Mer07262017

Last update07:09:31

Back Home News Rubriche Lettere dei Lettori A proposito del Gay Pride

A proposito del Gay Pride

  • PDF
Valutazione attuale: / 2
ScarsoOttimo 

Trento, 23 giugno 2017. - Sandro Bordignon*

Egregio Direttore, il 2018 sarà un anno di grande interesse. Si svolgeranno le elezioni provinciali, ci sarà l'adunata degli Alpini e, – sembrerebbe -, avremo il "piacere" di ospitare il Gay Pride nazionale.

Le ricadute di iniziative come la manifestazione dell'orgoglio gay sono fortissime: chi dice che non cambia nulla, sbaglia di grosso. In campo pedagogico, ad esempio, esiste l'idea di formare i bambini e le bambine spiegando che l'omosessualità sia normale.

E queste manifestazioni aiutano proprio a divulgare questa idea di normalità. Il concetto di natura si è ormai perso e sopravvive solo quando si dialoga o si vedono i documentari: animaletti come gatti, criceti, topi, elefanti, il loro comportamento risponde ad una legge di natura, appunto.

Al contrario di quella animale, la natura umana appare invece sempre più manipolabile e svuotata delle finalità che dovrebbero ordinarla. La conseguenza è che, se non esiste un concetto di natura (per l'uomo), non può esistere il concetto di contro-natura. Si badi, però, ciò non vale per la natura che ci circonda, alla quale garantiamo massimo rispetto.

Comprendo che la nostra posizione è difficile da dimostrare, è difficile perché evidente e, come disse Aristotele, "ciò che è evidente non si dimostra". Dimostrare che l'uomo e la donna sono diversi, che la corporeità condiziona il fatto che siamo maschio o femmina e che lo condiziona in tutti i suoi aspetti e nel nostro modo di essere, è ovvio ma non dimostrabile.

Comprendo, infine, che se da vent'anni e più una pseudo-cultura vuole convincerci che uomo e donna siano la stessa cosa, il fatto più ovvio che ne segue è un'idea di omosessualità come comportamento normale. Lo schieramento di sinistra non poteva far mancare il proprio appoggio verso questa iniziativa.

D'altronde, dopo aver perso la battaglia sui diritti dei lavoratori, si danno da fare sui cosiddetti diritti civili: più inutili ma più semplici da sponsorizzare. Una per tutti possiamo citare l'Assessora Ferrari, la quale ha dichiarato di voler partecipare all'evento arcobalenato. Non a caso, la sua attività in questa legislatura si è basata quasi esclusivamente sulla promozione del gender, dunque la sua espressa adesione al Gay Pride non sarebbe altro che una forma di incoronazione per l'alto impegno profuso verso questa ideologia.

Un'incoronazione dopo una legislatura (che finirà nel 2018) pessima in tutti i sensi. Un colpo finale verso i suoi cittadini ancora troppo trentini per sopportare una simile pagliacciata!

*Agire per il Trentino

A proposito del Gay Pride