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Musica e Concerti

Concerto del pianista Almerindo d’Amato

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134-Immagine3A Long Island (New York) in memoria della moglie Valerie. Replicherà il programma il prossimo 4 ottobre a Roma

Verona, 25 luglio 2017. - di Sergio Stancanelli

Dedicato alla memoria della moglie Valerie Verro Steffin scomparsa in Roma l'1 marzo scorso, il pianista Almerindo d'Amato ha tenuto un concerto nell'auditorio teatrale della cattedrale di Point Lookout – Paradise of Long Island nello Stato di New York. Effettuato a cura della Community church ed eseguito in forma di "concerto presentato" secondo l'abitudine del pianista italiano di far precedere la propria esibizione da una breve introduzione parlata - questa volta in lingua inglese - , il programma era titolato "Perle di musica italiana" e comprendeva pagine dal XVI al XX secolo.

Cultura e passeggiate nella città del velluto

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Da domani 1 luglio

68 Ala concertiVerona, 30 giugno 2017. - di Sergio Stancanelli

Ci eravamo lasciati il 3 giugno con un arrivederci a luglio. Eccoci all'appuntamento in Ala città – questa volta – di musica, che preannuncia otto workshop dall'1 al 30 luglio (un nono ed ultimo si avrà poi a fine agosto).

“35 mm” di Vito Lo Re

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56-copertina disco 35 mmDischi ricevuti

Verona, 19 giugno 2017. - recensione di Sergio Stancanelli

Quando avevo ancora vent'anni nonostante che i vent'anni l'avessi compiuti da un paio d'anni, un giorno misi le mani sul pianoforte e ne trassi alcuni suoni, che mess'insieme costituivano dei pezzetti, senza costrutto e senza nesso, quali brevi quali un po' più lunghi, ed alla fine interrotti.

“Le corone di pietra”

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60-corone di pietraVisionato in televisione lo spettacolo da sette anfiteatri d'Europa, Asia e Africa che l'intemperanza di spettatori zotici in Verona aveva a suo tempo fatto interrompere

Verona, 17 giugno 2017. - di Sergio Stancanelli

Sicut erat in votis, Rai 1 ha mandato in onda, nel corso di un programma della durata di un'0ra e mezza, lo spettacolo a suo tempo organizzato nell'anfiteatro veronese dalla fondazione Arena con la collaborazione dei governi di Croazia, Francia, Libia, Siria, Spagna, Tunisia e Turchia, che l'incultura e l'inciviltà d'una parte degli spettatori veronesi aveva costretto ad interrompere.

«Il Sabato Notte Over» al Binario Seventynine Ciolda

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Sabato 17 giugno con Stefano NucidaRovereto, 13 giugno 2017.Redazione

Sabato 17 giugno, appuntamento al Binario Seventynine Ciolda. "IL SABATO NOTTE OVER" con JUST FOR FUN EVENTS dalle 22.30 alle 02.30 Dj STENO 2.3 & Fbm FABIO - Live percussion.

Cultura ed aria buona in quel di Ala

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Ala  4 concertiQuattro concerti ed una passeggiata nel mese di giugno. Quel che resta della primavera nella città del velluto

Verona, 3 giugno 2017. - di Sergio Stancanelli

Dopo una lunga latitanza, Ala è tornata a farsi viva con un pieghevole a ben quattro ante – otto facciate – a colori, speditomi col mezzo postale in duplice invio, partiti non so quando e recapitatimi ambedue a fine mese di maggio.

“La musica sveglia il tempo” di Daniel Barenboim

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77-copertina La musica sveglia il tempoLibri ricevuti

Verona, 2 giugno 2017. - di Sergio Stancanelli

Ricordo la felicità di quando, giovinetto, m'avviavo verso casa con fra le mani un libro che i miei risparmi mi avevano consentito di acquistare. O con un disco. E' la medesima che m'ha preso quando, per il mio compleanno, mi è stato donato questo "La musica sveglia il tempo", un libro (Feltrinelli ed., Milano, 190 pagine) scritto dal pianista e direttore d'orchestra argentino, naturalizzato israeliano, Daniel Barenboim, quattordici anni d'età meno di me, che non sfuggì alla ventura generale, per i grandi musicisti del '900, d'essere in Paris allievo di Nadia Boulanger, prima che in Salzburg di Igor Markevitch. Il titolo è desunto, ci informa l'autore, dal filosofo Settembrini personaggio del romanzo "La montagna incantata", al quale, a proposito della musica suonata da una banda, Thomas Mann fa dire: «La musica ... sveglia il tempo, sveglia noi al più raffinato godimento del tempo».

Sette concerti sinfonici ed uno da camera – In novembre un ulteriore recital fuori calendario

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Accademia Filarmonica di VRFra tre mesi nel teatro Filarmonico di Verona la XXVI edizione del Settembre dell'Accademia

Verona, 23 maggio 2017. - di Sergio Stancanelli

E' confermata in Verona per il prossimo settembre la XXVI edizione dell'annuale "Il settembre dell'Accademia", la prestigiosa rassegna concertistica che al declinare d'ogni stagione estiva ospita nel teatro Filarmonico, oltre ad un recital cameristico, una panoramica d'alcune fra le più importanti orchestre sinfoniche del mondo, guidate da direttori e con l'apporto di solisti di notorietà internazionale.

T. Bedetti, Composizioni per pianoforte

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copertina del disco È un Tactus per le edizioni Rai

Dischi ricevuti

Verona, 9 aprile 2017. - recensione di Sergio Stancanelli

Di Tiziano Bedetti, compositore e pianista rodigino, all'epoca 31enne, ci occupammo su "Gli amici della musica" di Torre del lago in occasione dell'esecuzione di sue musiche in concerto, e poi per l'uscita del compact "Poesia e mitologia".

Dischi in vetrina e Divertiamoci a teatro

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tre copertine dischiVerona, 27 marzo 2017. - cronache di Sergio Stancanelli

Paghiamo con ritardo due debiti per dischi in vetrina e spettacoli da segnalare. Secondo il Dizionario Utet dei musicisti, "Le biografie", volume III, pagine da 518 a 521, i "Canti popolari scozzesi" arrangiati da Joseph Haydn sono 393, e vennero pubblicati in London da Napier nel 1792 e nel 1795, e da Thomson in Edimburg nel 1802 e nel 1803, con varie aggiunte successive.

The blurred shadows in concerto al Mood

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Alex in concerto E' fissata per venerdì 31 marzo, alle ore 20.00, la nuova data di The blurred shadows

Trento, 21 marzo 2017. - Redazione

La prossima tappa della calda primavera live della band trentina si terrà al "Mood Restaurant Cafè Bistrò" di Trento. Dopo l'entrata nel gruppo di Claudio Piffer alla batteria, il repertorio proposto da The blurred shadows, pur mantenendo calde sonorità acustiche, propone, nella seconda parte dell'evento, alcuni graffianti pezzi rock di Neil Young, l'inossidabile e instancabile artista canadese.

Il musical “West side story” presentato da Giorgio Rampone

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Il programma di sala e stralcioVeri e propri volumi in grande formato e di ben 190 pagine, i programmi di sala del teatro Regio di Torino – Carta patinata di pregio, 23 rare illustrazioni in nero d'epoca, e 13 fotografie a colori di cui 4 su doppia pagina – La pubblicazione include l'intero libretto dell'opera

Verona, 10 marzo 2017. - di Sergio Stancanelli

 

Questa cronaca compare con ritardo perché le italiche poste hanno impiegato poco meno di un mese per recapitare da Torino a Verona due esemplari del programma di sala, uno dei quali destinato all'amica Dina Verdi, che del compositore Antonio Veretti è nipote.

Un ricordo di Piero Buscaroli (1930-2016)

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Piero BuscaroliTrento, 15 febbraio 2017. - di Stefano Chemelli*

Lo conoscemmo il 25 giugno 2010, all'indomani di una riuscita presentazione a Padova del suo Dalla parte dei vinti, appena edito da Mondadori. Arrivammo a casa sua senza avviso, ma ci ricevette alle 11 senza opporre alcuna resistenza. Anzi scusandosi se oltre al "rancio Buscaroli" nulla più ci si poteva aspettare per il pranzo di lì a un paio d'ore.

Una intervista inedita al maestro Almerindo d’Amato

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Almerindo DAmatoIl pianista eseguì nel teatro Filarmonico il Concerto in la min. di Ottorino Respighi. Scritturato a Verona dalla fondazione Arena, si tentò di convincerlo a non suonare

Verona, 14 gennaio 2017. - di Sergio Stancanelli

Al termine della replica domenicale del IX concerto sinfonico della Stagione di primavera nel teatro Filarmonico concesso in uso dalla Accademia filarmonica di Verona alla fondazione Arena, il pianista Almerindo d'Amato, subissato d'applausi ed entusiastici consensi per la sua interpretazione solistica del "Concerto in la minore" di Ottorino Respighi composto nel 1902 ed eseguito in prima a Bologna l'8 giugno1902, pianista il dedicatario Filippo Ivaldi, e mai più dopo d'allora salvo la riproposta fatta dal maestro d'Amato nella Recital hall di Washington DC l'1 agosto 2009 prima che - esattamente centonove anni dopo, - nel giugno 2011 in Italia a Verona, chiesto silenzio si è rivolto al pubblico che gremiva platea, palchi e gallerie, per ringraziare l'Orchestra della collaborazione offertagli «nonostante i limitati tempo delle prove» resi disponibili dalla Direzione del Teatro per la preparazione del concerto.

Con riferimento all' insolita dichiarazione da lui rivolta pubblicamente agli spettatori al termine della sua esibizione, il cronista si è intrattenuto a cena e dopo cena con il pianista, dal quale ha ricavato un'intervista contenente testimonianze ai limiti dell'incredibile, che, opportunamente riveduta e messa a punto in ogni dettaglio dallo stesso intervistato, già non pubblicata dalla testata periodica cui il cronista collaborava in quei giorni (forse per evitarsi il ritiro dell'accredito... ), ripropone ora a "Trentino libero". Sembrò corretto al cronista, prima che la pubblicazione avesse luogo, metterne al corrente i responsabili della Fondazione inviando loro il testo dell'articolo, onde una loro risposta potesse far sèguito all'intervista sulla medesima testata, ovvero potesse essere concordata nel corso di un incontro diretto al quale testimone e cronista venissero invitati: ma nessuna risposta gli pervenne.

Intervistatore – Maestro, nel corso della nostra chiacchierata privata, Lei mi disse che arrivò a Verona con un giorno di anticipo, a proprî onere ed iniziativa, rispetto agli originari impegni con il teatro, per dare al direttore ed a se stesso il tempo di affiatarsi al meglio sulle linee dinamiche ed interpretative del "Concerto" di Ottorino Respighi, una partitura da più di cento anni fuori repertorio, e di ampliare quanto possibile i tempi delle prove con l'orchestra, certamente necessari per un 'opera del tutto incognita agli strumentisti. Tuttavia, dichiaratosi il Direttore indisponibile «per un ascesso al dente» - l'indomani fortunosamente sparito - , e non essendo stata prevista la presenza di un sostituto, nei giorni successivi Lei e l'Orchestra poteste provare solo per un paio d'ore in tutto. Fu volendo alludere a queste circostanze che, terminata l'esecuzione del "Concerto", Lei chiese un momento di sosta agli applausi per rivolgere la parola agli spettatori e fare presente che l'esibizione cui avevano assistito era il risultato di prove troppo limitate?

MaestroLaddove per la musica di gruppi e complessi da camera si pretendono giustamente lunghi periodi di prove e studî di affiatamento al fine delle necessarie intese dinamico/interpretative fra gli interpreti, a maggior ragione essi sono indispensabili quando a doversi affiatare sono decine di strumentisti, fra loro e con il solista. Qui invece sembra sia invalso riservare alle prove tempi minimi, per una mera giustapposizione precostituita al massimo risparmio di còmpiti separati fra solista ed orchestra. Ciò limita la corretta e spontanea interazione musicale, che è base vitale di ogni realizzazione artistica. Questo stato di fatto diviene autentico malcostume e sospinge verso le comode scelte di routine nelle programmazioni del repertorio, oltre a favorire, in relazione a nuove e più impegnative acquisizioni, una condizione di svogliatezza fra i professori d'orchestra, indotti così a considerare più gli aspetti meramente lavorativi che non quelli artistici della professione.

La oggettiva cronistoria della mia esperienza veronese registra poi: - la vanificazione del mio arrivo il martedì, determinata dall'indisponibilità senza preavviso del direttore dell'orchestra Andrea Battistoni, dichiaratosi sofferente per un improvviso ascesso a un dente, l'indomani completamente sparito; - l'assenza di un sostituto; - la omissione, ad inizio prove, di una adeguata e corretta presentazione del solista agli orchestrali da parte del direttore; - l'accostarmisi, appena dopo la prima lettura del brano, di un violoncellista, il quale, prima mi complimenta dichiarando che il mio suono è pulito e preciso, e subito dopo, per una strana azione di scoraggiamento, argomenta negativamente sulla musica del Respighi, già «mollato dallo stesso Regime fascista», larvatamente suggerendomi, non certo per propria libera iniziativa, di rinunciare a suonarlo; - il dimezzamento l'indomani mercoledì delle prove per il solo "Concerto" respighiano, due in tutto in luogo delle quattro previste in contratto dalle ore 15 alle 16 con il direttore e dalle 16 alle 19 con l'orchestra, a favore dell'inserimento di altri brani già previsti nel turno di prove del mattino, cancellato con la giustificazione priva di significato di «esigenze tecniche»; - il contenimento in solo mezz'ora, dalle 12.15 alle 12.45, della prova del giovedì mattina, che il Direttore il giorno precedente mi aveva assicurato per non meno di un'ora e mezza, dalle 11.30 alle 13.00; - l'annullamento di una ulteriore prova di almeno un'ora che il direttore di produzione e il direttore d'orchestra, a sèguito delle mie rimostranze il pomeriggio del giovedì, mi avevano formalmente assicurato per la mattina del venerdì dopo la prova generale. Viceversa, assolta questa, il direttore d'orchestra impegnava tutto il tempo residuo non per il "Concerto" del Respighi come previsto, bensì per reiterati ripassi di quello di Nino Rota, accettati quest'ultimi senza obiezioni sindacali di sorta dall'orchestra in buon sodalizio amichevole con il direttore.
A sèguito del forte disappunto da me espressogli dopo che erano terminate le prove degli altri pezzi in programma a fine mattina del venerdì - giorno in cui la sera vi sarebbe stata la première - , «Ora il pomeriggio sarà tutto per Lei», mi dichiarava il direttore Battistoni. Dopo di che, da non credere, mi lasciava ad attenderlo tutto il pomeriggio senza farsi vedere, senza mandarmi per telefono o per messaggero un cenno, senza degnarsi di rispondere alle mie innumerevoli chiamate al cellulare. Soltanto la sera, mezz'ora prima dell'inizio del concerto, dopo avermi accennato a un suo impedimento per un ... ritorno di sensibilizzazione dolorosa al dente – che evidentemente gli aveva anche impedito di rispondere al telefono o di mandarmi un messaggio di giustificazione – , si degnava di ascoltarmi per consentirmi di fornirgli - partitura alla mano - qualche ultima raccomandazione atta a rendere meno incerto l'a-plombe fra pianoforte e orchestra, nonché per l'intesa nelle entrate in battute con ritmi diversi o non ancora chiariti.
Ma non è ancora tutto. Dopo la prima del sabato sera, l'indomani domenica 13, prima della replica pomeridiana, ancora una volta il maestro Battistoni mancava ad un appuntamento preso con me per le 15,30 allo stesso fine di memorandum dei principali punti di attenzione esecutiva, e si presentava soltanto al momento di dover salire sul podio.

Intervistatore – Nel corso della nostra chiacchierata durante la cena, Lei accennò anche ad un tentativo, diciamo così, ufficiale, di indurla a rinunciare a suonare. Di questa pratica già avevo sentito vociferare, e recentemente un violinista mi aveva dichiarato chiaro e tondo che, dopo la prima prova, qualcuno l'aveva avvicinato proponendogli un compenso più alto di quello pattuito se avesse rinunciato a tenere il concerto dichiarandosi con qualche pretesto impossibilitato. Egli si era rifiutato, però da quel momento nessuno l'aveva più degnato. Un po' come è successo a Lei, maestro d'Amato, che se non fosse stato a cena con me e con la mia amica Ελευθερία avrebbe cenato a un tavolo di ristorante da solo. Come se neanche esistesse, il violinista era stato ignorato. Dopo una sola prova, aveva regolarmente sostenuto la sua parte solistica, suonando con l'orchestra quasi senza avere mai provato. E' ovvio che in queste condizioni il giudizio del critico musicale ignaro di questi retroscena non può risultare benevolo.

MaestroE' purtroppo vero. Considerando tutto quanto descrittole, sembra deducibile che il violoncellista ad inizio prove abbia assolto in avanscoperta un primo sondaggio affidatogli al fine della mia rinuncia. L'operazione è stata poi guidata dal vicedirettore artistico maestro Sobrino, e veniva seguita con certo evidente disagio dal direttore artistico maestro Fanni. Quest'ultimo, il quale la sera prima mi era parso preoccupato che io protestassi il concerto per la mancanza di prove, mi aveva anzi assicurato dopo avere presenziato alla generale: «Non ti preoccupare, andrà tutto bene, riposa tranquillo nel pomeriggio». Invece proprio in quel sabato pomeriggio, a sole quattro ore dal concerto serale, il maestro Sobrino, che non si era mai fatto minimamente vivo con me nei giorni precedenti, né per un saluto di cortesia né per una informativa realmente responsabile ed attenta allo stato dell'intesa pianista/direttore/orchestra, mi chiamava e poi veniva in albergo dove alla presenza del maestro Fanni e di una terza persona, improvvisamente si faceva «scrupolo per senso di responsabilità» (!) dei rischi a cui avrebbe potuto andare incontro il Teatro per possibili incertezze esecutive, ovvero mancanza d'intesa o di a-plombe con l'orchestra, incertezze le quali avrebbero potuto ... «pregiudicare la mia stessa immagine, quale artista solista il più esposto nel brano». Alla inattesa proposta rozza e sconcertante che io rinunciassi alla prestazione, con dichiarazione non veritiera di mia indisposizione (ascesso a un dente??) in cambio della promessa – ormai non più credibile – che il mio concerto sarebbe stato riproposto nella Stagione successiva, risposi indignato negativamente. Dichiarai quindi che, al limite, io, certamente non indisposto, avrei potuto accettare, per indisponibilità dell'orchestra, di sostituire al "Concerto" con orchestra quattro "Pezzi" per pianoforte solo già pronti in repertorio, di cui due dello stesso Respighi e due di altri autori italiani, purché fosse stata resa nota la vera ragione del cambiamento di programma, dovuto alla riduzione delle prove, e venisse ufficializzata e pubblicizzata la data precisa della ripresentazione del "Concerto" di Ottorino Respighi, con previsto e rispettato adeguato calendario di prove. La mia pretesa non veniva neppure presa in considerazione, con la motivazione che «avrebbe esposto la efficienza di gestione organizzativa del Teatro a pesanti critiche nell'ambiente veronese». Si voleva in pratica coprire il tutto mettendolo a mio carico, con impudente strumentalizzazione di comodo e danno inevitabile alla mia immagine. Dopo lunga discussione, i miei antagonisti, di fronte alla mia fermezza, rinunciavano alla stolida operazione. Con quella premessa nell'animo, io, in luogo dei riposo pomeridiano, andavo in palcoscenico dove su un pianoforte non accordato, come confermatomi dall'addetto all'archivio del teatro, provavo per mio conto, non senza affrontare anche una situazione - già lamentata, mi è stato detto, da altri solisti – di squilibrio acustico fra percussioni e strumenti acuti assorbiti da tendaggi distesi in alto troppo distanti rispetto al pianoforte , e riflesso invece in avanti in basso sul proscenio.

Avevo ben donde quindi, alla fine del "Concerto", di ringraziare comunque anche l'Orchestra per la collaborazione offertami: non senza intimamente congratularmi con me stesso per avere affrontato e superato le difficili e assurde condizioni che mi si erano fatte incontrare nelle due prestazioni. Considerazione logica: se a tre ore dal concerto di venerdì, dopo lunga e tesa discussione, si insisteva per ottenere una mia rinuncia, e però si scartava anche la mia controproposta di eventuale sostituzione del programma con Pezzi per pianoforte solo, evidentemente si doveva avere già ben in animo una segreta alternativa: un giovane da lanciare come solista salvatore della patria accanto al pur giovane direttore, con un brano già affiatato con l'orchestra, oppure, e questa è per me l'ipotesi quasi certa, l'inserimento nel programma di un ulteriore brano per sola orchestra al fine di completare il plenum ad onore del giovane direttore veronese, sul quale non emetto giudizi ma che è certo qualcuno vuol fare emergere.

Intervistatore – Devo ammettere che quel che Lei mi racconta ha dell'incredibile. I tentativi in passato già attuati per lanciare un direttore di scarso pregio ma di spalle poderose, come cronista degli spettacoli areniani mi sono evidenti, e ne ho testimoniato nelle mie recensioni. Stipulare un contratto con un pianista di notorietà internazionale, oltre tutto scelto tutt'altro che fra le giovani leve, pubblicizzare ai quattro venti la sua presenza e la messa in programma di una partitura che nessun vivente ha mai ascoltato dal vivo, per richiamare il massimo possibile di pubblico, e poi fare in modo che il concertista rinunci a suonare! sembra una trama di Dario Fo. Certo la strana storia non è nuova. Ma il concertista che mi raccontò qualcosa del genere prima di Lei, si rifiutò a un'intervista. Qui lo dico, e qui nego di averlo detto, mi disse: non posso provarlo. Quindi devo ammettere che è solo una mia invenzione, sennò rischio una querela e magari anche una condanna.

Il 2017 rock “The blurred shadows”

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Alex concerto gennaio 17I Concerti di gennaio

Trento, 9 gennaio 2017. - Redazione

Con l'arrivo dell'anno nuovo riprendono anche gli eventi dal vivo di The blurred shadows. Una piccola novità della band, è l'aver abbracciato anche sonorità elettriche, non dimenticando, comunque, le ballate acustiche a cui i sei musicisti sono sempre stati legati.

Sabato 14 gennaio potremo ascoltare Alex Boller & Co. al Circolo Don Quijote di Trento, locale in attività solo da qualche mese, ma che già da subito ha segnato un importante punto di riferimento per gli amanti della musica live di qualità.

L'evento si snoderà in due fasi diverse. Il concerto di The blurred shadows aprirà la serata alle ore 21 e, a seguire, Fabio De Santi (dj Fabio) intratterrà il pubblico fino a tarda ora con il suo "Special selection classic rock style", un viaggio nella storia del rock.

Ai piedi delle Dolomiti il secondo appuntamento del mese.

Sabato 21 gennaio toccherà alla Pizzeria Vecchia Fornace di San Martino di Castrozza, offrire il benvenuto (e l'ampio palco) al gruppo trentino.

Il vasto e splendido ambiente, in una delle più rinomate località montane della provincia, sarà la location ideale per le tre ore di concerto in programma.

Da Neil Young a JJ Cale, dalle ballate al rock, lo spettacolo è assicurato.

Riassumendo:

Sabato 14 gennaio, ore 21 – Circolo Don Quijote - vicolo dell'Adige, 31 – Trento

Sabato 21 gennaio, ore 21 – Pizzeria La vecchia fornace – via sen. Angelo Mott, 9 – San Martino di Castrozza (Tn)

Concerto di capodanno con la Marcia Radetzky

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Manifesto concerto capodannoNel teatro Filarmonico di Verona si festeggiano le vittorie austriache di Custoza e Novara

Verona, 7 gennaio 2017. - di Sergio Stancanelli

Accadde che, giunti che si fu all'ultimo brano in programma, qualcuno fra il pubblico in platea si alzasse in piedi e si mettesse a strepitare. Il fatto è che il brano era la "Radetzky Marsch", composta da Johann Strauss sr. in onore del maresciallo che a capo delle truppe austriache aveva sconfitto gli italiani a Custoza e a Novara. Che la suonino gli austriaci nel concerto di capodanno di Vienna, tuonava la voce, è più che logico, ma che la suoniamo noi italiani in casa nostra, è masochistico. No, rispondeva un'altra voce proveniente dal lato opposto della platea, è solo frutto di imbecillità.

Canzoni e versi del tempo che fu

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locandina spettacolo CANZONI E VERSILa compagnia Gino Franzi nel centro comunale D'Azeglio di Verona

Buon successo d'uno spettacolo composito che avrebbe meritato maggiore pubblicizzazione – Raffinata e generosa merenda sufficiente per il doppio degli spettatori presenti

Verona, 4 dicembre 2016. - di Sergio Stancanelli

Il Comune di Verona, sezione Decentramento, ha organizzato per venerdì 2 dicembre con inizio alle ore 15.30 nel centro d'incontri Massimo D'Azeglio in circonvallazione Maroncelli 8b, lo spettacolo di varietà "Canzoni e versi del tempo che fu" tenuto dalla compagnia Gino Franzi ed affidato alle cure dell'amica Silvana, la quale ha poi intrattenuto il pubblico intervenuto in una ricca e generosa merenda che ha coronato il pomeriggio con un trattenimento il quale ha consentito lo scambio di impressioni e commenti che hanno testimoniato l'apprezzamento per l'iniziativa e per il programma svolto dai cantanti e dai dicitori della Compagnia, completato dalla presenza di un abile e simpatico prestigiatore che si è esibito nel fare scomparire e ricomparire oggetti, fra cui i tre colori della bandiera nazionale, dapprima separati l'uno dall'altro e poi sorprendentemente ricomposti in un unico drappo.

The (new) blurred shadows: Esordio a “Il Simposio”

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Locandine live Simposio

In azione .... musicale sabato 26 novembre con inizio alle ore 21.00

Trento, 21 novembre 2016. - Redazione

Dopo quasi due mesi di "silenzio obbligato", sabato 26 novembre The blurred shadows si riaffacciano nuovamente sulla scena live cittadina. Location che ospiterà questa sorta di prima, sarà "Il Simposio", locale molto noto agli amanti degli eventi dal vivo e dei buoni sapori.

Coro Piccole Colonne: al via il XIV Concorso Internazionale «Un testo per noi»

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Coro Piccole Colonne con Lorenzo BranchettiRiservato alle scuole primarie d'Italia e del Mondo

Trento, 16 novembre 2016. - Redazione*

Le classi, coordinate dagli insegnanti, sono invitate a realizzare un testo su un argomento a piacere: se sarà selezionato dalla giuria tra i 10 vincitori a pari merito, potrà diventare un brano musicale realizzato da un grande compositore della scena artistica italiana. Il termine per la partecipazione è il 17 febbraio 2017.

Ambrosini per chitarra secondo Mesirca

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copertina del disco Ambrosini-MesircaVentuno pezzi avventurosi dal 1973 al 2013

Dischi ricevuti

Verona, 8 novembre 2016. - recensione di Sergio Stancanelli

Vi sono colori che non si vedono. Sono quelli della musica, e possono vantare più sfumature che non quelli delle arti pittoriche, il cui numero necessariamente ad un certo momento è chiuso, mentre infinite per gradazione, intensità, tono possono essere le varianti anche infinitesimali tratte dalle dita umane – come da un archetto – con lo sfiorare, percuotere o pizzicare le corde d'uno strumento.

Canzoni di Cesare Andrea Bixio ammodernate

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copertina disco CANZONI di C.A.BixioDischi ricevuti

Verona, 23 ottobre 2016. - recensione di Sergio Stancanelli

Non ho annotato e non ricordo da dove e da chi mi sia pervenuto questo disco, Agorà stereo, 1h 16' 30" di durata, registrato – anzi recorded, per amor di Dio – nel gennaio 1999 in villa Medici di Briosco in quel di Milano. Titolato "Songs", contiene diciannove canzoni, non inglesi o nordamericane, bensì di Cesare Andrea Bixio, dunque italiane, italianissime, cantate in lingua italiana, e presentate in lingua italiana – prima che in traduzione britannica – sul voluminoso opuscolo che, accluso al cd, ne riporta i testi, in parte dello stesso compositore, altri di B. Cherubini, E. Neri, M. Cozzoli, P. De Torres e Nisa.

 

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