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Maglietta rossa la trionferà. La nuova resistenza farebbe accapponare la pelle ai veri partigiani

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Trento, 10 luglio 2018. - di Gian Piero Robbi*

Egregio Direttore, c'è solo una parola che mi viene in mente: tristezza. Non voglio entrare nel merito di chi ha indossato la maglietta o meno, perché ognuno è libero di fare quello che vuole della sua vita e soprattutto è libero di indossare qualsiasi maglietta.

Voglio entrare nel merito dell'azione in sé. Indossare una maglietta di colore rosso per "politicizzare" la solidarietà nei confronti dei migranti. Fatemi capire: chi è solidale indossa la maglietta rossa e chi non la mette li vorrebbe morti?

Mi sfugge quindi, come la vicenda della copertina di Rolling Stone, chi sono gli uni e chi sono gli altri. Chi indossa la maglietta rossa sta dalla parte giusta e chi non la indossa sta da quella sbagliata? Io sono solidale nei confronti di chi scappa dalla guerra, di chi viene in Italia e vuole costruirsi un futuro nella legalità. Non sono a favore del business dell'immigrazione che arricchisce pochi a danno di molti. Posso o non posso indossare la maglietta?

C'è un governo che finalmente sta lavorando per il bene del nostro paese e tutto quello che la sinistra sa fare è sterile opposizione basata su valori che fanno parte dell'immaginario collettivo? Ecco cosa non mi è mai piaciuto della sinistra: l'appropriazione di alcune parole come solidarietà, diritti, lavoro.

Io lavoro con i disabili, aiuto le persone in difficoltà e credo fermamente nella solidarietà e nei diritti della persone, eppure non sono di sinistra. Non è la maglietta a fare la persona ma sono idee, i valori e la coerenza.

Maglietta rossa la trionferà. La nuova resistenza farebbe accapponare la pelle ai veri partigiani