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“Nella Saar contesa” di Mario Buggelli

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Libri letti

Verona, 14 aprile 2018. – recensione di Sergio Stancanelli

La Saar, regione la cui risorsa fondamentale è costituita dall'estrazione del carbone, la cui produzione per quasi la totalità è, o all'epoca era, in mano allo Stato, fu soggetta nel 1935 ad un referendum popolare per deciderne l'appartenenza alla Francia o alla Germania. Il trattato di Versailles aveva dato alla Francia la proprietà delle miniere del bacino, che prima della guerra appartenevano quasi completamente all'impero germanico. L'assegnazione aveva fondamento nel fatto che la guerra aveva causato la distruzione delle miniere di carbone possedute dalla Francia in quei territori.

Trascorsi quindici anni dall'entrata in vigore del trattato, la popolazione locale sarebbe stata chiamata ad esprimersi mediante un plebiscito in merito al regime definitivo da istituirsi in quel territorio.

Il libro "Nella Saar contesa" di Mario Buggelli (O. Marangoni ed., Milano, collana Grande guerra, 320 pagine, con una cartina nel testo e sei fotografie f. t., in origine lire 10) è del 1935, ed anzi fu finito di stampare il giorno 5 gennaio di quell'anno, XIII dell'era fascista: riferisce quindi – con abbondanza di materiale – la preparazione del plebiscito, previsto per il 10 gennaio di quello stesso anno (sic in pag.24: per il giorno 13 in pag.135), ma non l'esito, che fu, con imponente maggioranza, favorevole alla Germania.

Come l'autore avverte in una breve prefazione, per raccogliere i dati statistici, le notizie di carattere geografico e storico, e quelle che riguardano direttamente le vicende della regione negli anni che precedettero il referendum, egli s'è avvalso d'un ampio materiale bibliografico e di pubblicazioni ufficiali della Società delle nazioni. Il testo è suddiviso in quattro parti: La regione (il paesaggio, l'industria, la popolazione, l'abitato), La creazione di Versailles (il territorio, il regime economico, il plebiscito, l'opinione mondiale, la creazione di una forza internazionale), In Saar prima del plebiscito (a Saarbrücken, impressioni saaresi), Chiarimenti ed incognite. Segue una documentazione costituita dal testo del trattato di Versailles, dal rapporto del comitato dei Tre e dal regolamento del plebiscito.

Mentre si deve prendere atto di come il contenuto del volume rivesta oggi un interesse decisamente superato, va rilevato nel testo l'uso d'una lingua italiana estremamente corretta («assieme con»), salvo errori d'ortografia («terra», il pianeta, per Terra) e di accenti («senonchè», «perchè»), e refusi («la population dudit territoire» per du dit, «il rapporto non vi a allusione» per non vi fa), nonché una punteggiatura non sempre appropriata («i colleghi della commissione, non avevano voluto»).

La voce «abazia» non compare sullo Zingarelli, ma è poi contemplata sotto abbazia.

Non dispiaccia se, a proposito della preparazione del plebiscito – 6 novembre/5 dicembre 1934 - , riporto quanto l'autore scrive in merito al relativo rapporto approntato dall'Italia: «Esso ha una grandissima importanza internazionale, e non è senza significato che dopo lunghi mesi il primo accordo europeo veramente efficace sia stato firmato a Roma. In questo fatto bisogna scorgere una prova di più dell'azione pacificatrice e del grande prestigio dell'Italia odierna. Il suo intervento, nella persona del barone Aloisi, sotto la guida del capo del governo Mussolini, è riuscito infatti a persuadere il governo tedesco a non rimanere estraneo alla discussione, e ad attenuare le divergenze fondamentali fondendole in un accordo finale». «La stampa si diceva soddisfatta dell'accordo e, ponendo in rilievo la parte attivissima che la diplomazia fascista aveva svolta per conciliare gli interessi francesi e tedeschi, affermava che il barone Aloisi, principale artefice dell'accordo, era tornato a Ginevra coperto di lauro».

Pateticamente compare più volte la figura del ministro degli esteri francese Pierre Laval, sempre impegnato ad ottimizzare i rapporti franco-tedeschi, che dieci anni dopo, imputato di collaborazionismo, sarebbe stato abominevolmente condannato a morte e fucilato.

“Nella Saar contesa”  di Mario Buggelli