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Appello (lettera aperta) ai maggiori responsabili di governo

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Monselice, 18 ottobre 2018. - di Adalberto de' Bartolomeis

Spettabili Onorevoli Luigi Di Maio, Onorevole Matteo Salvini, Onorevole Elisabetta Trenta e Signor Presidente del Consiglio dei Ministri professore Luigi Conte, virtualmente, per mezzo di questo giornale "on-line" chi prova a spiegarvi come si sono strutturati i contributi previdenziali ed assistenziali, resi allo Stato è un Colonnello nella posizione "riserva", promosso giuridicamente a titolo onorifico, che è appartenuto al ruolo di amministratore dell'Esercito, divenuto, poi, per unificazione dei ruoli logistici di uno specifico settore, di commissariato e congedatosi l'anno scorso.

La platea civile forse non comprende alcuni dati molto importanti per la riforma della manovra finanziaria che potrebbe penalizzare le pensioni dei militari, ufficiali delle quattro forze armate, che hanno raggiunto un certo grado, ovvero, in servizio, da colonnello a generale di corpo d'armata e gradi equipollenti per Marina, Areonautica e Carabinieri. In buona sostanza la specificità del comparto Difesa si riferisce alla tipologia del servizio che viene prestato, molto particolare, per il quale, nelle mansioni inserite in diversi contesti come nei reparti operativi dell'Esercito ( Truppe Alpine, Brigata Paracadutisti e comunque unità di mobilità tattiche di assalto, ma anche di deterrenza) e così come per i reparti di volo, d'imbarco e d'incursione, il servizio reso viene supervalutato con coefficienti di contribuzione, mese per mese che vanno oltre al 200%.

Cosa significa? Le contribuzioni rese allo Stato sono maggiorate e nella denuncia dei redditi il montante contributivo è rapportato all'esatto servizio reso. Questo vale sia per gli impieghi all'estero, dovunque, sia che si tratti di teatri operativi o organismi internazionali e sia che si tratti di rappresentanze diplomatiche. L'ufficiale, come anche il sottufficiale o il graduato in servizio permanente, in funzione del proprio grado rivestito ha una scheda fiscale personale che detratta dalle imposte previdenziali, assistenziali, irpef, nonché contributi volontari, somma tutti i periodi di anzianità contributiva, ma se li paga pure, mese per mese, anno per anno e dopo 3 anni, se in reparti di volo, mentre dopo 5 se in reparti territoriali che però vengono chiamati a svolgere obbligatoriamente determinate mansioni particolari, sia in Italia che all'estero.

Pertanto, rapportando alla progressione di carriera lo stipendio conferito nel grado, da colonnello in su e quindi da dirigente i contributi aumentano rispetto a gradi più bassi. Ciò vale per chi resta a disposizione del Ministero della Difesa, andando in quiescenza, ma nella posizione di "ausiliaria" e non in "riserva", posizione di stato, quest'ultima che dipende da un'altra Amministrazione, l'INPS. Chi trovarsi nella prima posizione, in pensione, continua ad essere pagato dal Ministero della Difesa, ma continua, altrettanto, a versare i contributi per 5 anni ( durata dell'ausiliaria perché può essere soggetta a richiamo solo in questo transito).

In definitiva, i contributi che vengono versati allo Stato, maggiorati pure nel corso di una carriera, vanno in media dai 42-43 ai 48 e non sono certamente pochi a fronte di altre categorie di dipendenze pubbliche. Quindi, una pensione che è commisurata ad un assegno oltre i 4.500 euro è determinata da tutto lo storico contributivo che il dipendente ha versato allo Stato nel corso di una carriera intera, sia che abbia deciso di concluderla per anzianità contributiva e sia per chi abbia scelto di terminarla per vecchiaia, con i limiti di età previsti dall'Ordinamento Militare. Concludo: in ragione proprio dei contributi che vengono versati, eppure maggiorati, per impiego particolare, con il trascinamento degli stessi fino al termine del servizio, non può e non deve essere decurtata una pensione, sia che superi i 4.500 euro e sia che non li superi per questa categoria di dipendenza pubblica.

Appello (lettera aperta) ai maggiori responsabili di governo