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Tra una rapina e un omicidio, un balbettamento e una sgrammaticatura, sotto una pioggia di titoli in inglese, all'insegna dell'apologia d'un terrorista, una rattristante notizia di cronaca normale e comune: è morto il grande giornalista Piero Ottone

Verona, 17 aprile 2017. - di Sergio Stancanelli

Una volta ascoltavo i segnali orario. Ora che non si sono più, accendo la televisione solo per le notizie del giorno, e spesso non arrivo in tempo, non perché io sia in ritardo, ma perché ai notiziari vien dato inizio in anticipo, qualche minuto prima dell'orario.

E' una procedura conforme al caos generale in cui si muove questa repubblica democratica, che già qualche decennio fa un deputato in piena Camera definì «questo straccio di repubblica», contraddetto da un altro rappresentante del poppolo che gli oppose «questa repubblica, egregio collega, non è uno straccio ma una gloriosa bandiera». Cosa possa aver di glorioso è difficile individuare, una nazione dove milioni di pensionati sono alla fame, milioni di giovani sono senza lavoro, e i fatti di cronaca più rilevanti son costituiti ogni giorno da tre rapine a mano armata, una delle quali con uccisione del rapinato, una o due donne al giorno accoltellate dai loro uomini, un paio di persone falciate sulle strade da automobilisti drogati dai frastuoni del rock spacciato per musica, e dove gli assassini, i rapinatori, i malviventi invece d'essere appesi per la gola vengon messi agli arresti in casa loro, e gli spacciatori di droga sono lasciati in libertà invece d'essere costretti ai lavori forzati.

Dei telegiornali ascolto solo i titoli, ché dei telecronisti e soprattutto delle croniste non sopporto il balbettare, cioè quell'emettere in continuazione degli eeeh, o aaah, tra una frase e l'altra, o all'interno d'ogni frase, per taluni addirittura poco meno che tra una parola e l'altra. Oggi fra i titoli del giorno ho appreso che in età di 83 anni è morto Piero Ottone, uno degli ultimi giornalisti che ho sempre stimato. Si chiamava Pier Leone Mignanego, ed era nato a Genova, come me, quattro anni prima di me.

Per l'esattezza, aveva 92 anni, non 93 come recitava la didascalia scorrevole. Era stato direttore del quotidiano "Il secolo XIX" prima che del più importante giornale d'Italia, il "Corriere della sera". Non ci si conosceva personalmente, ma si erano avuti tra noi scambi di corrispondenza, sufficienti perch'io possa affermare che la stima era ricambiata. Potrei proporre la riproduzione di qualche sua lettera, se non fosse che per mancanza d'una segretaria il mio archivio è in arretrato da anni. L'ultimo suo indirizzo è di Milano, ma sento ch'è mancato in Camogli, una delle cittadine liguri della mia infanzia, dove papà e mamma miei mi conducevano a visitare i loro amici Picasso, dove una volta l'anno ci si recava per la Sagra del pesce, e dove in età più avanzata avevo amici i Puppo.

Dicevo dei balbettamenti. Ecco su Rai News 24 la registrazione d'un Pierfrancesco Pensosi che per la Rassegna stampa legge i titoli sui quotidiani del giorno. «Ecco, abbiamo, eh, su Il giornale, eh, Bankitalia eh, accelera. La riforma, eh, entro, eh, il 2017. Borsa italiana, eh, Consegnato a Midac, eh, il certificato eh, Elite. Passiamo, eh, ad Avvenire, con, eh, Un dramma enorme, eh, un dramma della solitudine, eh, Una catena, eh, di violenze eh, al tramonto della vita.» Complimenti e figli maschi. E dagli speaker, ai titoli in lingua inglese o comunque non in italiano. Ecco i programmi preannunciati in questi giorni. Rai 1: Tim cup; Top; Fast & furious 8; Doctor Foster. Rai 2: Made in sud; Hawaii five-O. Rai 3: Report. Rai 5: I save the date; This is opera; Nick Cave; 20.ooo days in earth; Pinnock e Blackshaw. Rai Movie: The giver; Il mondo di Jonas. Rai Premium: The outsider; I – 5, il killer dell'autostrada. Tv 7, Cron0s. A mai vederli. E per il campionato di grammatica italiana: - Lei con lui non ci parla? - (Gigi Marzullo intervistando Dominique Sanda in Ferrara). Pr0ve di "Tosca" dal teatro Basso di Ascoli: – Guida te – (il regista Stefano Piacenti). Alessandro Cecchi Paone in "Titanic notte di mistero": - Questo me lo devi dire te - . Prove di "Premiata pasticceria Bellavista": - Se non lo dico io, non lo dire manco te, cocaina - . Gianluca Terranova attore in "Milleunteatro": - ... mentre la Garbo vuole ricambiare il favore fattogli dal grande attore... - ("Hollywood ritratto di un divo"). - Con questo spettacolo dimagrirò moltissimo. Anche te però, anche te - (Gino Landi in prove di "Can can" di Cole Porter). - Prima della prima trasmette ora il concerto Messa di requiem di Giuseppe Verdi - (bionda svampita su Rai 1). – Concerto per la festa della repubblica diretto dal maestro Le... dal già... Luigi Gelmetti... con musiche di Gioachino Rossini e Ludwig van Beethoven... (scema patentata sempre su Rai 1. Poi si guarda attorno smarrita). Alla buon'ora.

In una lingua italiana perfetta, invece, gli ascoltatori e tutto il mondo vengono informati che mille agenti sono impegnati nel dare la caccia a un terrorista. Passano i giorni e le informazioni confermano: il terrorista ha i giorni contati. Mi domando se si può essere più imbecilli di così. Sai le risate che si sta facendo il terrorista! Qualche cantautore lo celebrerà in una canzone priva di melodia e senza armonia, che gli farà fare soldi a palate. Il fuggiasco di per sé non l'avrebbe meritato, ma il fatto che mille siano gli agenti mobilitati per acciuffarlo lo giustifica. Con tutto il rispetto, mi ricorda, con i dovuti distinguo, il discorso del bagnasciuga. Od anche la vignetta "Le ultime parole famose" del giornale umoristico "Il travaso delle idee". Solo che qui c'è poco da ridere.

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