Gio07272017

Last update07:09:31

Violenza in tv

  • PDF
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 

Come parlano certi giornalisti Rai – E come annunciano i programmi gli organi d'informazione

Verona, 28 novembre 2016. - di Sergio Stancanelli

Mentre mariti assassinano le mogli, e fidanzati le fidanzate, giovani uccidono coetanei, rapinatori sparano ai rapinati, automobilisti travolgono pedoni, e solo vengono risparmiati malfattori come taluni capi di governo che meriterebbero d'essere defenestrati, da anni le televisioni che trasmettono film sembrano prediligere quelli di violenza. Mi accade spesso, passando da un canale all'altro per l'eventualità di imbattermi in un film che meriti d'esser visto, di non trovare altro che pistole puntate e sparatorie, zuffe e pestaggi, cazzottature e pugilati.

Certo, la funzione di educare non è propria delle emittenti televisive, che hanno fini commerciali, e in Italia non esiste più alcun tipo di censura, com'è vero che, non solo di notte, passando appunto da un canale a un altro, m'accade a volte di assistere a scene scopertamente erotiche quando non sadomasochiste, un programma culturale come Rai3 incluso (notte (28)/29 novembre, ore 3.00/3.30 circa, è in corso un film sadomaso; RaiMovie sera 25 novembre, ore 21.40/22.40, è in corso un film sadomaso). E non tutte le emittenti hanno il buon gusto di mettere in onda documentari sulla vita di quadrupedi, uccelli e pesci o sulle architettura nel mondo, sulle arti o sulle bellezze naturali del nostro pianeta e dell'universo, come fa, almeno durante il giorno, Rai5. Ma, voglio dire, quelle pistole puntate e gli esseri umani che finiscono a terra in laghi di sangue, se alle persone intellettualmente normodotate possono al più dare fastidio, su altri spettatori, specie se giovani o complessati, possono influire svegliando istinti latenti o provocandoli. Così come la profusione di minigonne e microgonne, scollature e topless, palesano intenti esibizionistici che taluni possono scambiare per desideri e offerte (ma che non di rado lo sono).

E già che parliamo di televisione, passiamo ad altri loro aspetti, cominciando dal modo insopportabilmente incontrollato con cui parlano alcuni giornalisti, che non dubitiamo lautamente stipendiati. Tg3 "Linea notte", notte (9)/10 novembre corrente. Conduttore: «E allora, eh, c'è da capire, eh, che presidenza sarà, eeeh, quella di Trump. Eeeh, quelli che hanno votato, eeeh, Trump, operai, eeeh, lavoratori... ». Nico Piro in collegamento da New York: «La manifestazione, eh, d'un gruppo, ah, erano, eeeh, tre o quattro, aaah, mila persone, eeeh, dove appunto, eeeh, si aspettavano i, aaah, i risultati. Però abbiamo visto, eeeh, i due risultati, eeeh ... ». Patricia Thomas, dell'Associated press: «Metà e metà, ah, abbastanza violento, eh, è sempre stato un problema in America, eh, già quattro o cinque Stati, eh, non solo la propria lingua ma, eh, il loro Paese... ». Enrico Bertolino, attore ed esperto di comunicazione: «Io non ho paura di questo , però, eh, quando sei in macchina, eh, vedi accanto a te, eh, quello con la canna, eh, non sai, eh, quello che vedrai... ». Per fortuna degli ascoltatori, c'è anche chi parla in maniera non demenziale: come, nel programma citato, Massimo Teodori, storico ed americanista, ed Eugenio Finardi, cantautore. Non sono giornalisti Rai.

Dal parlare incerto ed esitante, passiamo agli errori e strafalcioni. Settimanale TVSette.

Rai1. "La vita agra", film di Carlo Lizzani (dal romanzo del mio caro amico Luciano Bianciardi, del quale un giorno voglio scrivere), durata 120 minuti (dura 100 minuti). "La baraonda", film di Florestano Vancini, con Edy Angelillo (anche sul Morandini), nei titoli di testa Edi, durata 1h 40' (dura 1h 07'). "Chiochignola", teatro (si titola Chichignola). "Una sera, un libro": Natalia Ginsburg (si chiamava Ginzburg, nata Levi). "E i violini cessarono di suonare", film di Alexander Ramati, 1995 (è del 1991).

Rai2. "Felicità perduta", film di F. M. Ratti, Germania 1938 (è italiano, del 1946, il regista si chiamava Filippo Walter). "Idolo infranto", film di Carol Reed, durata 1h 34', inizio alle h 0.35, programma successivo alle ore 2! "Una bambina da salvare", film di Mel Damski, prima visione (figuriamoci, è del 1989). "Notte italiana", orchestra dei Berliner Philarmoniker (Philharmoniker).

Rai3. Mozart, "Concerto in do magg. K.299" per flauto, arpa e orchestra, al pianoforte R. Gregoratti (!).
"Fuori orario", in programma alle ore 1.35 (inizia all'1.15!). "Vento caldo", film di Delmer Daves, in programma alle ore 20.50, durata 2h 17', programma successivo alle 22.30! (inizia alle 20.35 e dura 1h 40'). Beethoven, "Sinfonia n.1" e "Sinfonia n.6", orchestra Rai di Roma (è l'orchestra Nazionale della Rai). "Complicazioni della notte", film di Sandro Cecca (si chiama "Complicazioni nella notte"). "Rasoi", film di Mario Martone, 1943 (è del 1993).

Rete4. "Il prete", film ("Il prete" è il terzo episodio del film "Contestazione generale" di Luigi Zampa). "Il dottor Mabuse", film di Fritz Lang, durata 195', programma successivo dopo novanta minuti! (dura 213'). Brahms, "Sinfonia n.4", programma successivo dopo 1h 05' (la Sinfonia dura da 44' a 48'). Replica della stessa, programma successivo correttamente dopo 50'.

Italia1. "Over the top", film di Menahem Golan, 1986 (è dell'87).

E per finire, dal settimanale Radiocorriere.

Radio3. Festival Spontini di Jesi. Charles-Simon Catel, "Symphonie et ut" (en ut, do). Luis-Hector Berlioz, '' Symphonie fantastique'' (Louis). E direttamente dall'audizione : il presentatore chiede al direttore Patrizio Esposito quando è stata fondata la banda dell'Aeronautica, e... se ci sono state altre bande musicali militari in Italia. Poi per il programma successivo dice: - Ma di tutto questo ne parleranno gli stessi protagonisti con Stefano Cantucci - . Alla faccia della grammatica italiana.

Violenza in tv
 

IN LIBRERIA

Guida alla gestione di portali Joomla!

A pochi interessa come realizzare un elaboratore di testi come Word, a molti interessa come realizzare un documento in modo professionale e corretto attraverso un determinato applicativo. 

ISBN: 978-1-4710-3450-3