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Casa di riposo per marinai

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Trento, 7 novembre 2014. – di Massimo Sannelli

Abbiamo acceso i microfoni e il silenzio è finito? Ci sono i lavori in corso, sulla strada. Bene, aspettiamo un po'. Bisogna vedere tutto: ogni metro dello spazio, ogni piano del Purgatorio. Muoviamoci.

Bisogna andare in tutti gli spazi. Ho pensato che la casa di riposo È il Purgatorio, lo È veramente, nel modo della certezza: indicare il Purgatorio, poi abitare il Purgatorio, visitare le anime, ognuna nella sua stanza, viva e tranquilla. Ho accompagnato un regista, qui, per fare un film, ma io sono di passaggio, in questa troupe. L'idea del regista è che le immagini possono essere anche fisse e il movimento umano non si vedrà molto. Io ci aggiungerò le parole, sopra; non ora ma dopo, quando il regista vorrà, nel montaggio.
I marinai sono stati bene da tutte le parti: in fondo, basta lavorare.

Anche nel sottomarino, dice R., si stava bene, e perché non si doveva stare bene? Ed ecco il primo errore intellettuale, grande e colmo. L'errore è tutto mio: è inutile cercare eroi, qui. L'eroe è creato dalla situazione, in un momento, quando il momento viene. Il momento può venire o no. Di solito non viene, e peggio per noi: i cacciatori, i collezionisti, i sinestetici, gli esteti.

Il secondo errore intellettuale è credere che il marinaio ha sposato il mare. Non è vero: il marinaio è un lavoratore, e alla fine vuole stare tranquillo. Non è obbligatorio – e non è reale – essere l'Olandese Volante o il Cacciatore Gracchus, questo è chiaro. In cambio di mezza pensione l'uomo ha stanza, il cibo, l'assistenza medica; niente moglie, però, né la donna in camera; chi si sposa deve uscire per sempre; e chi sta bene non si muove, quindi i malati vanno via, nella Realtà, che ha altri ospedali.
È solo nella Realtà che si può fare l'amore, chi vuole farlo; in Purgatorio, no, perché il Purgatorio non è nella Realtà (basta eliminare la donna, ridurla ad infermiera, quando c'è; e senza donna si torna nell'Irrealtà). Qui i vivi, vedovi o celibi, casti in casa, non veramente morti, si comportano "come gli angeli" di un detto molto serio: "Alla risurrezione non si prende né marito né moglie, ma si è come gli angeli del cielo" (Matteo, 22, 30).

Non continuo. La quiete dura poco, se viene, ed esco volentieri dal Purgatorio. Organizzo gli appunti e gli appunti sono le linee di un corso tranquillo, per simulare il qui & ora, bianco e senza storia (la storia comprende la donna; e comprende anche la furia e la velocità). Lo schiaffo intellettuale & morale – contro gli errori 1 e 2 – è stato preso, ma non si piange. Non sono così sensibile, ora. Uno se ne rende conto, e allora se ne va: si immerge di nuovo nella sua corrente, confusa e barbara. Questa corrente si chiama Realtà e il soprannome è Genova.

Casa di riposo per marinai

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