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Scampagnata elettorale atto II – Ma i giovani esistono ancora?

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Trento, 23 luglio 2018. - di Roberta Pezzani*

Egregio Direttore, continuiamo questo nostro viaggio tra le iniziative elettorali, che vengono organizzate in vista delle provinciali di ottobre.

Oggi prendiamo in considerazione, con tenerezza, il tentativo dell'assessore provinciale alla coesione territoriale Carlo Daldoss, di parlare di un argomento alquanto delicato, come per esempio, di quanto sia importante incontrare e parlare con i ragazzi per incrementare le politiche giovanili e soprattutto per ascoltare le difficoltà e le proposte dei giovani che vivono la montagna.

Sarebbe facile e populisticamente scorretto citare la solita frase:" Cosa ha fatto l'attuale politica in questi 5 anni per le politiche giovanili?". Forse è più semplice leggere i risultati dei sondaggi effettuati tra i giovani Trentini, molto insoddisfatti sulle iniziative della attuale amministrazione Provinciale. Mi chiedo se qualcuno, si sia preso la briga di interrogarsi, sui perché di questi malumori, mi chiedo perché a nessuno venga voglia di capire il perché, i neo elettori, hanno perso la fiducia in tutti i partiti politici, perché quando interrogati, gli stessi rispondono che prima delle elezioni sono oggetto di promesse sorrisi e strette di mano e poi per 5 anni, sono solo i protagonisti di "chi l'ha visto?".

Signor Carlo, lo sappiamo che la vita di un assessore è piena di impegni politici, che riempiono le ore lavorative e talvolta sacrificano anche il privato, ma questo è un gioco le cui regole le erano note anche prima di accettare l'incarico, e come Lei i suoi colleghi. Proprio qui a casa sua, è risultato il posto più penalizzato, e caratterizzato dal minor ascolto delle esigenze della popolazione di tutta la regione, assenza che Lei assessore vuole far dimenticare, promettendo l'antitesi, ovvero parlando di "partire dal basso", "Ascoltare i bisogni ...", ma perché non farlo prima? 5 anni la cui sensazione è stata di una nebbiosa stasi, dove il contatto tra la stanza dei bottoni e i Trentini, si è affievolito, una situazione che nessuno ha voluto evidenziare, per quel diffuso timore di subire "scherno & disagio" per essersi permesso di remar contrario.

La difficoltà che vive il Trentino nelle politiche giovanili, è ancor più sentita nelle periferie dove la distanza dai servizi, la difficoltà di trovare lavoro, il rendersi autonomi dalla famiglia d'origine e la carenza di luoghi di aggregazione, sono ancor più marcati e di difficile soluzione. Ascoltare i giovani deve essere il principio di una politica partecipativa di aggregazione per far sì che i giovani non se ne vadano a vivere altrove e soprattutto deve essere il principio di una partecipazione attiva ai tavoli delle amministrazioni pubbliche territoriali, per dare voce, spazio e idee a quella parte della popolazione che si sente esclusa dalla vita politica di zona, senza mai dimenticarci il principio per il quale i nostri amministratori, vengono chiamati tramite il voto a fare i nostri interessi collettivi, e non devono mai essere considerati, come "distratti ragionieri" senza cuore.

* Vice coordinatore Val di Sole e Canditato per il movimento Agire per il Trentino

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