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“L’ondata” di Guido Milanesi

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Libri letti (almeno in parte)

Verona, 6 maggio 2018. - recensione di Sergio Stancanelli

Da ragazzo, di Guido Milanesi lessi "Racconti di tutti i mari", un grosso volume che conteneva una raccolta di racconti, fra i quali uno – del quale discussi poi con la mia mamma che pure lo lesse - mi piacque particolarmente.

Sottrattomi col furto della mia biblioteca in via Gambini a Trieste dove da Genova mi ero trasferito, non sono più riuscito a procurarmene altra copia, rinvenendo presso un rivenditore di libri usati solo un esemplare del II volume con lo stesso titolo. Ora, alle prese con questo "L'ondata", ch'è pure una raccolta – molto più breve – di racconti (Mondadori ed., Verona, I edizione, marzo 1942, pagine 329, prezzo non indicato ma lire 25), non provo lo stesso entusiasmo. O è diverso il modo di scrivere dell'autore, o son mutati i miei gusti. Intanto, firmati Alessandro Sant'Elmo, i racconti non si capisce – o io non capisco – da chi in effetti siano stati scritti. Molto descrittivi poi, ricchi d'una retorica letteraria che si preoccupa di ricerche e abbellimenti poco spazio lasciando agli accadimenti delle vicende, risultano poco allettanti alla lettura, stilisticamente non emergendo in modo particolare, e contenutisticamente essendo come detto assai diluiti.

Disturbano anche probabili distrazioni che lasciano perplessi («ragazzi [di ritorno dalla pesca] sommariamente vestiti nella sola metà superiore del corpo», pag.15; «vecchi fazzoletti da ridurre a vela» anziché viceversa, 33), gli errori di grammatica («Stasera mi toccherà a lavare», «Insieme al signorino Enrico», «In un sottoscala vi si trovava un armadio», «fissata in bracciuolo su di una parete», «ci avrebbe messa la prora addosso», «ci avrebbe sempre tenuti vicini», «aveva ridotti i nostri cuori», «insieme alle esalazioni acri», «insieme al vecchio prodotto», «insieme ad una forchettata», «mi pare d'aver udita la voce», «Su di una distesa chiara», «Son seduto insieme a Ciano», «non avrei sormontata la ripugnanza», «fui promosso insieme a Enrico», «ne avevo ricevuti parecchi», «insieme all'annuario»: questo nei primi due terzi del volume) e quelli d'ortografia («sole» , «terra», «luna», «cappellone»), mentre va notato l'impiego di termini rari («sevo» per sego, «slamare» per franare; «cafro», bantu della Cafreria, Africa sud-orientale; «nonio», strumento misuratore; «tanga», copri-sesso femminile; «gualchiera», macchina per tessuti; «trip», viaggio; «mensuale», mensile; «fisonomia»; e «irrotto», participio passato di irrompere) o marinareschi – l'autore era ammiraglio – («rollare» la branda, arrotolarla; «piè di pollo» - per pie' - , nodo all'estremità di una cima), altri rimanendo di significato incognito («carocchiare», pag.55; «biget», 81; nave «corbata», 132).

Fra i numerosi avvenimenti storici menzionati, trovano posto la capitolazione d'Ancona (pag.32), che si riferisce agli avvenimenti del 1831 (in merito ai quali in internet sta scritto «... il Governo delle Provincie unite» in luogo di province), e i fatti di Aigues-Mortes (87), dove nel 1893 i francesi uccisero alcuni immigrati italiani. Le isole Bermuda son citate come «Bermude». L'autore crede che «affatto» significhi per niente (significa del tutto). Sino a ben quattro frasi son separate l'une dall'altra con i due punti. Stucchevole è il chiudere gran parte delle frasi con i puntini di sospensione. Sul piano sostanziale, patetiche risultano le reiterate affermazioni «Tra Francia e Italia una guerra è impossibile». Il volume è illustrato con disegni, un po' ingenui, al tratto (gli originali erano a matita) di autore non menzionato (si tratta di Arturo Petrini). Acquistai il libro il 7 settembre 1944, contavo sedici anni. Com'era mia abitudine poi che avevo tempo da perdere, lo munii di un segnalibro da me costruito, con da un lato un'illustrazione attinente il titolo e dell'altro, scritti a penna di mia mano, i dati relativi al libro e alla sua acquisizione.

“L’ondata” di Guido Milanesi

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