardo Benucci, Rina Borella Montanari, Elena Borghese, Ugo Caruso, Augusto Ceracchini, Sergio Cipolla, Camillo Gizzi, Ugo Delgrado, Gino D'Angelo, Mariano Dal Dosso, Renzo Lòdoli, Angelo La Vecchia, Giorgio Marica, Giovanni Maracchia, Carlo Mazzantini, Marcello Perina, Piero Pezzoni, M. Mario Ravenna, Amedeo Ravaglia, Lodovico Scotto, Bartolomeo Zanenga, Luciano Zappa, un non meglio identificatosi comandante Zeta, ed infine il sottotenente pilota Giovanni Del Vento con una sua relazione ufficiale. Sembra inopportuno stilare qui una classifica dei racconti sul piano dell'importanza degli episodi narrati o su quello del valore letterario.
L'attenzione maniacale del cronista per una lingua italiana immune da errori di grammatica e di ortografia, o da refusi, costringe però a segnalare per una svista i racconti "Il canto dei morti", "Quel giorno a Bir el Gobi", "Il bersagliere", "La più piccola fossa", "La carica della morte" e "La falange eroica"; per due "L'azzurro sublime", "Capretto" e "Mas in agguato"; per tre "La bocca piena di terra"; per quattro "Pasqua di guerra", "Colpo di mano a Rikowo" e "La sera del quattro giugno"; per cinque "L'abitino" e "Notturno ad Alamein"; per sette "... e fu come una canzone" e "La pattuglia e il cane"; e per otto "Il prigioniero" e "Superaereo comunica". Ne sono immuni "L'ultima missione terrena di Lino Visintini", medaglia d'oro della Decima flott. mas a Gibilterra, "Unghie contro acciaio", "I tre pazzi del Mameli", "Un soldato e una canzone", e "Fine gloriosa di un bombardiere". Nel racconto del Perina va inoltre rilevato che l'"Ark royal" era una portaerei, non una nave da battaglia, e che l'episodio narrato ebbe luogo il 26 settembre 1941, non 1931.

“I racconti della guerra tradita” a cura di Pietro Caporilli

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