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Rai precisa e puntuale solo nell’incassare un canone che non le compete

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Ma che un governo compiacente le ha destinato

Verona, 6 novembre 2017. - di Sergio Stancanelli

Dal fatto qui denunciato è trascorso molto tempo, ma il recente obbligo renziano - con legge che lo scrivente ritiene incostituzionale, - di versare un canone alla Rai se su apposito modulo prestampato non si dichiari di non possedere un televisore, lo rende d'attualità. Era una notte fra il 7 e l'8 febbraio quando su Raitre, alle ore 1.30, anziché il programma previsto "Il barbiere di Siviglia" da Pesaro (l'edizione già portata anche a Verona) per la rassegna "Prima della prima", andò in onda per "Rai educational" (chissà perché dobbiamo compiacerci di dare titoli in inglese a produzioni italiane) il documentario scientifico "La stella Nova".

Il programma, o meglio il fuori-programma, della durata di venticinque minuti, si rivelò interessantissimo sul piano culturale, ma non era che la 1ª puntata d'una serie "Eredi di Galileo", e nei giorni seguenti consultammo con attenzione sul "Radiocorriere" i programmi di Raitre per catturarne la 2ª puntata. Ma non ne trovammo traccia. Sino alla notte fra il 21 e il 22 dello stesso mese, quando ecco finalmente annunciato, per le ore 0.45, il programma atteso. All'ora prevista su Raitre c'è tutt'altro (mandare in onda i programmi all'ora stabilita sarebbe banale), ma poi all'1.10, con venticinque minuti di ritardo, ecco "Eredi di Galileo". E le didascalie ci informano che si tratta della 3ª puntata. Complimenti alla direzione dell'emittente, anche da parte degli autori della trasmissione, i quali con l'impiego di spese presumibilmente non irrilevanti e di faticose ricerche costate un tempo che non era nelle loro intenzioni buttar via, costruiscono un programma di grande valore e di vasto interesse, che poi nessuno che vi sia interessato riesce a vedere.

Rimaniamo su Raitre per passare al rispetto della grammatica con la trasmissione "Cose dell'altro Geo", puntata del 31.1.'06, h17. Un frate seduto a un tavolo con altra gente: - Adesso te vai lì...

Piero Gelli, per "La musica di Raitre", 8.12.'05, presenta la ouverture da "La sposa venduta" di Smetana (che legge con l'accento sulla -e- ) e cita Dvořák (che legge come scritto e con l'accento sulla -o- ).

Ancora il Gelli, per "La musica di Raitre", notte (9)10.2.'06, presenta l'"Adagio" per archi di Samuel Barber «che nasce dal "Quartetto n.1" che lui scrisse a Roma nel 1936». Barber scrisse un solo Quartetto (c'è una "Serenata" per quartetto d'archi ma è precedente). Il "Radiocorriere" fa la sua parte annunciando che il concerto di cui si tratta viene eseguito dall'Orchestra e dal Coro di santa Cecilia: con l'"Adagio" del Barber sono in programma il "Ripensamento" di Giorgio Battistelli e il "Bolero" di Maurice Ravel, tutte queste partiture sono per orchestra e non prevedono alcun coro.

"La musica di Raitre". Dal Parco della musica in Roma Wayne Marshall dirige musiche di George Gershwin, fra cui (didascalia) «"Symphonic picture from Porgy and Bess" by R. R. Bennet». Il trascrittore per orchestra sinfonica dell'opera di Gershwin si chiamava Robert Russell Bennett.

"Prima della prima", "Il turco in Italia", parla Corrado Rovaris, direttore d'orchestra. Secondo la didascalia si tratta di Antonio Calenda, regista.

"Domenica in chiesa". – Ci parlerò e lo convincerò - . – Allora è un bugiardo, ci parlo io - . – Io ci ho parlato, e chiaro anche... - .

"Peste e corna": Roberto Gervaso narra i delitti della famosa Erzsébet Báthory, la nobildonna del '500 la quale – dice – per mantenere la pelle giovane faceva il bagno nel latte. Lo faceva nel sangue delle donne che uccideva. Si ritiene che ne abbia uccise più di seicentocinquanta, ma i giudici raccolsero le prove per circa trecento e la condannarono per un centinaio.

"Genius" 14.12.'05. M. Bongiorno legge la domanda: – Chi vede la pagliuzza nell'occhio altrui, che cosa non vede nel proprio? - , e aggiunge: - Questo è un proverbio – (!). E dopo che nessuno ha saputo dare la risposta (che è «la trave»), ribadisce: - Ma questo è un proverbio - .

"Genius" 25.1.06. - In che secolo Trieste fu annessa all'Italia? - . – Nel XX –. - Esatto, nel 1915 - . L'Austria dichiarò Trieste territorio nemico nel 1915, ma la città fu occupata dalle truppe italiane il 3 novembre 1918 e l'annessione conseguì alla nostra vittoria nella prima guerra mondiale.

Raiuno, 18.12.'05. Tale Paola Saluzzi, alternativamente aprendo e richiudendo senza posa le braccia,
frammezzo a una pletora di «eh» con cui condisce le parole che pronuncia, ci conduce da piazza Navona al Senato della Repubblica, dove Riccardo Muti dirige il Concerto di Natale scegliendo, per una celebrazione italiana, oltre all'inno nazionale e a una ouverture di Verdi, musiche tutte dell'austriaco Franz Schubert. La presentatrice, dopo essersi tolti i guanti rossi e non cessando un istante dall' agitare le mani, ci informa che, eh, l'esecuzione dell'Inno nazionale è, eh, piena di passione, e, eh, che grande emozione si prova per, eh, la Sinfonia in si minore, eh, di Schubert, e che, eh, il maestro Muti, eh, ha la grinta (come tutti sanno, ormai da anni una grinta non si nega a nessuno), e che fu lui a cercare i particolari nello spartito della Sinfonia di Mahler (li cercò nella partitura, non nello spartito), e che lei vede tanta emozione negli applausi del Presidente e delle altre personalità, e (per concludere la lezione) che l'orchestra Luigi Cherubini ha eseguito bene.

Raiuno, Fabrizio Frizzi presenta dalla piazza del Quirinale in Roma il Concerto di fine anno, che secondo le didascalie include musiche di Wolfang A. Mozart. – Ed ora il Coro lirico marchigiano e l'Orchestra filarmonica marchigiana, nell'Intermezzo da "Cavalleria rusticana" di Mascagni - . Come anche gli analfabeti di musica non riescono ad ignorare, questo celeberrimo Intermezzo è per sola orchestra senza alcun coro.

Raiuno, 15.1.'06, "Gente di mare". – Non è riuscito neanche a parlarci : a questo punto lei è l'unico ad avere parlato col signor Greco - . – Matteo, guarda che con tuo padre se vuoi ci parlo io - .

"Striscia la notizia" 8.12.'05. Didascalia: «Che caratteristiche c'hanno questi qua?»

"Striscia" 16.1.'06. – L'hai tirato giù te – (Ezio Greggio a Emilio Fede ). – Presentalo te – (id. id.). Didascalia: «Chiunque dica che io non c'ho mai scritto, non c'ho mai telefonato, lo prendo a ceffoni».

Rete 4, programma "Sai x ché " condotto da Barbara Gubellini e Umberto Pelizzari, 4.1.'06. «Marco Polo fu il navigatore per eccellenza», mentre «il freddo nei casi più acuti può condurre alla morte».

Rete 4, "Pianeta mare", 10.1.'06. Tessa Gelisio: - La straordinaria macchina le cui caratteristiche ve le sveleremo tra pochissimo.

Rete 4, "Solaris, Il mondo a 360 gradi", 7.2.'06, Tessa Gelisio: - Gli egiziani, pensa te.

Tg 4, 14.2.'06, Paolo Brinis in diretta: - Come dicevi te...

Tg TeleNuovo notte (15)16.2.'06. Speaker: - Del problema dell'alcol ne abbiamo parlato con il dottor Brunetto...

Canale 5, 30.1.2000, rubrica "Verissimo". Loredana Lecciso: - Purtroppo io non ci parlo da qualche anno [con mio marito].

"Maledetto Stanislavsky" della serie "Il mammo", Enzo Iacchetti: - Pensaci te - . – Ma vai anche te – .

Dalla televisione al cinema. "La ragazza di Parigi" di Leigh Jason, 1936: - Io non so solo cambiare le gomme - . Ma ha cambiato la ruota dell'automobile, non la gomma.

"Anna Karenina" di Julien Duvivier, 1948. – Oggi è il 21 settembre, autunno - . L'autunno ha inizio il giorno 23.

"La tua bocca brucia" di Roy Ward Baker, 1952: - Di questo ne parleremo un'altra volta.

"Dono d'amore" di Jean Negulesco, 1958: - Se ci parlo tutte le notti [con Julie] non può essere morta.

"Ada Dallas" di Daniel Mann, 1961. – Sai che il povero Ronnie ci ha lasciato? - . – Sono spiacente – [che significa Non sono piacente]. – Perciò sbrigatevi ad approfittarne, te e Silvester - .

"Bandolero" di Andrew V. McLaglen, 1968: - Come riuscirai a capire quello che pensa se non ci parli?

"Profumo di donna" di Dino Risi, 1974. – Bevi anche te – . – Se lo dici te – . – Vuoi fare un bagno anche te? – . – Ma per chi mi hai preso, te? – .

"La leggenda del re pescatore" di Terry Gilliam, 1991. – Questo tenta di attaccare bottone - . – Allora parlaci - .

"Codice d'onore" di Rob Reiner, 1992: - Tu cosa ne pensi di Kendrick?

"Tutti pazzi per Mary" di Peter Farrelly, 1998. – Sono stato io a mettergli [a Mary] quel pazzo alle calcagna.

"Il pianista" di Roman Polanski, 2002 (Palma d'oro a Cannes). Il protagonista Wladyslaw Szpilman è realmente esistito, ma dal 1935 al 1963 ha suonato regolarmente alla Radio di Varsavia ("Dizionario dei musicisti Utet" 2005), quindi le sue disavventure con la persecuzione nazista antiebraica son tutte balle, così come l'uccisione di cittadini da parte dei tedeschi per capriccio e senza alcun motivo. Con l'occasione, va segnalato che – invero per la seconda volta – Raiuno ha mandato in onda il film interrompendolo prima delle didascalie che sono tutte alla fine. Quindi non si sa chi siano gli autori, regista, soggettista e sceneggiatore, chi siano lo scenografo e il costumista, il compositore e gli esecutori delle musiche, gli attori. Alla faccia della cultura, la Rai è capace solo di pretendere il canone sol che si possegga un televisore, anche se i suoi programmi non interessino.

Dagli schermi alla radio. Radiotre 11.12.'05, h 13.10, "Di tanti palpiti". Valerio Caprara: - Riprendendo questa carrellata sicuramente frettolosa sui rapporti fra opera e cinema, vogliamo ricordar, eeeh, che pochi cineasti si erano dedicati ad abbozzare, eh... - . «Carrellata», termine del linguaggio cinematografico, è l'avvicinamento o l'allontanamento dell'obiettivo dal soggetto che viene filmato: l'operazione condotta dal Caprara è invece una panoramica. Ma il Caprara prosegue: - Per far questo, allora, eh, presenta una carrellata, una vera (!) carrellata di voci celebri, e per far questo, eh, si distacca dalla biografia romanzata e, eh, offre allo spettatore una sorta di . . . . . . . (termine inglese che non capisco) di, eeeh, dei grandi compositori italiani.

"I concerti del Quirinale" su Radiotre, Stefano Catucci: - Io vi invito ad accogliere con un bell'applauso gli elementi della World youth orchestra... Accogliamo con un bell'applauso il The bravura trumpet trio... Allora salutiamo con un bell'applauso gli elementi della World youth orchestra ed il The bravura trumpet trio... - . Sollecitazioni ed inviti opportuni dato che il pubblico della Rai ne è avaro! Presentazione: - Il concerto è diviso in, eh, in due parti. Questo è l'ultimo appuntamento prima della pausa, eh, natalizia - . Sul "Radiocorriere" la locandina annuncia "Sound the trumpets" di Henri Purcell (il nome è Henry) e "Ottetto op.20" di Mendelssohn in tre tempi (è in quattro tempi).

Con ciò passiamo alla carta stampata. Film "Interludio" di Douglas Sirk, 1957. Secondo il Radiocorriere è interpretato da June Allison (1994), Judy Allyson (1999), Marianne Koch (2006).

Sempre secondo il "Radiocorriere" (1990), protagonista di "Un maggiolino tutto matto", film di Robert Stevenson del 1969, è «una Volkswagen pensante e parlante». L'autovettura protagonista del film non parla.

"Radiocorriere" 22.10.'93, film "Un papero da un milione di dollari" di Vincent McEveety, 1971. «... un papero dopo essere stato sottoposto ai raggi X depone uova d'oro». D'oro è solo il tuorlo, non le uova. E il papero comincia a deporle dopo avere mangiato quel che una donna aveva preparato per il pranzo del marito. «L'avida consorte non resiste all'attesa per spendere il prezioso malloppo». Non c'è alcun malloppo, la consorte non è avida, e si limita a spendere un solo tuorlo. Per la cronaca, la vicenda – produzione Walt Disney per bambini, – è il rifacimento abusivo d'un film dell'inglese Val Guest del 1950 ("Morandini").

"il Venerdì di Repubblica" 31.8.'01. Canale 5, film "La leggenda del re pescatore", durata dichiarata 2h 17', tempo assegnatogli 1h!

"il Morandini dizionario dei film": «Quasi due ore questo film "Miramax" della durata di 122 minuti ».

"L'ultima crociata", mensile di Rimini, recensione a firma di Gianmarco Dosselli del libro "Bagatelle (sic in copertina e frontespizio, anziché Bagattelle) partigiane" di Giuliano Fiorani. Nel suo testo di commento, il recensore ripetutamente cita il titolo del libro correggendo l'errore, che però resta incredibile come formulato dall'autore.

E per chiudere, il nuovo Prefetto di Verona dell'epoca parla di «problematicità». I problemi hanno fatto carriera. Primo passo fu diventar problematiche. Ora abbiamo la problematicità. Prossima meta?

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