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Maffioletti replica alla Presidente dell'Ordine degli assistenti sociali del Trentino Alto Adige

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Trento, 8 novembre 2019. - di Gabriella Maffioletti*

Egregio Direttore, la Presidente dell'Ordine degli Assistenti Sociali del Trentino Alto Adige, dottoressa Angela Rosignoli, scrive, in risposta ad un articolo, apparso sulla stampa , dell'operatività della categoria e di alcune presunte illazioni di un non meglio specificato partito politico.

Tuttavia, la dottoressa Rosignoli, prendendo spunto dall' indagine giudiziaria di Bibbiano, va oltre alla puntualizzazione, enfatizzando le responsabilità della categoria orientate dalla deontologia professionale.

Nella difesa d'ufficio degli iscritti all'Ordine, la Presidente, riprende in maniera distorta la questione dei minori fuori famiglia, dovuta alla violenza familiare, sulla base delle statistiche di "Terre des Hommes" sulle vittime di violenza.

Bene, riconosciuto che spesso i numeri non sono identificativi delle situazioni reali, disponiamo di dati inconfutabili, su cui ciascuno potrà trarre le proprie conclusioni.

Sono i dati del report "Organizzazione servizi ed interventi rivolti ai minori in Provincia di Trento" della Provincia Autonoma di Trento - anno riferimento 2018:

Centro per l'Infanzia: presenza 2018 di 41 bambini di cui solo 8 accolti per violenza domestica/separazione conflittuale e ben 29 per presunta "inadeguatezza genitoriale".

Affido familiare: Interventi 2018 76, di cui 75 disposti dal Tribunale dei Minori: 18 parentali (affidati a parenti entro il 4° grado) e 58 etero-familiare ossia a famiglie terze.

Stupisce l'alto numero di affidi eterofamiliari.

Possibile che i parenti (con i quali i minori spesso hanno relazioni affettive importanti) non siano idonei a farsene carico?

Alla domanda, la Presidente dell'Ordine dovrebbe rispondere.

I servizi sociali, per quanto di nostra conoscenza, non dispongono quasi mai una verifica preventiva presso i parenti prossimi per cercare di inserire, nei casi di temporanee criticità tra i coniugi, i minori nel cerchio della propria famiglia di origine fino al 4° grado, così come il legislatore ha stabilito.

Per quanto riguarda infine le Comunità Residenziali per Minori, 183 sono i minori inseriti in struttura, di cui 37 per violenza domestica/separazione conflittuale (20,2%) e ben 134 (73,2%) per "inadeguatezza genitoriale" laddove per giustificare la "inadeguatezza genitoriale" possiamo trovare "motivazioni" spesso "fantasiose" e "bizzarre" nelle relazioni dei servizi sociali territoriali.

Altro dato significativo è quello di 99 bambini collocati fuori famiglia con l'incremento del 61% rispetto all'anno precedente.

Inoltre, risulta che, a seguito di un atto ispettivo provinciale, la spesa totale finanziata dalla Provincia per l'"assistenza" di 173 bambini sia di quasi 8,5 milioni €.

Se le difficoltà familiari sono di natura economica perché non aiutare finanziariamente le famiglie in difficoltà favorendo la difesa del nucleo familiare da un lato e dall'altro un minor costo per la collettività?

Il istema dei servizi sociali, a cui è stata riconosciuta una sorta di insindabilità, legittimata dal sistema giudiziario (leggasi tribunale dei minori) che gli ha attribuito un potere enorme ratificando acriticamente le loro decisioni, oggi è oggettivamente in difficoltà per evidente crisi di credibilità, come i fatti di cronaca hanno raccontato e raccontano.

Spesso, il sistema dei servizi sociali, nel suo complesso, è inquinato - come abbiamo visto - da veri conflitti di interesse come emergenti e condizionanti i legami tra gli apparati pubblici e le organizzazioni del "privato sociale"

Secondo noi, bene avrebbe fatto la Presidente dell'Ordine, partendo dal forte momento di crisi istituzionale del sistema dei servizi sociali, affermare un diverso approccio allo strumento dell'allontanamento dei minori dalla famiglia di origine, considerare esclusivamente "estrema ratio" e non invece (come in tanti casi da noi raccolti) la sola strada da seguire.

*Delegata regionale di Adiantum
Portavoce del Movimento Giustizia Sociale

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