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Trentino: la qualità c’è, la fantasia no!

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Trento, 10 maggio 2017. - di Michael Moser*

Egregio Direttore, si sa, la filiera agroalimentare trentina sforna ogni anno prodotti di qualità che vengono scelti e apprezzati in tutto il mondo. Basti pensare alla frutta prodotta con passione dai nostri agricoltori, al latte e ai prodotti caseari frutto del sudore di centinaia di allevatori, per non parlare delle carni e dei derivati che, ogni giorno, arrivano sulle tavole di tutto il mondo parlando del Trentino e delle sue qualità.

Per dare immediata riconoscibilità alle eccellenze della filiera agroalimentare provinciale garantendone l'origine, la corrispondenza ad elevati standard di qualità sulla base di criteri oggettivi e selettivi, oltre alla totale tranciabilità del prodotto è stato presentato, l'anno scorso, il marchio "Qualità Trentino", attualmente utilizzato da 13 produttori che rispettano i requisiti qualitativi e i relativi disciplinari richiesti dall'Unione Europea.

Se molti hanno riconosciuto il legame con il marchio territoriale Trentino, a pochi è saltata all'occhio un'altra somiglianza, quella con il marchio Qualità Alto Adige/Südtirol nato molti anni prima.

Molti ricorderanno il caso della foto che avrebbe dovuto promuovere il Trentino, salvo poi utilizzare un'immagine chiaramente riferita al Südtirol, che aveva scatenato l'ilarità del mondo del web e anche dell'Azienda di Promozione turistica altoatesina portando con sé critiche e polemiche sull'ente definito dagli stessi quotidiani come il "braccio turistico-promozionale della nostra Provincia".Non è la prima volta che Trentino Marketing, società dal ricco bilancio di decine di milioni di euro all'anno, tentando di pubblicizzare la nostra provincia finisce per fare un favore ai nostri vicini altoatesini.

Quando si verifica poi che i vicini altoatesini dispongono di un sito internet modello che spiega con precisione l'origine, la storia e il significato del marchio ombrello "Alto Adige" e il progetto che vi è dietro, mentre il più scarno sito trentino non può vantare tali contenuti, si fa ancora più forte la sensazione di una scopiazzatura bella e buona.

Insomma, se il marchio serve a valorizzare i nostri prodotti certificandone la genuinità, la salubrità e la provenienza, perché dobbiamo utilizzare un logo scopiazzato che non rende giustizia né ai nostri prodotti né ai nostri produttori?

In secondo luogo, se la somiglianza era voluta, non sarebbe bastato creare un unico marchio Qualità Trentino-Alto Adige, cosa che avrebbe giovato sicuramente a tutta la regione dando un'immagine di unità e che avrebbe sicuramente fatto risparmiare molti soldi?

*Referente di Agire per il Trentino per la Valle di Cembra

Trentino: la qualità c’è, la fantasia no!