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Le elezioni indigeste

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Trento, 3 marzo 2018. - di Guerrino Soini*

Caro Direttore, qualche tempo fa mi ero seriamente ripromesso di non andare a votare.Non era semplice menefreghismo o disinteresse per la cosa pubblica, si trattava, e si tratta, di un roboante disgusto, per una legge elettorale insulsa, costruita solo per creare confusione, per l'andazzo che questa ha creato (anche nella mia area politica), per le " strane alleanze", e per le ancor più strane candidature, per la convinzione profonda che il mio voto, alla fine, non servisse a nulla.

Non sono uno che cambia facilmente opinione tuttavia questa volta lo faccio, lo faccio con fatica, turandomi naso bocca ed anche le orecchie: a votare ho deciso di andarci.

Dopo piglierò mezza tonnellata di bicarbonato ma ci andrò.

Darò il voto al mio partito di appartenenza anche se non sono per nulla d'accordo con le alleanze strette ed in parte anche con le priorità espresse in campagna elettorale.

In fin dei conti è davvero l'ultima cosa che ci è rimasta, non per dare una piega diversa alle cose ( sarebbe troppa grazia ) ma almeno per testimoniare il dissenso verso una classe politica ( tutta ) che fa davvero venire il voltastomaco.

* ( quello che una volta ogni tanto cambia idea e, a causa di ciò, rimedierà una sonora indigestione)

Le elezioni indigeste