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Il ‘nuovo’ movimento dei civici: non sanno né di carne né pesce!

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Trento, 18 maggio 2017. - di Sergio Manuel Binelli e Gian Piero Robbi*

Egregio Direttore, il civismo, vocabolario alla mano, si prefigge come scopo "il raggiungimento di un obiettivo comune legato alla tutela e alla gestione dei beni appartenenti a una stessa comunità".

Una definizione che dubito possa riguardare la proposta di quei sindaci, presidenti e assessori provenienti da ogni parte del mondo politico che hanno deciso di unirsi in non si sa che cosa. Infatti, anche dalla stampa si evince che gli ormai cosiddetti "civici" non sanno né di carne né pesce.

C'è stato chi, infatti, si è premurato a dire che dall'incontro di ieri al Grand Hotel Trento non scaturirà alcun partito; e c'è, poi, chi dice che gli appartenenti potranno scegliere di candidarsi alle provinciali ma con la lista dei "civici" o con altre.

Eppure, la verità è evidente: siamo di fronte a una formazione politica che, proponendosi come alternativa ai partiti tradizionali, in realtà si comporterà come tale (o forse peggio), cercando di acquisire consenso per poi convogliarlo su Ugo Rossi nel 2018, quando ci sarà da rinnovare il PATT e l'UPT.

Ormai, infatti, in molti fanno a gara per mostrarsi quello che non si è, pur di cavalcare il sentimento degli elettori Trentini, sempre più ostili alla politica che ama specchiarsi per poi, però, quando arriverà il momento di contare e soprattutto di fare i conti, togliersi la maschera.

Insomma, un tentativo di cucinare qualcosa di nuovo ma utilizzando sempre lo stesso olio, sperando che chi sta seduto a tavola non riconosca il gusto amaro assaporato e mal digerito in precedenza; ma la puzza verrà riconosciuta, anche perché questi nuovi super men non pensino di ricevere lo stesso consenso che hanno guadagnato alle scorse amministrative: Valduga (Rovereto) avrà l'appoggio dei Verdi alle provinciali? Oss Emer (Pergine Valsugana) avrà il sostegno anche dei personaggi di sinistra della maggioranza che lo sostiene? Gottardi (Tione di Trento) avrà la benedizione del PATT?

Per non parlare poi di altri sindaci (Pinzolo e Mezzolombardo), sostenuti da maggioranze ancor più eterogenee. O forse sembra necessario ricordare che uno schieramento fatto di sole (finte) civiche non può aspirare a gran che?

Nel 2013 alle scorse provinciali, con personaggi illustri e con l'opposizione ridotta allo sfascio, le civiche fecero un po' poco rispetto a quello che ci sarebbe aspettati.

I Trentini non meritano di essere illusi: il 'civismo' o il 'territorialismo' è ben altra cosa dalla solita e vecchia politica centripeta.

Ammiriamo invece quei sindaci (anzi i veri sindaci) che anziché soddisfare la propria sindrome di carrierismo continuano ad amministrare il territorio e a difendere i propri cittadini, subendo sempre più tagli da parte degli enti superiori (Provincia autonoma di Trento compresa) in disprezzo al significato vitale del termine "autonomia locale".

*Agire per il Trentino

Il ‘nuovo’ movimento dei civici: non sanno né di carne né pesce!