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“Il caccia americano” di Enzo Angelucci (A. Mondadori ed.)

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È un volume di grande formato che a prenderlo in mano rischi l'ernia

Libri ricevuti

Verona, 30 giugno 2018. - recensione di Sergio Stancanelli

Enzo Angelucci ha svolto un lavoro immane. Questo "Il caccia americano dal 1917 ad oggi" è un volume (formato atlante, pagine 480, Arnoldo Mondadori editore, rilegato in tela, in origine lire 100.000) che pesa due chili. Non sono solito recensire un libro, o anche solo segnalarlo, ricopiando quanto sta scritto sul risvolto di copertina, ma questa vota lo faccio, perché meglio di così non si potrebbe presentarlo. «Una vera e propria storia enciclopedica del caccia statunitense dalle lontane origini nel 1917 ad oggi, con oltre 2000 illustrazioni tra fotografie e disegni.

Tutti i modelli, inclusi i prototipi e i progetti di maggiore rilievo, dell'aviazione sia della U. S. Army che della U. S. Navy, sono descritti con precisione e compiutezza in ogni minimo dettaglio, in modo da soddisfare non solo il desiderio di cognizioni dell'appassionato di aviazione ma anche le esigenze del modellista.

Le case produttrici sono presentate in ordine alfabetico; nell'ambito delle case, i modelli sono elencati cronologicamente; nell'ambito dei modelli, vengono prese in considerazione tutte le varianti in ordine di sequenza. Cinque indici all'inizio del volume – Indice di presentazione dei modelli-base in ordine alfabetico di casa costruttrice, Indice dei modelli base secondo la designazione U. S. Army Air Service / U. S. Army Air Corps / U. S. Army Air Force / U. S. Air Force, Indice dei modelli-base secondo la designazione della U. S. Navy, Indice dei modelli-base secondo la denominazione unificata U. S. Air Force / U. S. Navy / U. S. Army, Indice dei modelli-base secondo la denominazione» – e un Indice ragionato alla fine, consentono di reperire con facilità e celerità ciò che interessa. Le tavole sinottiche cronologiche proporzionali casa per casa, offrono un panorama completo della produzione di ciascuna industria nel settore dei caccia». Si tratta dello studio più completo e documentato che in tutto il mondo sia mai comparso su gli aerei da caccia prodotti negli Stati uniti d'America.

«Il caccia americano – scrive l'autore – domina nei cieli di tutto il mondo, nelle aviazioni di decine di paesi, sin dai giorni della seconda guerra mondiale. Meno note sono le macchine che videro la luce negli anni precedenti il conflitto, che racchiudono una storia affascinante, fatta di tentativi e di intuizioni, di genialità e di coraggio, di spirito d'iniziativa e di puro amore per l'aereo. Per ricostruire in modo completo questa storia mi sono dedicato a questo lungo lavoro, il cui risultato è il presente volume, che non sarebbe mai comparso senza l'aiuto generoso di tanti amici e soprattutto di Peter M. Bowers. Per una ricostruzione cronachistica e storica come quella affrontata, poi, l'immagine è sempre più chiarificatrice delle pur indispensabili parole: tutti i modelli e, nei limiti del possibile, tutte le varianti sono quindi illustrati [meglio che illustrate] con fotografie, le più rare delle quali provenienti dall'archivio del Bowers, ciascuna corredata da quattro disegni tecnici: di fronte, dall'alto, e due di lato».

Alla pagina di presentazione dell'autore seguono due pagine introduttive firmate da Peter M. Bowers, il quale tra l'altro scrive: «Nel 1914 gli Stati Uniti si trovavano molto indietro rispetto all'Europa. Ciò principalmente per la mancanza di incentivi. Le competizioni aviatorie erano prerogativa del vecchio continente e gli aerei venivano progettati tenendo conto in primo luogo della velocità. L'America invece si distingueva costruendo grandi idrovolanti. Quando la guerra ebbe inizio, in Europa gli aeroplani furono subito adibiti ad usi militari. Il veloce, disarmato monoposto venne utilizzato quale osservatore. L'anno appresso l'aereo fu dotato di mitragliatrice fissa anteriore e assunse il compito di distruggere aerei nemici. Era nato il caccia. Alcuni degli aerei inclusi in questo libro non sono propriamente tali, ma rappresentano il concetto originale del monoposto come osservatore».

L'opera è preceduta da quindici pagine dedicate a Il sistema di classificazione degli aerei militari negli Usa dall'inizio dell'aviazione in poi, Cambi di designazione, Designazioni non-standard, Modelli stranieri, Nomi degli aerei, Designazione dei motori, Numeri di serie dello U. S. Army, Numeri di classificazione dello U. S. Army A McCook/Wright Field (P-Numbers), I «buzz numbers» dello U. S. Army Air Force/U. S. Air Force, Numeri di serie della U. S. Navy, Le insegne nazionali degli Usa, La colorazione degli aerei dello U. S. Army Air Service/U. S. Army Air Corps/U. S. Army Air Force/U. S. Air Force, La colorazione degli aerei della U. S. Navy, e I toni di colore nelle fotografie in bianconero. Ancora, una pagina di Dati tecnici. La parte principale occupa 428 pagine. Seguono un indice dei nomi di persone ed uno analitico dei testi e delle illustrazioni. Chiude l'opera una vasta selezione bibliografica di libri e periodici.

“Il caccia americano” di Enzo Angelucci  (A. Mondadori ed.)