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Libertà di stampa: alcune riflessioni e considerazioni

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Trento, 19 marzo 2017. – di Umberto Servadei

L'Italia è al 77esimo posto nel Mondo in quanto a "Libertà di stampa". Il Presidente degli Stati Uniti Trump attacca la stampa americana definendola "nemica del popolo Americano". In Turchia i giornalisti incarcerati sono una moltitudine. In Italia, il Ministro Orlando convoca gli "Stati generali al crimine organizzato", nell'ambito dei quali , un "tavolo" sarà dedicato a "Mafia e informazione" per approfondire le lesioni alla libertà dei giornalisti.

Ricordiamo alcuni giornalisti assassinati dalla mafia o dal terrorismo: Carlo Casalegno, Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giuseppe Fava, Mino Pecorelli, Mario Francese, Peppino Impastato, Mauro Rostagno, Giancarlo Siani, Giovanni Spampinato, Walter Tobagi, mentre molti sono i giornalisti ivono sotto scorta per minacce ricevute.
Piattaforme russe informatiche finanziate dal Governo sviluppano campagne di disinformazione divulgando "fake news" per influenzare l'opinione pubblica europea e le elezioni tanto che l'Unione Europea ha creato un gruppo di esperti (East StratCom) per identificare e combattere queste minacce informative.

Il problema dell'informazione è di attualità indubbia non sono per chi la pratica ma anche per i destinatari della stessa.

Ritengo utile una riflessione e una considerazione di carattere generale, non scientifica ma di buon senso.

La riflessioneè sul significato delle parole.

INFORMAZIONE: raccolta, razionalizzazione, diffusione, della conoscenza autentica NON "interpretata", "manipolata", "asservita" ad una idea, ad uno scopo per un vantaggio. Il mezzo con cui viene attuato tale processo è estremamente variabile e ininfluente sui contenuti di verità.

DISINFORMAZIONE: L'esatto contrario.

CONTROINFORMAZIONE: trasferimento di una informazione opposta all'informazione, NON menzognera, ma ideologicamente o contenutisticamente opposta.

La seconda riflessione considera i fattori che determinano lo sviluppo di una delle tre forme di comunicazione descritte, secondo la seguente classificazione.

Modello politico, modello sociale, modello economico, cultura di riferimento, religione. Questi fattori si manifestato singolarmente o in qualunque incrocio possibile e determinano il prevalere della DISINFORMAZIONE o della corretta informazione e consente una maggiore o minore Libertà di stampa.

Anticipando l'approfondimento per ciascuno di tali elementi, che mi riprometto di sviluppare nei prossimi articoli, a titolo d'esempio cito i "Faraoni dell'Antico Egitto".

Erano il vertice politico e religioso. Ppossedevano ogni bene, in cima alla scala sociale, con un popolo analfabeta al 99%, considerati Dio in terra racchiudevano la massima facoltà e possibilità di gestire l'Informazione o la disinformazione ai propri fini SENZA alcuna possibilità di contrinformazione.

Ovvio che il mondo moderno e la "democrazia!!!" debbono meglio occultare o gestire lo strumento informazione attraverso tecniche opportune e sottili (talvolta non tanto sottili!) metodologie per convincere e trasferire disinformazione utile ai propri fini politici, economici o genericamente di potere.

Sviluppando i vari modelli politici, sociali i vari sistemi economici, l'effetto della cultura o della non cultura di riferimento e il ruolo della religione, potremo riflettere" e "considerare" il nostro status, ricordandoci sempre che siamo al 77esimo posto nel mondo in termini di libertà di stampa. Temo sorprese non piacevoli sorgeranno dall'esame più approfondito e forte sarà il desiderio di rivedere la nostra percezione per contrastare la situazione.

Libertà di stampa: alcune riflessioni e considerazioni