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Canzoni e versi del tempo che fu

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La compagnia Gino Franzi nel centro comunale D'Azeglio di Verona

Buon successo d'uno spettacolo composito che avrebbe meritato maggiore pubblicizzazione – Raffinata e generosa merenda sufficiente per il doppio degli spettatori presenti

Verona, 4 dicembre 2016. - di Sergio Stancanelli

Il Comune di Verona, sezione Decentramento, ha organizzato per venerdì 2 dicembre con inizio alle ore 15.30 nel centro d'incontri Massimo D'Azeglio in circonvallazione Maroncelli 8b, lo spettacolo di varietà "Canzoni e versi del tempo che fu" tenuto dalla compagnia Gino Franzi ed affidato alle cure dell'amica Silvana, la quale ha poi intrattenuto il pubblico intervenuto in una ricca e generosa merenda che ha coronato il pomeriggio con un trattenimento il quale ha consentito lo scambio di impressioni e commenti che hanno testimoniato l'apprezzamento per l'iniziativa e per il programma svolto dai cantanti e dai dicitori della Compagnia, completato dalla presenza di un abile e simpatico prestigiatore che si è esibito nel fare scomparire e ricomparire oggetti, fra cui i tre colori della bandiera nazionale, dapprima separati l'uno dall'altro e poi sorprendentemente ricomposti in un unico drappo.

Accompagnati alla tastiera da un provetto Matteo Valerio, i cantanti hanno esordito con la famosa canzone "Tango delle capinere", musica di Cesare Andrea Bixio e testo di Bixio Cherubini, interpretata dal Rosa Floridia, cui ha fatto sèguito la non meno nota "Un bacio a mezzanotte" di Poetro Garinei e Sandro Giovannini affidata alla inaspettata voce della giapponese Masae Takahashi. E' stata poi la volta della celeberrima "Parlami d'amore Mariù" di Bixio e Cherubini, offerta da un disinvolto ed elegante Emilio Ricciardo, che ha inviato il pubblico, prevalentemente costituito dalle abituali frequentatrici del Centro che il venerdì vi si ritrovano per giocare a carte, a cantare con lui. Dopo un primo intervento del mago Paolo Piccolboni, è ritornata la signora Rosa con l'appropriata "Come le rose" di Gaetano Lama e Adolfo Genise, mentre la creazione di Totò "Malafemmena" ha goduto della bella voce della cantante nipponica, cui si sono uniti, dapprima in duo ancora la Floridia, e poi in trio ancora il Ricciardi.

Lo spettacolo veniva via via presentato da una slanciata ed elegante Susanna Brunelli, la quale a questo punto si è cimentata a sua volta, in maniera disinvolta e sbarazzina, con la travolgente "Dove sta Zazà" di Giuseppe Ciòffoli e Raffaele Cùtolo, alla cui interpretazione ha anch'ella invitato a prendere parte il pubblico. E' qui giunto il turno d'una prima dizione poetica, affidata alla voce della poetessa Lidia Corbelli e costituita dalla localmente ben nota "Vorrìa cantar Verona" del vate vernacolo Berto Barbarani. Si è ritornati alle canzoni con "Vola colomba" di Carlo Còncina e Bixio Cherubini, che segnò il primo grande successo del neonato festival di Sanremo, arditamente affrontata dalla voce della signora Rosa. Altra incursione nella dizione poetica con "In Arena" di Vinicio Filippi, detta dallo stesso autore. La giapponese Masae ha quindi voluto nobilitare il programma con un'interpretazione sopranile, scegliendo la difficile habanera "E' l'amor uno strano augello" dall'opera "Carmen" di Georges Bizet.

Non da meno è stata la voce maschile del Ricciardo con "La donna è mobile" dal melodramma "Rigoletto" di Giuseppe Verdi. Con un altro intervento del prestidigitatore Piccolboni s'è avviato alla conclusione il programma, che la presentatrice ha precisato ha dovuto essere ridotto per esigenze d'orario, e che ancora la cantante nipponica ha concluso con la sbarazzina "La spagnola" di Vincenzo Di Chiara, cui ancora una volta sono stati invitati a prendere parte gli spettatori, costituiti quasi esclusivamente da un pubblico femminile. All'incontro aveva presenziato l'assessore al Decentramento Antonio Lella, che aveva portato il saluto del Comune.

Va detto che l'organizzazione e l'attuazione di intrattenimenti come quello di cui si è trattato, comportano l'assunzione di impegni di tempo e di costi non indifferenti, i quali meriterebbero una pubblicizzazione sufficiente per conseguire un afflusso di pubblico atto a non lasciare vacante alcuno dei posti a sedere disponibili nella platea. Va notato anche come allo spettacolo non fosse presente alcun giornalista della stampa, delle radio e delle televisioni locali. Lo scrivente, che ne era del tutto ignaro, ne era stato informato, invitato e condotto in sede dall'amica Silvia, la quale per procurare a lui ed a se stessa un programma di sala ha dovuto fotocopiarli dai pochi esistenti. Un comunicato stampa di preannuncio dello spettacolo diffuso agli organi d'informazione locali dovrebbe conseguire un consistente afflusso di spettatori che in modo pienamente soddisfacente giustifichi il duplice impegno dispiegato dal Comune, dalla curatrice del Centro, e dalla Compagnia scritturata. Lo spettacolo ha avuto inizio alle ore 15.50 e si è chiuso alle 17, mentre la successiva merenda si è risolta nel giro di poco più di mezz'ora, quando la chiusura dei locali è prevista per le ore 18. Lo spettacolo avrebbe quindi potuto beneficiare, fra prima e dopo, di altri quarantacinque minuti, anziché dover essere tagliato. Il prossimo appuntamento è per venerdì 13 gennaio.

Canzoni e versi del tempo che fu