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«Il ballo del qua qua» al Raduno "Festival" dei Militari a Lourdes: penosa esibizione di Trenta

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Monselice, 22 maggio 2019. - di Adalberto de' Bartolomeis

Caro Direttore, si è tenuto a Lourdes il 61^ Raduno Internazionale dei Militari che, come bella consuetudine di richiamo alla spiritualità alla Fede cattolica, da buoni cristiani, dal 16 al 20 maggio 2019 il tema è stato... "Cerca la Pace e Perseguila".

Sicuramente la motivazione non può che calzare nella connotazione religiosa del luogo, ma soprattutto di richiamo, altresì, alla riflessione composta, silenziosa e vorrei aggiungere, di rispetto in un luogo sacro.

Anche le Istituzioni Militari non sono certamente da meno da altre di tutto il mondo, compresi i pellegrini singoli che si organizzano e si recano, anche in qualsiasi periodo dell'anno, credo, per motivi, sempre legati, spero, ad una profonda vocazione di Fede, ponendosi con richieste di sostegno alla Madonna, presso la fontanina dei miracoli, soprattutto da parte degli infermi.

È un luogo di culto, ripeto, sacro che, a prescindere se abbia avuto nel corso del tempo sollecitazioni di trasformazioni edilizie moderne, tra alberghi, chiese, vari ristori, per un richiamo, mirato anche e purtroppo ad un turismo di massa, per cui per meri fini speculativi, là si dovrebbe andare, penso, con l'accostamento di un animo proteso al mistico e non certamente mondano.

Spiace, purtroppo, apprendere dai vari media, con tanto di filmati "ad hoc" che una rappresentanza dei nostri giovani militari dei vari Corpi delle Forze Armate italiane, accompagnati dal Ministro Elisabetta Trenta, si siano lasciati andare, "per un attimo e forse più" , all'interno della chiesa di Lourdes a balli e canti del tutto inappropriati, compresi trenini a serpentina, a suon di qualche ritmo musicale sfrenato, ballato, "in segno di pace e concordia", dalla stessa signora Trenta, insieme a giovani virgulti cadetti (1).

Che la Misericordia sia scesa su costoro, con tanto di una sorta di giuria e moderatore ad un microfono che scandiva tempi e ritmi, non sta, certo a me, ma anche ai comuni mortali dirlo. Nelle intenzioni penso di sì, ma per l'atteggiamento che hanno voluto esibire penso che l'Ordinariato Militare e la stessa Chiesa, non solo di Roma, ma di altri Ordini, si siano posti qualche perplessità, a tali esibizioni. Non sono bacchettone, però ipotizzerei che sia stato profanato un luogo di culto, con improvvisati balli da varietà, perché hanno semplicemente evocato un'immagine del tutto folcloristica, da sagra di Paese.

Lasciarsi andare ad un intenso e sfrenato balletto da parte del Ministro della Difesa con un cadetto ed udire, appunto, canti da feste di campagna, avendo fatto i cosiddetti trenini, non va affatto bene! Proprio lì, all'interno di una chiesa, così importante, l'avere fatto consentire di portare non certo un comportamento sobrio o sommesso, che le regole di culto lo impongono, sottovalutando, invece che i soli canti dovrebbero essere quelli liturgici, ha, a mio modesto parere, dissacrato ed offeso il Mistero della Fede di Nostro Signore.

Se si è giunti a questo, probabilmente mi aspetto pure che un altro tipo di richiamo, quello laico non ci sarà, purtroppo, ma che almeno lo facesse l' Ordinariato Militare, se non nazionale, almeno quello Internazionale.

Non attendo nemmeno che il Sommo Pontefice si scomponga per redimere un gesto che doveva, almeno, restare fuori dalla Casa del Padre ed in abiti civili, da parte dei giovani militari, ma che tale episodio passi pure come una saetta, scarsamente osservato come notizia a margine d'importanza, non lo accetto. Sarebbe la solita superficialità che non scomporrebbe, ormai e tristemente più nessuno e d'altronde ad essere superficiali è diventata un'attitudine, un po' in tutti i settori della vita quotidiana. Tanto se il messaggio è stato "Cerca la Pace e Perseguila", mi sa che il suo contenuto abbia avuto più una valenza politica, in vista pure delle prossime elezioni, che di un autentico atto di fede.

(1) Video da IlFattoQuotidiano.it

«Il ballo del qua qua» al Raduno
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