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“L’ordinamento giuridico dei porti italiani” di A. Xerri Salamone, ed. A. Giuffrè

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Libri ricevuti

Verona, 1 novembre 2018. - segnalazione di Sergio Stancanelli

Ecco il volume "L'ordinamento giuridico dei porti italiani" di Alessandra Xerri Salamone (230 pagine, brossura, in origine lire 30.000) comparso, sempre per i tipi dell'editore milanese dottor Giuffrè esattamente dieci anni dopo il precedente di altro autore con titolo pressoché identico ("Trentino libero" 23 ottobre 2018). Dedicato dall'autrice «a mio marito», è una pubblicazione della facoltà di giurisprudenza dell'università degli studi "Tor Vergata"di Roma e reca n°5 di una nuova serie della collana che ha fatto sèguito a quelle della sezione di diritto pubblico (sei titoli, all'epoca), della sezione di diritto e procedura civile (quattro titoli) e della sezione di storia e teoria del diritto (due titoli).

Dopo un'Avvertenza in cui l'autrice premette come l'idea del libro fosse nata in passato da due constatazioni, la centralità della questione portuale per lo sviluppo del Paese e la crisi del suo modello organizzativo-gestionale, e pertanto intendesse originariamente rivolgersi all'esame delle linee di un possibile riordino della materia, mentre poi nel corso della ricerca prendeva avvio la riforma degli ordinamenti portuali che modificava radicalmente l'organizzazione dei porti, una Premessa segnala come alla tematica portuale, disciplinata dal Codice della navigazione e dalla legislazione speciale, da parte sia dei cultori del diritto della navigazione sia da quelli del diritto pubblico sia stata riservata un'attenzione del tutto marginale, prendendo in considerazione il porto prevalentemente come bene demaniale e solo incidentalmente come servizio pubblico offerto all'utenza dall'amministrazione pubblica che ne è proprietaria, e solo da poco tempo come azienda di un'impresa pubblica: quasi mai comunque veniva posto in luce il legame stretto esistente fra le operazioni commerciali ed i servizi che si svolgono nei porti e l'esercizio della navigazione.

Sotto tale profilo, l'opera dell'autrice – la quale cita il lavoro di Costantino Murgia, sia pure solo in una Nota (pag.148), – è articolato in tre grandi parti: "Il bene porto" (quattro capitoli), "Dal porto come servizio pubblico al porto come impresa" (quattro), e "L'evoluzione della disciplina e della organizzazione portuale" (sette). Dallo studio emerge come l'evoluzione dell'assetto normativo del settore portuale tende verso modelli organizzativi rivolti a favorire la presenza di una concorrenza effettiva all'interno del porto stesso, fermo restando che permangono situazioni in cui imprescindibili esigenze di organizzazione e o di economie dei costi relativi ad un determinato volume e tipo di traffici, inducono le autorità competenti a riservare ad una sola impresa le relative operazioni portiali o quanto meno alcunr di esse o alcuni specifici servizi portuali, giustificando la così detta autoproduzione dei servizi e delle operazioni portuali sulla scorta del trattato della Comunità economica europea e della normativa italiana antitrust. Il risultato è che il principio della libera concorrenza si va affermando in materia portuale, ma molto lentamente.

Il volume è corredato di un indice degli autori (citati col solo cognome) e da un indice analitico (molto ampio e dettagliato).

“L’ordinamento giuridico dei porti italiani” di A. Xerri Salamone, ed. A. Giuffrè