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“Lo status della nave da guerra in tempo di pace” di Andrea de Guttry (ed. A. Giuffrè)

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Regime della navigazione e disciplina delle attività coercitive – Profili di diritto internazionale

Verona, 12 febbraio 2018. - recensione di Sergio Stancanelli

Pubblicato con un contributo finanziario dell'Università di Pisa, questo grande volume, inviatomi dal dottore Aldo Giuffrè di Milano con il consueto biglietto a firma Autore ed Editore, costituisce, per quanto ne so, un unicum nel catalogo del massimo editore giuridico italiano, nel senso che, per quanto 22° numero d'una collana di "Studi e documenti sul diritto internazionale del mare", è, almeno sino a questo momento, il primo titolo concernente il traffico marittimo non mercantile o da diporto bensì della Marina militare, in cui il cronista s'imbatta, e riveste pertanto un interesse molto più vasto del consueto, coinvolgendo tutti coloro i quali per personale passione anche se non per attività professionale si occupino di navi da guerra.

Il volume riprende, aggiornandole ed ampliandole, alcune riflessioni elaborate in occasione d'un rapporto di ricerca relativo a "Lo status della nave da guerra italiana in tempo di pace e di crisi internazionale" presentato dal professore de Guttry al Centro militare di studi strategici di Roma. Dopo una Introduzione in cui ad alcune premesse generali fa seguito l'esposizione di come l'autore abbia articolato la sua ricerca, il vasto e complesso testo (Andrea de Guttry, "Lo status della nave da guerra in tempo di pace" – Regime della navigazione e disciplina delle attività coercitive – Profili di diritto internazionale – grande formato, 308 pagine, in origine lire 38.ooo) si dipana in cinque capitoli, quale più e quale meno ampio.

Due soli ma basilari sono i paragrafi che costituiscono il capitolo I: "Definizione di nave da guerra ed identificazione dei suoi requisiti", e "La questione della classificazione delle navi ausiliarie". Il capitolo II, "La disciplina della navigazione e lo status delle navi da guerra nelle aree sottoposte alla sovranità o all'esercizio della giurisdizione esclusiva di altri Stati", si articola in due sezioni: "La disciplina generale applicabile a tutte le navi da guerra" (quattordici paragrafi) e "Regole specifiche applicabili solo ad alcuni tipi di navi da guerra" (due paragrafi).

Il capitolo III, "Le navi da guerra in alto mare: regime della navigazione e disciplina delle attività coercitive", è pure suddiviso in due sezioni: "La regolamentazione della navigazione e delle attività strettamente correlate" (cinque paragrafi) e "La disciplina delle attività coercitive delle navi da guerra in alto mare" (quindici paragrafi). "Le navi da guerra nelle zone di mare sottoposte alla sovranità o alla giurisdizione esclusiva dello Stato di Bandiera" è l'argomento del capitolo IV, che si svolge in nove paragrafi, e "Immunità e privilegi delle navi da guerra" è infine il titolo del V ed ultimo capitolo, che in due paragrafi distingue quelli di cui gode la nave da quelli accordati all'equipaggio.

Otto colonne su quattro pagine occupa infine un indice dei numerosi autori menzionati nel testo o nelle note (trecentoquaranta circa), citati però limitatamente solo alla prima volta in cui una loro opera compare.

“Lo status della nave da guerra in tempo di pace”  di Andrea de Guttry (ed. A. Giuffrè)