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Parliamo un poco male di noi

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Verona, 14 luglio 2017. - di Sergio Stancanelli

Ma pare fosse "Il travaso" a definirle "Le notizie del chi se ne frega". Il "Secolo d'Italia", che non ha spazio per le rappresentazioni di opere liriche e per i concerti sinfonici (mi riferisco all'epoca in cui vi collaboravo), sotto il titolo "Ma Bridget Jones nella realtà torna single" (complimenti per l'uso della parola inglese: il giornale è di destra ma la destra cui pertiene, nell'epoca in cui imperava non gliel'avrebbe permesso), informa i suoi lettori – evidentemente scambiati per quelli di "Novella 2000" – che «Bridget Jones (ma chi è?) è stata lasciata sul serio (cos'è, il nome di un monte?). Renee (sic, senz'accenti) Zellweger (e chi è?) si è separato (sic) dal fidanzato, la rockstar Jack White. La 35enne era da anni legata al leader della band, di sei anni più giovane, che aveva conosciuto in Romania». Un loro amico ha detto che ora «sono entrambi molto tristi e hanno deciso di prendersi una pausa». Dopo simile notizia, non ci è restato che piangere. Altro che "Tristano e Isotta" allestito o non allestito in Verona: qui si fa la storia della cultura mondiale.

«Sono i bimbi italiani i più teledipendenti d'Europa», secondo il medesimo numero dell'istesso quotidiano, datato 2 gennaio. Ciò testimonia, mi pare, il grado d'intelligenza dei loro genitori. «Il fenomeno Simona Ventura con "L'isola dei famosi" ha toccato share (ognuno tocca quel che più gli piace, se gli vien consentito) del 32%; fortissima anche l'attrazione sui bimbi da parte di Paolo Bonolis, che con "Affari tuoi" raggiunge un 37% da record». Qui si ha la testimonianza degli alti livelli culturali, più che dei piccini, dei loro genitori. "Bambina palestinese uccisa da un razzo palestinese... ", questo il titolo sul medesimo giornale per una notizia che occupa un'intera colonna. I puntini di sospensione denunciano un'altra intelligenza da non sottovalutare, quella del titolista, che li carica di profondi e meditati significati non espressi ma lasciati all'intuizione del lettore. I sindaci di sinistra di quattro grandi città (non ne menzioniamo i nomi perché non son più sindaci) hanno invitato gli italiani a non esibirsi in fuochi d'artificio per celebrare il nuovo anno. A parte che l'invito giunge un po' in ritardo, il giornale li prende in giro con un articolo, firmato, che dalla 1ª pagina tracima in 14ª, commentando che gli italiani non hanno bisogno di simili esortazioni.

Ne hanno bisogno, invece, eccome ne hanno bisogno: ma ovviamente tutto ciò che fa l'opposizione non può essere che sbagliato. In 8ª un titolo a tutta pagina in caratteri cubitali annuncia: "Botti di capodanno: 33 i feriti gravi". Nonostante la mia idiosincrasia per i termini inglesi, qui è proprio il caso di commentare «no comment». Il testo dice: «Nonostante gli appelli al silenzio (di sindaci di parte avversa, n.d.c.), si è sparato l'altra notte per l'arrivo del nuovo anno. Allo scoccare della mezzanotte si è scatenata la sarabanda. Solo nella Campania si contano» ecc. Per finire, una foto ricorrente, che occupa ogni volta uno spazio inutile ed assurdo (un quarto di pagina), è quella d'una catasta di schermi di computers. E' facile dedurne che in redazione non sanno proprio a che santo votarsi per riempire lo spazio. Però quando un corrispondente segnala che le sue cronache non vengono pubblicate, la segretaria del direttore gli risponde che dipende dalla mancanza di spazio. Gli rispondeva, ovviamente, volevo dire: perché l'offerta di un vecchio collaboratore – mai compensato – di riprendere l'antica collaborazione, non è stata ritenuta degna di una qualsiasi risposta.

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